Danni da vignette: un bilancio
Per quanto possano essere provvisori, possiamo provare a fare un bilancio sintetico dei danni materiali fatti fin’ora dalle reazioni e contro-reazioni (cristiane) alla pubblicazione delle vignette danesi.
Questo tentativo è, per definizione, obsoleto già nel momento della sua pubblicazione perché le novità arrivano ogni ora.
MORTI: sono stati almeno 90 e i feriti almeno 280. Tuttavia possiamo considerare questo numero poco preciso per via delle frammentate informazioni sui numeri che ci arrivano da molti paesi. Questi numeri includono i 69 morti, tra musulmani e cristiani, in Nigeria nello scorso week-end anche se l’Associazione dei Cristiani in Nigeria sostiene di averne contati un numero maggiore della Croce Rossa. Inoltre molti feriti giacciono in condizioni gravissime.
Oltre ai morti nigeriani, 3 persone (incluso un bambino di 8 anni) sono state uccise in Pakistan, almeno 10 in Libia durante l’assalto all’Ambasciata Italiana; la polizia ha ucciso 4 persone in Afghanistan durante un tentativo di assalto ad una base americana.
Gli scontri con le forze di polizia sono stati imponenti anche in altre località. In Palestina 300 persone hanno attaccato una missione di osservatori internazionali a Hebron; tafferugli vi sono stati tra le forze dell’ordine e 10.000 dimostranti in Bangladesh; in Kenya spari della polizia hanno ferito un dimostrante.
PERSECUZIONI dei CRISTIANI: purtroppo i cristiani che dimorano nei paesi a maggioranza musulmana, sono divenuti uno dei bersagli preferiti di questa continua violenza. Oltre all’assassinio dei prete italiano in Turchia, dobbiamo segnalare gli incendi di una chiesa a Sukkur nel sud del Pakistan, e di altre 15 a Maiduguri in Nigeria.
MINACCE DI MORTE: i vignettisti sono vittime di minacce di morte da più direzioni. Un religioso musulmano pakistano ed i suoi seguaci hanno recentemente offerto una taglia di 1 milione di dollari a chiunque uccida un vignettista danese. La prima fatwa religiosa è stata emanata in India a Lucknow e recita così: “La morte è l’unica punizione possibile per i vignettisti che hanno disegnato le caricature blasfeme del Profeta”.
ATTACCHI AD AMBASCIATE e CONSOLATI: un certo numero di ambasciate e consolati occidentali sono stati attaccati. In Iran i manifestanti hanno lanciato bombe molotov all’ambasciata Britannica, a causa delle vignette blasfeme e dell’opposizione verso il programma nucleare iraniano. L’ambasciata Danese è stata bruciata a Beirut ed attaccata a Damasco. Conosciamo tutti poi la vicenda della nostra ambasciata a Bengasi.
DANNI alle PROPRIETÀ: gli attacchi si sono concentrati su particolari simboli occidentali, come in Pakistan dove sono state distrutti alcuni esercizi di Pizza Hut, Holiday Inn, di alcune stazioni di Benzina di proprietà di multinazionali occidentali ed una statua di Ronald McDonald.
SUPPORTO PER AL-QUAEDA: centinaia di studenti hanno dimostrato contro le vignette in Afghanistan inneggiando all’organizzazione di Bin Laden e minacciando di diventarne membri se l’Islam sarà nuovamente insultato.
Questo per la cronaca.
Possiamo dissertare sul fatto che questo prezzo, fin qui pagato da altri, sia equo se paragonato alla difesa del nostro diritto alla libertà di espressione. Di certo non era intenzione di nessun vignettista di accendere una miccia.
Quello che i nostri media non devono fare è di perdere l’attenzione su questi fatti che, per adesso non accennano a diminuire. I governi di alcuni paese islamici hanno infatti interesse a tenere alta la tensione per distrarre la popolazione da problemi ben più gravi. Questo almeno finchè non vi sarà qualche altro evento importante che potrà catalizzare l’attenzione dei loro sudditi: in alcuni blog mediorientali si sostiene che ciò avverrà in coincidenza con i prossimi Campionati del Mondo di calcio.
Robe da matti.
P.S. 24/02/06: Il bilancio dei morti è già drammaticamente aumentato. Questo è l’ultimo aggiormanento. Altri non ne seguiranno.


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