Chi vince e chi perde

Lunedì 16 Gennaio, Porta a Porta: si sfidano Piero Fassino e Gianfranco Fini.

Accendo il televisore per caso e, per l’argomento della serata, sarei tentato di cambiare subito canale, ma…osservo per pochi secondi il segretario di AN e c’è qualcosa che mi magnetizza.

Vedo un uomo politico calmo, determinato, preparato sull’argomento, non disposto ad indietreggiare; anche il suo aspetto, insolitamente ringiovanito nel fisico (…), è curato nei dettagli, elegante ma senza ostentazione.

Dopo alcuni minuti mi sveglio da questo assorbimento mentale e penso che non sono un elettore di AN e neanche un estimatore di Fini! Quindi? Quindi questo senso di fiducia e sicurezza, questa quasi certezza che lui non perderà la testa e non si farà logorare quando il gioco si farà duro e la tensione aumenterà, sono autentici perchè nelle mie sensazioni non c’è faziosità o tifoseria.

Poi la parola va a Fassino dal quale mi aspetto una reazione degna del suo ruolo. Ma non c’è possibilità di reazione perchè Gianfranco lo incalza, non lo lascia uscire dall’angolo, lo fa balbettare, non si scompone neanche quando il segretario DS ne azzecca una e il pubblico applaude. Fassino è in affanno, nega, si difende, cerca il gancio risolutivo ma va sempre a vuoto, non spiega, non fornisce elementi di trasparenza, non ci dice perchè ha permesso a Consorte di tentare un’OPA truccata e alla fine chiede pietà: vuole finirla con questa storia, vuole una tregua fino alle elezioni.

Non si va neanche ai punti perchè l’arbitro interrompe il match prima della fine.

Se Berlusconi lasciasse a Fini il ruolo di leader nella campagna elettorale in vista delle eleizoni, se si facessa da parte e non fosse il candidato premier della CDL, si capovolgerebbe una situazione ormai compromessa.

Calunnie e Calunnie

L’assalto arrembante di Silvio Berlusconi all’integrità morale e politica dei DS, culminato con le dichiarazioni rese ai magistrati sui loro imbarazzanti rapporti con il mondo finanziario, provoca da alcuni giorni reazioni stizzite degli esponenti di questo partito, di molta parte della sinistra e di importanti personaggi del mondo della finanza.

Si vuole dimostrare che il Cavaliere stia cercando di rastrellare voti in vista delle prossime elezioni usando l’arma mediatica, con annunci televisivi ed iniziative che sono ripresi con molto fragore da agenzie e stampa.

Si lamentano della correttezza dei suoi metodi e dei contenuti delle sue posizioni, paragonati a quelli di un illustre nazista, tale Goebbels e minacciano denunce perchè se continua così “…ne risponderà di fronte alla legge”.

Una nota dell’ufficio stampa dei DS lo dipinge a tinte foschissime, sostenendo che: “E’ evidente l’assoluta irresponsabilità di un uomo disperato che, pur di non perdere le elezioni, e’ disposto a travolgere ogni regola e norma di convivenza democratica”.

Fanno eco Della Valle e De Benedetti che invocano il gulag, scandalizzati da questa “indecenza istituzionale”.
Insomma, tempi duri per Berlusconi, ormai arrivato al capolinea di una legislatura alla fine della quale sembrerebbe debba tornarsene a casa o, nella peggiore dell’ipotesi, essere inquisito per l’ennesima volta a causa dei suoi comportamenti di questi giorni.

A questo punto ci viene un dubbio.
Non è che, per caso, questo rumore assordante ci impedisca di ascoltare ciò che di importante si dice e si scopre su altri problemi che stanno investendo il mondo politico?
Forse, per caso, Fassino dovrebbe rispondere ad un quesito posto dall’insospettabile Marco Travaglio: “Il problema non è quello che c’è nell’intercettazione ma quello che non c’è. ‘La banca è nostra’ può essere una battuta ma Consorte confessa un reato: aver rastrellato il 51% delle azioni prima di lanciare l’Opa. Fassino non risponde nulla”. Travaglio poi incalza: “All’estero errori come quello dei dirigenti Ds si pagano con le dimissioni. Qui è finito tutto a tarallucci e vino”. E conclude: “E’ necessario un ricambio della classe dirigente Ds”.

Ci vogliono mica tutti sordi perchè hanno paura di andare a casa prima di Berlusconi?

L’avevamo detto…

L’Iran ha tolto i sigilli agli impianti per l’arricchimento dell’uranio e ha deciso di superare il punto di non ritorno.

Finalmente l’hanno capito anche gli europei che, a questo punto, non “escludono alcuna opzione”.

Il fatto è proprio questo: non ci sono più opzioni.

Se gli USA hanno fatto un errore nella guerra in Irak forse è stato quello di avere guardato sulla carta geografica e confuso i due paesi: cominciano entrambi con la stessa lettera e gli americani, si sa, non sono forti in geografia. Insomma, hanno sbagliato paese, hanno detto che le armi di distruzione di massa le aveva Saddam e invece le avranno i suoi vicini: hanno sbagliato l’obbiettivo.

Bisognava intervenire prima, bisognava farlo tutti insieme, convinti, determinati ma si sono preferiti metodi “Onusiani”, tanto cari alla sinistra terzo-mondista: esaminiamo, analizziamo, dibattiamo, dialoghiamo, cerchiamo soluzioni politiche, cioè non facciamo nulla.

Il 7 Giugno 1981 uno squadrone di F-15 israeliani si alzò dalle basi e, in una storica impresa che probabilmente ha cambiato il corso della storia, rasero al suolo l’impianto nucleare irakeno di Osirak, a sud di Baghdad. Da allora non si è più sentito parlare di ambizioni nucleari da parte di Saddam.

Ma i tempi sono cambiati.

In questi ultimi 25 anni in larga parte dell’occidente si è andata diffondendo una credenza alquanto singolare: col diavolo si tratta il destino della propria anima.

Ma il diavolo è il diavolo.

E che l’Iran fosse dominato da una oligarchia di fanatici religiosi dovevamo averlo capito già da un paio di decenni.

Una cultura che non ha espresso nulla di significativo negli ultimi secoli, può sentire il bisogno di recuperare il tempo perduto e la dignità attraverso una pericolosa scorciatoia: quella del ricatto.

Non è sopportabile l’idea che un piccolo paese come Israele, florido, dinamico, libero e democratico possa sopravvivere nella culla geografica del mondo islamico.

Adesso dovremo fare delle concessioni all’Iran.

Oppure fare una guerra, sì, perché se facciamo un blitz a questo ci porterà.

Ormai è troppo tardi.
Abbiamo dialogato troppo…con il diavolo.

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