Enigmi “sinistri”

Torno sull’argomento OPA Unipol-BNL, già toccato nel mio post del 16 gennaio ma questa volta non per citare il fustigatore folle, aka Marco Travaglio il quale, si sa, oltre al gusto per i racconti sul Cavaliere, vagamente calunniosi, ha una più generale passione per gli aneddoti giudiziari di torbida fanta-politica che dispensa a danno degli uni e degli altri e che quindi potrebbe essere considerato personaggio di dubbia affidabilità.

Cito invece un esponente storico della sinistra, opinionista della prima ora della scuderia Espressiana, personaggio scomodo oltre che intellettualmente onesto, tale Giampaolo Pansa. Egli scrive di “Qualche mistero nel Botteghino di Piero”, quel Fassino ormai prossimo al ricovero clinico a causa dello stress provocato dalla vicenda della famosa OPA.

Di Fassino in persona hanno già scritto in troppi, meglio se gli risparimamo ulteriori spari sulla Croce Rossa visto che dopo l’ultima tenzone televisiva con Fini pare che sia in rianimazione.

Invece Pansa, prendendo spunto da un’intervista di Giannini su Repubblica, pone dei legittimi quesiti ai suoi compagni di ventura ai quali, purtroppo, fin’ora non abbiamo avuto risposta. Non dice che i DS dovrebbero adoperarsi per fare chiarezza sulla destinazione dei 50 (300…?) milioni Euro (sic!) del tesoretto di Consorte e non parla neanche in nome del valore della superiorità etica della sinistra: fa delle considerazioni semplici ed ovvie che prendono spunto dai comportamenti rilevati nelle intercettazioni e nelle dichiarazioni pubbliche dei boss del partito.

E quindi: è vero, come è vero, che Consorte aveva detto a Fassino che stava per impossessarsi di una delle principali banche italiane con metodi criminogeni, violando alcune basilari norme del diritto civile e penale? E’ vero, come è vero, che i DS sapevano che Consorte faceva affari da tempo con una schiera di personaggi “al limite, come minimo, del codice penale”? E’ vero, come è vero, che il tesoriere del partito, tale Sacchetti, tramava con Consorte per favorire il buon esito dell’OPA con manovre torbide e poco trasparenti? E’ vero, come è vero, che D’Alema, da sempre “difensore totale” dell’operazione ha cambiato radicalmente opinione?

E perchè tutti questi “enigmi” restano a tutt’oggi senza risposta?
Pansa conclude che l’ultima cosa che di dirigenti DS vogliono è chiarire questi misteri: le elezioni cancelleranno tutto.

E, dico io, fino ad allora, magari, potrà emergere la verità: era tutto sacco della farina di Berlusconi. Ohibò!

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