Voto clericale, voto mortale
31-Gen-06
Renato Farina su LIBERO l’ha spiegato chiaramente: Camillo Ruini, Presidente della CEI nonché Vicario del Papa per Roma, come dire uno dei primi 2 o 3 nella gerarchia vaticana, non ha espressamente dichiarato il suo consiglio di voto ma ha fatto un perfetto minuetto. Trattasi del minuetto della mappa, quella che Ruini ha sapientemente tracciato per indicare dove si trova il tesoro da votare nell’urna. E’ chiaro che, tra “rispetto della vita dal suo concepimento”, “famiglia legittima fondata sul matrimonio”, restrizioni all’importazione della pillola abortiva e leggi proibizioniste, la mappa porta proprio lì, all’indirizzo di Silvio.Insomma la CDL, con Letta, Casini, Buttiglione, Storace e tutti gli ex-democristiani cattolici, hanno avuto ancora il sopravvento. Hanno creato i presupposti per ricevere l’appoggio incondizionato della Chiesa di Roma.
A questo punto, con il Cavaliere ben presente e vigoroso nel teatro mediatico, i “sinistri” che traballano tra scandali bancari, Pugni alla Rosa, liti interne, gaffes mastelliane e un programma che un po’ non c’è e un po’, se c’è, potrebbe spaventare non pochi elettori, la conquista delle fortezza cattolica dovrebbe portare ad una rimonta sicura e probabilmente ad una vittoria.
Invece molti sostengono che non è così, anzi che è proprio il contrario.
La scelta di fondo è sempre la stessa: o una politica liberista, fondata su “maggiori libertà” dalla presenza dello stato, dall’influenza dei dettami religiosi, dall’invadenza della burocrazia; oppure costruire un consenso che comprenda, tra l’altro, l’appoggio del clero, che includa principi fondamentali tipici del dogmatismo religioso.
La CDL ha deciso di seguire la seconda strada, già da dopo la vittoria del 1994. Nel 1996, nonostante tutto, la Chiesa si è schierata a fianco del Centro-Sinistra che però ha vinto solo per un effetto algoritmico insito nel sistema maggioritario e perché è stata capace di allargare le alleanze, al contrario della CDL. In realtà, il calcolo proporzionale è stato a favore del Centro Destra, Lega compresa. Nel 2001 un colpo di genio di Berlusconi, con il suo contratto con gli italiani di stampo certo non conservatore, ha assestato il colpo vincente.
Se però andiamo a fare un’analisi attenta anche dei risultati delle elezioni intermedie delle ultime 3 legislature, vediamo che il voto cattolico non ha mai fatto vincere nessuno. O meglio, ancora: il voto cattolico proprio non esiste.
L’esempio più eclatante di questa teoria sono le vicissitudini elettorali della Lega Nord, specialmente nella prima parte degli anni ’90. Il picco massimo raggiunto dai leghisti si registra nel ’93, dopo che i suoi successi e la crescente popolarità nei feudi democristiani come Brescia, Bergamo e Varese avevano portato il Papa a visitare il suo “elettorato” cattolico di quelle zone e provocato la chiara indicazione del Cardinale Martini a non votare per la Lega. Il risultato di queste intimidazioni è una reazione violenta di Bossi che arriva ad indicare nell’alto prelato un “tangentaro corrotto”.
Tutti erano concordi a prevedere un crollo della Lega che, invece, coglie in quella tornata il suo miglior risultato di sempre. Il seguito della storia leghista ha dimostrato ancora una volta che chi tocca il voto cattolico, muore. La politica delle alleanze della Lega post-ribaltone del ’94, ordito e realizzato in collaborazione con Buttiglione e la sua collaborazione con il governo Dini durata un anno, hanno portato il partito ad un livello del 2-4% dal quale non si è mai più risollevato. Evidentemente è la punizione che l’elettore del nord, in gran parte composto dal “popolo dei produttori”, ha riservato ad un partito che poteva sviluppare un’identità liberale e antistatalista e che, nonostante i suoi proclami contro Roma ladrona, si è appiattito su posizioni contrarie.
E’ indubbio che nelle tornate intermedie di quest’ultima legislatura il partito che si è indebolito maggiormente è Forza Italia. Ricordiamoci che alle elezioni europee del ’94 superò il 30% dei consensi. Ma era ancora un momento vissuto sullo slancio delle aspettative liberali e liberiste. Da allora, con fasi peraltro alterne, questo traguardo lo abbiamo visto solo con il cannocchiale.
Ancora una volta dobbiamo rilevare che una della ragioni principali di questo calo è dovuto al furto di voti a FI da parte dei centristi cattolici di Buttiglione e Casini. La clericalizzazone del Polo, con le complicità di una parte stessa di Forza Italia, rischia di essere quel fattore di declino irreversibile dal quale ci si potrà sottrarre solo con un’autentica e costruttiva politica laico liberale.

