Vooolaaareeee!!! Oh, Oh!!

EasyJet, una delle compagnie aeree low-cost leader in Europa, protesta per la prossima acquisizione di Volare da parte di Alitalia: “(EasyJet)…è allibita che sia sempre più probabile il take over di Volare, compagnia italiana che aveva dichiarato fallimento, da parte di Alitalia, compagnia di bandiera anch’essa a rischio di fallimento”.

Alitalia e Volare hanno tante cose in comune ma una in particolare: sono aziende che da anni continuano a sottrarsi alle più elementari regole di un qualsiasi mercato libero. Per fare un esempio, Alitalia ha ricevuto 4,4 miliardi di Euro dallo stato italiano negli ultimi 10 anni e Volare gode della protezione della legge Marzano. Nel frattempo entrambe hanno prodotto soprattutto distruzione: di ricchezza economico finanziaria, di posti di lavoro, di servizi resi e di immagine per il nostro paese.

A leggere queste considerazioni sembrerebbe stessimo parlando di un’azienda di un paese social-comunista mentre si tratta del nostro paese, governato da una maggioranza che ambiva ad una politica economica di stampo liberista e governato anche da un sindacato sempre arroccato su posizioni dalla quali non recede quando si tratta di discutere di “privilegi”, anche a scapito dei livelli occupazionali.

La domanda sulla liceità di questa acquisizione si pone in modo imperativo: perchè una società di stato come Alitalia decide di spendere 38 milioni di Euro per acquistare un suo concorrente decotto? Perchè non si preoccupa innanzitutto di fare il necessario e doveroso giro di boa per competere con i suoi concorrenti privati nell’arena nazionale ed internazionale?

La risposta sta nel fatto che il nostro paese continua ad essere malato di un’incapacità ad aprire i propri mercati in settori che sono stati sempre fonte di protezionismo, assistenzialismo e privilegi. Questa acquisizione non ha lo scopo di rafforzare Alitalia ma di impedire che l’uscita di scena o il passaggio di mano di Volare ad un concorrente possa, appunto, …aumentare la concorrenza.

Volare perde soldi ma è proprietaria di slot in aeroporti strategici, slot che non devono finire nelle mani di qualcuno che, senza aiuti di stato e senza mafie sindacali ma, solo con la forza della propria capacità gestionale, possa produrre il miglior servizio a prezzi competitivi. Quello dell’apertura dei mercati, del miglioramento ed incremento continuo della produttività, dell’innovazione, degli investimenti e della competizione sembrano essere obbiettivi sempre più lontani, specialmente oggi che si avvicina l’avvento di una coalizione capeggiata da colui che, meglio di chiunque altro, personifica la figura del boiardo di stato.

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