Vignette: ecco la prima fatwa

Un tribunale islamico ha emanato la prima (di molte, temiamo) FATWA nei confronti dei vignettisti che hanno disegnato le 12 caricature sul Profeta Maometto.Il Mufti Abu Irfan, di stanza in India, l’ha così giustificata:

La morte è l’unica punizione possibile per i vignettisti che hanno disegnato le caricature blasfeme del Profeta” ha detto il capo religioso del tribunale.

Irfan ha aggiunto che nel libro sacro dei musulmani, il Corano, è scritto chiaramente che chiunque offenda il Profeta si è guadagnato una punizione e che la fatwa può essere applicata ovunque vivano i musulmani.

Ecco, per i vignettisti, adesso, la vita si fa dura.

Durante il periodo nazista, si poteva almeno fuggire nel momento in cui erano chiari i primi segni di pericolo.

Ma oggi dobbiamo chiederci: c’è un posto dove non vivano musulmani?

I vignettisti ci hanno mostrato con il loro comportamento che al giorno d’oggi è possibile mettere in pericolo la propria vita ogni volta che si offende il capostipite della “Religione di Pace”.

Se si fossero resi conto che viviamo in un periodo storico come questo, la paura gli avrebbe certamente impedito di tirare la prima riga.

Rose Flemming, il redattore del Jillands Posten responsabile della pubblicazione, si trova in questo momento negli Stati Uniti e dovrà adesso guardarsi le spalle per tutta la vita dagli appartenenti della “Religione di Pace”.

Tutto ciò accade nel terzo millennio dalla nascita di Cristo per avere voluto fare un test su come il multiculturalismo, così auspicato dai nostri politici europei, abbia influenzato la libertà di espressione.

Cerchiamo di essere chiari: non viviamo più in un mondo libero e chi lo nega, mente. Sia che lo faccia per stupidità o per convenienza.

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Commenti (1) lasciato to “Vignette: ecco la prima fatwa”

  1. Jinzo ha scritto:

    Bisognerebbe contromanifestare di fronte a queste ridicole minacce di morte islamiste.

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