Giustizia Sinistra

Marco Travaglio e Pierluigi Battista sono allineati in modo insospettabile contro quella che definiscono la “deriva deleggittimatoria berlusconista“. Lo fanno dalle pagine del Corriere scrivendo sull’iniziativa del gruppo consigliare di Rifondazione e dei Verdi che hanno cercato di presentare in Consiglio Comunale a Bologna un ordine del giorno col quale, con toni che hanno un sapore di strumentalizzazione politica, vorrebbero iniziare una stagione d’attacchi preventivi alla magistratura non allineata politicamente, attraverso l’emissione di verdetti d’innocenza nei confronti dei loro “amici compagni” e l’allontanamento di magistrati rei di avere fatto un “uso politico della giustizia“. Franceschino Caruso, da par suo, chiede per i no-global incriminati “un’ipotesi di grande intesa su due provvedimenti specifici: l’indulto e l’amnistia generalizzata“. La sua pretesa è poi di “eliminare le leggi emergenziali e la legislazione fascista ancora vigente“, tanto per farci capire che in questo paese si dovrebbe sostituire tutto ciò che ha qualche forma di fiamma con falci e martelli o simboli no-global.

Neanche Berlusconi era arrivato a tanto e sicuramente queste sparate staranno provocando qualche imbarazzo al resto della sinistra, già mortificata dalla brutta figura fatta nella faida per la presidenza della camera ma non tanto a Fausto Bertinotti, il quale non commenta standosene quasi seduto nel suo scranno al Senato e si sente ormai al di sopra della lotta politica.

Se Cofferati ci spiega che la legalità è di sinistra e lo dimostra nei fatti, la sinistra ci dovrebbe spiegare cosa intende per legalità.

Noi avremmo le idee chiare soprattutto su cosa NON è la legalità e vorremmo che la sinistra al governo riflettesse su questi problemi nei prossimi 5 anni, a cominciare da quale candidato proporre per la carica di Ministro della Giustizia. Ne avevamo già scritto in questo post, esprimendo un desiderio verso il “paese che vorremmo“.

È proprio dalla responsabilità della magistratura che vorremmo si cominciasse. La vita di un paese democratico dipende in grande misura dal corretto funzionamento delle sue principali istituzioni. In Italia la magistratura è un potere fondamentale e l’ordinamento giuridico le permette di godere di un’autonomia quasi senza pari. Nessuno vorrebbe che questo organismo ne approfittasse per rendersi indipendente da tutti gli altri poteri e godere di una sorta di autoreferenzialità. Purtroppo in parte è così.

Pur riconoscendo a tutti i magistrati la difficoltà per lo svolgimento di una professione delicata nella quale decidono del destino della vita di un cittadino, vorremo che riconoscessero che non è tollerabile l’impunità sul destino della quale sono essi stessi a decidere.

Che ne pensa, per esempio, Corrado Carnevale, illustre giurista, magistrato puntiglioso, serio ed onesto quando deve subire l’onta dell’esclusione dal corpo della magistratura con l’accusa di avere commesso reati gravi dai quali, dopo anni d’inchieste, è stato prosciolto? E dell’attacco dello stesso CSM che gli vorrebbe impedire di riprendere servizio? Come se l’Italia abbondasse di fedeli servitori.

E che ne pensa Domenico Morrone, 42 anni, gli ultimi 15 trascorsi in carcere per un omicidio mai commesso? E gli oltre 1.200 cittadini che in un anno hanno fatto richiesta di riparazione per ingiusta detenzione? E gli oltre 4 milioni che l’Eurispes calcola essere vittime di errori giudiziari?

La nostra speranza è che questa nuova maggioranza non si divida in due schieramenti: l’uno che attacca la magistratura per piegarla ai suoi deliri politici e cerca di “fermare i magistrati che usano la legge in modo pericoloso” e l’altro che la protegge per i propri opportunismi e, al contrario, non pone freni al suo operato, per scorretto o autoreferenziale che sia.

La CDL ha perso l’occasione di portare a termine una riforma che impedisca ai magistrati di essere il braccio armato della sinistra e di fare della giustizia un uso politico. Ci sono fiumi di parole scritte e documenti storici che documentano quanto il PCI ed i suo nipotini abbiano sempre mostrato particolare attenzione verso i poteri giudiziari, economici e militari dello Stato. Durante la vita della Prima Repubblica li hanno infiltrati e oggi, in gran parte, li controllano.

Se non vogliamo chiamarlo “golpe strisciante” chiamiamolo “funzionamento anomalo delle istituzioni” ma ricordiamoci che se la nostra classe politica non è stata ridotta ad un piatto conformismo post-comunista è grazie al fatto che Silvio Berlusconi non si è arreso nella battaglia all’ultimo sangue ingaggiata contro le toghe rosse, nonostante la quarantina di provvedimenti giudiziari che l’hanno colpito. Al contrario la Democrazia Cristiana, per viltà ed opportunismo, ha cercato di camminare rasente ai muri nella speranza che l’abbassare le armi fosse interpretato come un gesto di complicità e d’acquiescenza. Gli stessi post-democristiani sono stati i primi ad opporsi a qualsiasi tentativo di portare a termine una riforma profonda del sistema giudiziari; adesso ci chiediamo se 5 anni di Centro Sinistra li porteranno a riflessioni più profonde: in caso contrario li invitiamo a passare dall’altra parte.

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Commenti (1) lasciato to “Giustizia Sinistra”

  1. Perla ha scritto:

    Se penso che all’origine di tutto questo c’è la volontà di una parte della sx (ormai dentro le istituzioni) di voler legalizzare il furto, garantendo l’impunità ai compagni che praticano l’esproprio proletario (!?) male mi sento.

    Chissà se ci sarà un altro Borrelli e un altro “resistere, resistere, resistere” alle pressioni di questa grande classe di governo di sx.

    Notte :-)

    Perla

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