I nostri porti, la nostra sovranità

Il “Committe of Foreign Investment”, organizzazione governativa degli Stati Uniti, ha approvato, per un controvalore di 7 miliardi di dollari, la vendita della quota di maggioranza di 6 dei principali porti marittimi della costa orientale ad una società controllata da investitori privati e dallo stato del Dubai (Emirati Arabi Uniti).Apparentemente la commissione, nella decisione che ha portato al benestare, ha operato secondo gli standard della sicurezza nazionale e seguendo le procedure CFIUS del Ministero del Tesoro. Sono state coinvolte diverse agenzie governative - Homeland Security, Department of Defense and Justice tra le altre – in quanto vi è una revisione severa di tutte le proposte di investimento da parte di stranieri ogni volta che è coinvolta la sicurezza nazionale.

La domanda che George.W.Bush deve ora porsi, prima di dare il definitivo nulla osta a questa operazione (che dovrebbe essere chiusa entro il 2 Marzo), è: se è vero che molti degli attentatori del 9/11 sono passati da vari paesi degli Emirati Arabi e se è vero che una quantità significativa del denaro affluito nella casse di Al-Qaeda è transitato su conti di banche di quel gruppo di paesi, non possiamo dedurne che hanno dei grossi problemi a controllare le loro frontiere ed i flussi finanziari nelle loro banche?
E quindi perché gli Stati Uniti dovrebbero affidare la gestione delle frontiere portuali di 6 importanti porti a gente che non sa gestire nemmeno le proprie?

George, non farci un brutto scherzo, please.

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Comments (2) lasciato to “I nostri porti, la nostra sovranità”

  1. Lontana ha scritto:

    Ops, ed io che credevo che non se ne fosse parlato da noi…Ho fatto oggi un post su quest’affare…Adesso metto il link al questo post
    Ciao Cantor!

  2. Cantor ha scritto:

    Ciao Lontana!

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