Milano: indulgenza e cospirazionismo non fanno schifo

Non ero a Milano per il week-end anche se Sabato ho saputo cosa era successo da amici che hanno un negozio a 200 metri dagli incidenti.
Domenica pomeriggio sono rientrato e sono voluto andare a vedere. Ho parlato con gli edicolanti della zona, anche con quello la cui edicola, dicono i giornali, sarebbe stata incendiata. Questo non corrisponde a verità perché ad essere incendiato è stato un motorino posteggiato lì vicino che, cadendo, gli ha infranto i vetri. La zona è quella del marciapiede tra via Melzo e Porta Venezia dove è stata attaccata la postazione di AN ed è stato, quello sì, incendiato e completamente distrutto un negozio.
La memoria è tornata agli anni ’70 e ’80 quando, nella mia città, circolare in molti quartieri a piedi o in motorino vestiti con il tipo sbagliato di occhiali, di scarpe o di cappotto significava esporsi al rischio di essere aggrediti con tirapugni, catene o spranghe. Anche a me è capitato e, a tutt’oggi, non ne so le ragioni. Altri hanno lasciato sui marciapiedi pezzi di materia grigia.
Adesso, come allora, l’intellighenzia di sinistra mostra un’inconfondibile indulgenza verso questi sedicenti membri della rivoluzione.
Ieri, per averne conferma, ho comprato Liberazione e l’Unità. E, manco a dirlo, ho potuto godermi dei begli esempi di teorie negazioniste-cospirazioniste.
Piero Sansonetti scrive il suo capolavoro in prima pagina.
Dopo avere esaltato la lotta degli studenti della Sorbona che protestano verso “la precarizzazione del lavoro, cioè l’unica idea di qualche consistenza che le classi dominanti hanno partorito” (…), scrive che “sono arrivate le notizie da Milano, e sono pessime e cupe”. A questo punto ci aspettavamo che parlasse degli incidenti e invece, udite, udite prosegue con: “I fascisti – stile nazi – alleati di Berlusconi e Fini (se lo dice lui, ndr), hanno sfilato con i saluti nazisti e dichiarando il loro orgoglio di essere hitleriani;”.
Questa la prima “pessima e cupa notizia”.
Sansonetti continua: “E poi quei duecento giovani, con le bandiere rosse e pochissimo cervello in testa, che hanno messo a ferro e fuoco la città, hanno commesso gesti di violenza inaccettabili, e stupidi, e inutili, e gravissimi, hanno spaventato la gente, hanno offerto il destro…alla destra per cercare una molto pasticciata controffensiva, dopo le giornate difficili degli scandali (spionaggio Storace…Mills..il maxiscandalo, roba di miliardi, che sta travolgendo il capo dell’UDC di Casini)”!
Quindi la notizia, letta così è che prima c’è stata la manifestazione dei fascisti e poi, per reazione, c’è stata la guerriglia dei duecento stupidi, tali più che altro perché non sono stati abbastanza furbi ed hanno permesso al Centro-Destra di distogliere l’attenzione dagli scandali, compreso quello che travolgerebbe l’UDC, che non sappiamo nemmeno quale sia.
Il bello arriva nella parte finale: “Lasciamo stare…la discussione – che è assai complessa e dovremo riprendere – sulla scelta della non violenza…” Sì, dai lasciamola stare perché Sabato non si è trattato certo di violenza, giusto per non distogliere l’attenzione; “…(questa affermazione, ndr) deve servirci a costruire…una rete molto vasta di lotte, di conflitti di massa (speriamo non violenti…ndr) che sappiano mettere al centro – come sta avvenendo in Francia – i temi fondamentali della società futura…” Un po’ contraddittoria e azzardata questa affermazione perché ci pare di avere capito che in Francia la lotta sia stata messa in atto con un’ occupazione universitaria, che forse, Liberazione, ritiene pacifica e legittima, ma tant’è.
Veniamo adesso a Oresta Pivetta sull’Unità.
Il titolo esemplare del suo articolo di prima pagina “Violenti e imbecilli. Chi li manda?” ci fa già sospettare quali siano le tesi dell’autore. Tuttavia non vogliamo leggere imbevuti di preconcetti e quindi procediamo. “ …(i teppisti ndr) hanno fatto il possibile per trasformare una giornata qualsiasi in una tempesta di polemiche e strumentalizzazioni…” E voilà! Il problema non sono le auto incendiate, il terrore dei bambini che scappavano e i poliziotti feriti ma la destra che ha così potuto approfittare per sollevare una polemica a suo favore.
Ma andiamo avanti: “…viene il dubbio che qualcuno, in considerazione della loro età e della loro imbecillità, li abbia semplicemente usati, Che qualcuno, insomma, abbia fatto il regista. Non sarebbe la prima volta”. Ma dai! Credevamo che trent’anni di storia di violenze studentesche, operaie e brigatiste avessero insegnato qualcosa anche ai più cocciuti. Invece nulla, il coccio è il coccio.
La tesi del cospirazionismo, tanto cara ai Bocca e agli Scalfari di sessantottina memoria, riemerge ogni qualvolta la verginità della sinistra politica è messa in crisi dagli arrembanti stalloni dei centro sociali.
Anzi Pivetta scrive poi, riferendosi alle minacce di La Russa, che “Di quali centri sociali (La Russa ndr) non ha spiegato: gli sarebbe stato difficile individuarne qualcuno dentro la pattuglia dei cretini”. E se non fosse stato possibile individuare i centri sociali, cosa si individuava? Forse che Pivetta vuole farci intendere che di centri sociali non si trattava ma di qualche non ben identificato gruppo mandato lì da qualcun altro? Qualcun’altro che ci possiamo immaginare? Dal colore incerto tendente verso il nero (fascista) – azzurro (governativo)? Con qualche gagliardetto dei servizi segreti o di società private che si occupano di sicurezza e che oggigiorno vanno tanto di moda? Già, proprio questo dovremmo immaginare.
I comportamenti di questi teppisti sono considerati per lo più solo “da cretini” ed “irresponsabili” quando le immagini, i filmati ed i fermi di polizia identificano gli autori della guerriglia nei membri dei cosiddetti centro sociali o dell’autonomia. In assenza di certezze, l’unica cosa certa è che una certa stampa, ormai da tempo immemore, tenta di avvalorare la tesi che “il violento è solo a destra” e se qualche ragazzetto di sinistra ci casca, poveretto, non è causa sua ma delle oscure manipolazioni da parte di qualche oscuro burattinaio.
E se queste considerazioni possono essere oggetto di legittime obiezioni da parte di chi non crede all’ovvio, dobbiamo allora riportare la dichiarazione delle dichiarazioni che è stata pubblicata sui quotidiani di ieri e che fa cadere la mannaia sulla malafede di un certo giornalismo di sinistra: Francesco Caruso, il rivoluzionario in procinto di partire per la Palestina per formarsi all’uso dei missili Kassam nei campi delle brigate Al-Aqsa, noto latifond….ops! campagnolo, maramaldo e pure un po’ tanto fuorilegge metropolitano, 23 provvedimenti giudiziari per violenza, si fa sentire dal suo eremo del Parco Nazionale dell’Abruzzo (pure quello ha ereditato? ndr) e dichiara: “Mi vogliono sparare, c’è un plotone di esecuzione con Pisanu e Casini, io, invece, mi faccio le cose mie e i politici me li schifo proprio”.
I suoi compari, oltre ai politici, Sabato scorso si sono schifati pure la folla che scappava terrorizzata ed i poliziotti che, per un tozzo di pane, di sono presi i razzi in faccia.
Ma intanto, conclude Caruso: “Perché poi cosa è successo a Milano? Sono state bruciate delle macchine, la polizia ha arrestato 40 persone….”.
Già, non è successo niente, dice il candidato di Rifondazione Comunista, e può dire qualsiasi cosa ormai, perché oltre alle coperture occulte, ha anche quelle palesi.


watergate ha scritto:
Pubblicato il 13-Mar-06 alle ore 17:44 | Permalink
Cantor ha scritto:
Si e per di più te lo fa scivolare lì senza che tu te ne accorga, rendendo tutto più plausibile.
Pubblicato il 13-Mar-06 alle ore 17:51 | Permalink
Elena ha scritto:
che schifo ragazzi! che schifo i comunisti!!! bastardi e niente altro.
Pubblicato il 14-Mar-06 alle ore 10:16 | Permalink
Cantor ha scritto:
Non sono comunisti, sono potenziali assassini.
Pubblicato il 14-Mar-06 alle ore 10:41 | Permalink
Vandalounge ha scritto:
comunisti?
ah..si capisco..per voi siamo ancora in piena seconda guerra mondiale!
I ragazzi della Sorbonne sono comunisti, vero?
Tutto il mondo è comunista!
Svegliaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
Sveglia!
Pubblicato il 17-Mar-06 alle ore 14:59 | Permalink