Viva “Zapaznar”!
Il governo Zapatero, il linea con il suo programma elettorale, prosegue la politica di riduzione della pressione fiscale.
Questa volta riguarda i cittadini meno abbienti, i quali non pagheranno più imposte fino ad un reddito di 10.000 Euro.
Non è una decisione da poco visto che ne beneficeranno circa 4 milioni di contribuenti e che comporterà, nell’immediato, una diminuzione delle entrare di 2,5 miliardi di Euro.
La cosa sorprendente per un governo che è stato appunto definito “zapaterista”, termine spesso tanto caro a coloro che hanno una visione ideologizzata e distorta della progressività impositiva, è che ha annunciato una probabile riduzione anche dell’aliquota massima dal 45% al 42%: quindi ben 3 punti percentuali regalati ai “ricchi”.
Zapatero non rappresenta certo il mio modello di premier ma bisogna riconoscergli, in questo caso, una buona dose di pragmatismo. Non che si sia inventato qualcosa di rivoluzionario, semplicemente ha notato che la costante e determinata politica di riduzione del carico fiscale sui redditi operata per anni dal suo predecessore J. Aznar, ha dato frutti ai quali non si può facilmente rinunciare: aumento dei redditi, aumento dei consumi, aumento dell’occupazione, aumento dei redditi, aumento dei consumi ecc ecc. ed infine aumento delle entrate dello stato.
Insomma un bel circolo virtuale che ha portato le finanze dello stato a registrare un avanzo annuo di ben 7 miliardi di Euro e che vede la Spagna crescere costantemente al di sopra della media degli altri paesi UE maggiormente industrializzati.
Pensate dove saremmo oggi se la CDL, nei primi giorni del suo governo, avesse fatto quello che Berlusconi aveva promesso e cioè la riduzione delle imposte sui redditi delle persone a due aliquote (23% e 33%).


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