La spectre islamica: un’analisi completa

Dal 1972 al 2002 Alain Chouet ha ricoperto importanti incarichi all’interno dei Servizi Segreti francesi e gli sono state riconosciute molte onorificenze fra le quali quella di Cavaliere della Legione d’Onore. È considerato uno dei maggiori esperti mondiali di intelligence del mondo arabo e dei movimenti islamici.

Recentemente ha scritto un documento molto completo per conto dell’ESISC, il Centro Strategico Europeo di Intelligence e Security, intitolato “The Association of Muslim Brothers - Chronicle of a Barbarism Foretold”, definito il più completo ed esaustivo articolo sulla Fratellanza Musulmana scritto negli ultimi tempi.

Qui di seguito ne riporto la traduzione di alcuni dei passi fondamentali perché tutti possano capire quanto le esplosioni ed i morti causati dal terrorismo o i disordini dovuti a qualche vignetta, altro non siano che la punta di un iceberg del quale la maggior parte dell’opinione pubblica occidentale ignora la portata ed i pericoli.

Nell’ambito delle violenze terroriste degli ultimi 5 anni, l’exploit del gruppo Zarkawi in Irak, la presa del potere di Hamas in Palestina, i successi elettorali degli islamici in Egitto, hanno finito per attirare l’attenzione degli osservatori sui Fratelli Musulmani e sulle loro emanazioni politico-militari, conosciute con il nome di Jamaa Islamiyyah ma spesso meglio conosciuti per le loro sigle locali o di circostanza (Jihad Islamica, GIA, GICM, Al-Quaeda, Gruppo Zarkawi ecc.).

La scoperta da parte dei media occidentali è stata tardiva rispetto ad un movimento che, a partire dalla metà del XX° secolo, ha segnato la maggior parte delle evoluzioni politiche all’interno del mondo musulmano e la cui essenza si identifica con l’esclusione, la violenza l’isolamento ed il confronto con il resto del mondo…la Fratellanza è diventata – soprattutto dopo il crollo del blocco comunista – il solo attore transnazionale suscettibile di gestire e di strumentalizzare a suo vantaggio le differenze politiche e sociali del mondo musulmano…

…Fondato nel 1928 ad Ismailia in Egitto, da parte di Hassan-al-Banna (nonno del famoso Tariq Ramadan), personaggio che non aveva alcuna legittimità religiosa, la Fratellanza inizialmente intendeva essere un movimento di riforma di un Islam decadente i cui adepti non erano riusciti a fare fronte all’evoluzione del mondo moderno e si trovavano quindi sotto la dominazione coloniale delle potenze predatrici. Ma invece di ancorare la sua ideologia nella modernità e nella adattabilità, Hassan-al-Banna fa una scelta risoluta verso la reazione e lo scontro…

…I principi politici di base del fondatore della Fratellanza Musulmana emergono da un sillogismo semplice, se non semplicistico:

- l’Islam ha conosciuto durante li periodo dei suoi fondatori (salaf) un’era di gloria ed influenza

- siccome tutte le sue interpretazioni ed evoluzioni innovatrici non hanno portato che rovina ed asservimento

- bisogna quindi fare tabula rasa di tutte queste evoluzioni e tornare all’Islam originale, imitando i fondatori (tabligh) ed in particolare la lettura letterale dei testi rivelati, al fine di ritrovare il Periodo Aureo…

…Di fatto, a partire dalla sua nascita, la Fratellanza riproduce ovunque negli schemi le organizzazioni di estrema destra. Ne riproduce anche le modalità di comportamento e funzionamento: xenofobia, esclusione, rifiuto di qualsiasi progresso scientifico, insulti ed anatemi e violenze fisiche

Hassan-al-Banna è mandato a morte nel 1949 a causa della sua partecipazione all’assassinio del primo ministro egiziano…(dopo la presa del potere da parte di Gamal Abd-el-Nasser in Egitto ndr.)…la repressione nei confronti della Fratellanza è marcata dalla sua messa fuorilegge nel 1954, dalla condanna a morte di molti dei suoi leader fra i quali, nel 1966, Sayyid Qotb, ideologo di un nuovo tipo di radicalismo e padre spirituale degli attivisti di oggi…

…La repressione ha dato forma alla strategia moderna della Fratellanza…:clandestinità, doppiezza, esclusione, violenza, pragmatismo ed opportunismo…La direzione ideologica è assicurata in modo informale e consensuale da un collegio di anziani e la direzione operativa è nelle mani di un’imprendibile organizzazione segreta (Tanzim as-Sirri), molto decentralizzata…Le loro azioni (delle cellule di base ndr) non seguono alcun piano concertato o tattico a breve termine. La sola esigenza è che siano inserite in una strategia a lungo termine di presa del potere a tutti i costi…(strategia che ha come obbiettivi ndr.) la rottura di tutti i legami tra le popolazioni del mondo musulmano ed i loro dirigenti, da una parte, e, dall’altra parte, la rottura del mondo musulmano verso il resto del mondo, al fine di permettere la presa di potere senza la necessità di interventi esterni…

…Ciò che avrebbe potuto rimanere un movimento populista sovversivo limitato alla vita pubblica egiziana, si dissemina al complesso del mondo arabo e musulmano, favorito da una successione di congiunture storiche favorevoli…(gli stati che ospitano i rifugiati a causa della repressione ndr.) alcuni trovano qualche sorta di accomodamento (Giordania, Sudan), altri (Siria, Irak, Libia) passano rapidamente alla repressione, alimentando a loro volta la diaspora dei Fratelli delle diverse nazionalità mentre il movimento di estende al sub-continente indiano, all’Indonesia ed alla costa orientale dell’Africa. In Pakistan i Fratelli Musulmani incontrano i nazionalisti ultrareligiosi della scuola deobandica…

…(i mezzi finanziari ndr.) vengono essenzialmente dall’Arabia Saudita

…Inizialmente concentrati sui paesi musulmani laici o proto-democratici (Egitto, Siria, Irak, Algeria, Yemen, Turchia) gli sforzi sovversivi della Fratellanza si estendono rapidamente alle monarchie “rivali” dei Saoud (Giordania, Marocco)…

…Ma la vera escalation della loro influenza su scala mondiale arriva con la rivoluzione Iraniana del 1978…che apre le porte…alle comunità di immigranti musulmani residenti in Occidente…le quali, tradizionalmente, erano controllate congiuntamente – ma piuttosto superficialmente – dai loro paesi d’origine e da quelli ospitanti…queste comunità si dimostrano permeabili alla propaganda populista, identitaria e rivendicatrice della Fratellanza la quale, in un decennio, ne prende in maggioranza il controllo attraverso le sue emanazioni locali (UOIF in Francia) con un triplice obbiettivo: monetizzare la loro capacità di mobilitazione nei confronti dei loro principali sponsor sauditi, creare una massa di manovra verso i regimi dei paesi di origine, rendere l’Islam odioso agli occidentali per precludergli qualsiasi intenzione ad intervenire nei confronti del mondo musulmano…

…Nel decennio 1980 – 1990 la Fratellanza aggiunge alla sua capacità ideologa anche una capacità militare…A partire dal 1981 la Fratellanza pensa di essere in grado di prendere il potere al Cairo, attraverso l’eliminaizione del Presidente Sadat. Ma non essendo stati in grado di assicurarsi il supporto necessario all’interno delle forze armate e dei servizi segreti, il loro tentativo fallisce e più di trecento dirigenti della Fratellanza, di cui la quasi totalità della parte segreta dell’organizzazione, sono arrestati, incarcerati e giudicati…I condannati a pene detentorie sono progressivamente liberati…tra quelli liberati troviamo Shailh Omar Abd-el_Rahman, organizzatore del primo attentato al World Trade Center a New York, Ayman Zawahiri, vero cervello di ciò che diverrà poi Al Quaeda ed un centinaio di quadri operativi che raggiungono rapidamente i teatri dei movimenti militari, dove…passato il periodo, strumentale anche alla politica dell’Arabia Saudita e degli Stati Uniti, la Fratellanza, con la disponibilità di mezzi finanziari adatti e di una capacità operativa solida, riprende, a partire dall’inizio degli anni ’90 la sua autonomia di strategia e gestione.

La “linea di partito” rimane immutata: tagliare il mondo musulmano dal resto del pianeta per essere in condizione di prendere il potere ad ogni costo. L’onda di terrorismo fondamentalista che colpisce sia l’Occidente che i regimi musulmani “empi” a partire dal 1998, l’impegno dei militanti su tutte le frontiere del mondo musulmano, l’agitazione pseudo-identitaria permanente delle comunità musulmane emigrate in Occidente, fanno parte di questa strategia…

…La “conversione democratica” di Mohammed Mehdi Akefm gran maestro della Fratellanza in Egitto, i commenti vituperati di Ayman Zawahiri contro i Fratelli Musulmani d’Egitto o di Giordania e contro il loro supporto per i processi democratici, l’apparente moderazione dei discorsi di un Tariq Ramadan nei confronti dei suoi interlocutori instituzionali europei, non devono ingannare nessuno. Come tutti i movimenti fascisti in cerca di potere, la Fratellanza ha acquisito una perfetta padronanza del doppio linguaggio…”

Dal punto di vista ideologico, la cosa impressionante è l’avvento di un’organizzazione che ripercorre in molti tratti lo sviluppo dei movimenti nazi-fascisti del secolo scorso. Chouet conclude:

“Già nel 1935, Hassan el-Banna ed un certo numero di Fratelli della prima ora, avevano offerto i loro servigi all’”Abwehr”….l’impegno di el-Banna era dettato da una vera ammirazione per Hitler ed il regime nazista…Nella sua storia, nella sua strategia e nelle sue tattiche, la Fratellanza si apparenta, di fatto, ai peggiori movimenti fascisti: stesso appetito di potere e di profitto, stesso arruolamento piccolo borghese, stessa base ideologica fondata su dei valori identitari mitici che escludono tutti coloro che non li condividono, stessa duplicità pragmatica, stessa violenza terroristica amplificata per galvanizzare i militanti e scioccare gli avversari, stessi omicidi politici, stesso odio per la democrazia….

…Anche se ha avuto l’abilità di attibuirsi il termine “musulmana”, la Fratellanza non ha più niente a che fare con l’Islam così come i differenti movimenti fascisti del XX° secolo non avevano più a che fare con i valori fondamentali dell’Europa o con la cristianità. Non ha fatto altro che prendere la religione in ostaggio e di confiscarla per i propri fini. L’errore, tanto per i musulmani che per gli occidentali, è di fare il suo gioco e di considerarla come interlocutore rappresentativo dell’Islam e come mediatore politico e sociale. Come tutti i fascismi, i Fratelli Musulmani non sono portatori di nient’altro che degli appetiti e dei fantasmi dei loro capi e di un mare di barbarie”.

Dovremmo parlarne con i Pisanu, gli Amato e gli altri politici europei che, in barba a tutti i “warning” di una parte dell’opinione pubblica e degli esperti, continuano a legittimare questa organizzazione fuorilegge, la madre di tutte le madri, che con una strategia tanto chiara quanto dissimulata, sta infettando sia il mondo musulmano che quello occidentale e, in particolare, l’Europa che per ragioni geo-politiche è da sempre il terreno più fertile e più esposto verso questo tipo di virus.

Non per niente, Tariq Ramadan, del quale scriverò in un prossimo post, vive ed insegna nella ridente Svizzera, scorrazza in lungo e in largo per il continente europeo invitato a pontificare sul dialogo inter culturale e sui problemi dell’immigrazione ma non si fa vedere sul territorio americano: provate a indovinare perché? (leggete qui nella sua biografia).

A chi interessi, qui la versione inglese integrale dell’articolo di Chouet e qui quella francese.

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Comments (5) lasciato to “La spectre islamica: un’analisi completa”

  1. abr ha scritto:

    Complimenti per il post! E grazie, tante cose si chiariscono adesso. A proposito attento! A scrivere certe cose potresti “inquietare” … il Buttafuoco! ;-)
    ciao, Abr

  2. Cantor ha scritto:

    E chi sarebbe sto Buttafuoco?? Uno spazzacamino???

  3. enzo ha scritto:

    Tutto vero, Cantor. E questo non e’ che l’inizio. Ci stanno proprio loro, i M.B., dietro le manifestazioni contro la Chiesa Copta in Egitto. Gheddafi non chiude occhio da mesi a causa loro. In Algeria, Marocco e Libia in questi ultimi mesi sono stati liberati centinaia di prigionieri appartenti alla Frat. Mus.

  4. Cantor ha scritto:

    Già

  5. paolo di lautreamont ha scritto:

    Ottimo!

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