Abu Ghraib sì, vignette no: perchè?
Le foto ed i filmati scioccanti delle torture subite da semplici essere umani nel carcere di Abu Ghraib stanno facendo il giro del mondo.Le foto sono vecchie anche se non sono mai state pubblicate. Sono comunque una vergogna per tutti noi, convinti che il nostro mondo occidentale abbia raggiunto livelli di civiltà che proteggono chiunque da simili accadimenti.
Credo che non ci sia bisogno di discutere o commentare ulteriormente su questo punto: c’è bisogno di identificare i responsabili condannarli a pene severissime e fare tutto ciò che è in nostro potere per impedire che altri ripetano queste azioni.
Allo stesso modo, però, c’è bisogno di riflettere sui comportamenti dei cosiddetti MSM (Mainstream Media), con particolare riguardo al loro atteggiamento ambiguo ed opportunista di questi ultime settimane.
Nel caso delle vignette maomettane, ai pochi editori coraggiosi che hanno deciso di ripubblicarle in nome della sacra libertà di espressione, si sono contrapposti una moltitudine di MSM occidentali di tutti i continenti che hanno ritenuto più conveniente censurare i loro notiziari rifiutandosi di “offendere” la sensibilità del popolo islamico. I disegni danesi potevano essere un ottimo scoop ma molti hanno preferito non gettarsi a capofitto nella loro pubblicazione perché, per un gioco di checks and balances, meglio uno scoop di meno oggi che una redazione incendiata domani.
Allo stesso modo, nessuno, o quasi, si preoccupa di fare circolare, anche ad una velocità inferiore di quella delle immagini irakene, le foto dei pezzi di cadavere e delle teste mozzate di chi si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato e che ha incontrato sul cammino della sua vita una morte precoce per mano di un kamikaze.
Invece la sensibilità delle forze armate americane e britanniche e la loro reputazione, sicuramente messa in crisi da questi episodi, non hanno fatto altrettanto commuovere questi esimi direttori di testate giornalistiche e televisive. Ed ecco quindi alzarsi in volo uno stormo di rapaci che sono piombati con gli artigli sfoderati su queste immagini, pubblicandole, non appena si è aperto un varco nella riservatezza dell’apparato giuridico e militare occidentale. Poco importa se il comportamento di pochi sconsiderati, che il nostro sistema giuridico dovrà punire (a differenza di quello di paesi teocratici o dittatoriali), possa minacciare la reputazione e mettere a repentaglio l’incolumità di migliaia di soldati che con la loro professione ed il loro coraggio svolgono un’azione preziosa per la comunità.
E poco importa se nessuno vorrà o potrà opporsi a questo doppiopesismo giornalistico perché ciò che conta sono le copie vendute e gli audience. Poco importa, soprattutto, se la motivazione è solo un mercato potenziale di 1,3 miliardi di persone, tanti sono gli abitanti della galassia musulmana.
La domanda “Perché le foto di AbuGhraib sì e le vignette no?” appartiene ad una razza di intellettuali ed opinionisti ormai in via di estinzione.
Intanto Al Jazeera ha annunciato l’inizio della sua marcia alla conquista del pubblico musulmano (e non) occidentale. Presto saranno aperte emittenti in Gran Bretagna e negli USA con palinsesti creati ad hoc per noi.
Se uno degli strumenti più pacifici ed efficaci per liberare dall’oscurantismo i cittadini dei paesi oppressi dalle dittature è la creazione di una cintura mediatica attraverso la quale tutti possano assaporare immagini e parole di libertà e se questo mezzo non siamo stati capaci di metterlo in opera, non lamentiamoci poi se qualcuno, più risoluto ed unito, ci cingerà mediaticamente convincendoci che, alla fine, è meglio rinunciare a poche vignette per garantirsi sia l’incolumità terrena che una splendida vergine extra-terrena.
Di certo, agli sponsor nostrani della censura pro-islamica e della propaganda anti-occidentale, tutto ciò pare interessare parecchio.


FabioC ha scritto:
I soldati responsabili delle violenze ad Abu Grahib sono giá stati processati e condannati, comunque.
Pubblicato il 16-Feb-06 alle ore 21:52 | Permalink
Nessie ha scritto:
Faranno senz’altro piazza pulita di questi soldati. Ma intanto chi gliela va a spiegare a quelli che sfasciano ambasciate? Sarà un episodio che acuirà la crisi.
Pubblicato il 17-Feb-06 alle ore 0:14 | Permalink
Cantor ha scritto:
Si acuirà la crisi soprattutto grazie alla nostra spiccata tendenza a farci del male. Chissà quanta gente non aspettava altro che la circolazione di queste immagini per dire alle masse musulmane: “Visto? Avevamo ragione noi…questo americani in verità ci vogliono torturare tutti”.
Pubblicato il 17-Feb-06 alle ore 9:40 | Permalink