Guarda chi ti invito

Non è solo l’elezione di Ali Rashid a parlamentare della nostra Repubblica a farci preoccupare. Non è solo il fatto che questi sia stato il primo segretario della delegazione palestinese in Italia ai tempi di quel benemerito di Yasser Arafat, perito lasciando alla moglie (e chi sa a chi altro) un montagna di bigliettoni al cui confronto quelli di Paperon dè Paperoni impallidiscono. Non sono neanche le sue dichiarazioni bellicose sull’abolizione della legge Bossi-Fini che deve essere eliminata “per il bene del paese“. E neanche che Di Pietro abbia usato l’esca della candidatura di altri due islamici (messi troppo in basso nelle liste per essere eletti) per prendere un pugno di voti in più, cosa che gli è riuscita alquanto bene.Quello che ci preoccupa è che una mente così sopraffina, tanto da essere soprannominata “sottile“, come quella di Giuliano Amato, non abbia capito con chi ha a che fare. O che lo abbia capito benissimo ma, in una sorta di atteggiamento da coccodrillo Churchilliano, voglia comunque adulare qualcuno che non aspetta altro. Il che è ancora peggio.

Si chiama Tariq Ramadan e il mio parere è che questo nome dovrebbe stare al primo posto nella lista dei nemici dell’Occidente e delle democrazie. Dovrebbe stare prima di Bin Laden.

Non è un terrorista anche se i terroristi non lo annoverano di certo tra i loro nemici.

È piuttosto un camaleonte, un campione della dissimulazione, veste un elegante doppiopetto tagliato su misura nella migliore sartoria inglese ma nelle tasche tiene il Corano e le sue interpretazioni più radicali. Il tutto senza fare rumore e facendosi rispettare da una certa classe politica e da quell’intellighenzia che vede in lui l’esempio perfetto dell‘intellettuale musulmano moderato con il quale dialogare.

In effetti sembra che lui dialoghi davvero e con toni pacati, rassicuranti, anche se poi, qualche volta, i suoi occhietti si iniettano di sangue, una codina biforcuta gli spunta alla base della spina dorsale e gli scappano quelle paroline un po’ sibilline: “interventi” è il suo termine per definire gli attentati terroristici, “resistente” è quello per descrivere un terrorista.

E a noi che ci importa se un musulmano come lui, nato e residente nella ridente Svizzera se ne va in giro a chiacchierare di cose delle quali chiacchierano tutti? Sarebbe proprio così se non fosse che non è uno qualsiasi. Lui è il plenipotenziario e il rappresentante della “Fratellanza Musulmana” in Europa. Tutti lo sanno ma lui lo nega.

Che cosa sia questa organizzazione lo sappiamo tutti. O almeno sappiamo tante cose note al grande pubblico. Non sappiamo bene però cosa effettivamente rappresenti in molti paesi musulmani e che genere di presenza politica e culturale abbia nella realtà. Forse qualcuno dovrebbe scriverci un libro e allora, forse, capiremmo.

Io personalmente non ho paura di restarci secco in un attentato nella metropolitana. Ho paura di quelle entità ramificate ed organizzate che si muovono silenziosamente a livello politico e, lentamente, si infiltrano. Nel nostro continente poi, lo fanno con facilità perché, come qualcuno ha già detto, siamo il ventre molle.

Ma di questo Giuliano Amato forse non sa nulla, quindi Ramadan deve essere invitato. Lo ha fatto di recente in occasione di una tavola rotonda che si terrà il 4 Maggio a Roma presso il Centro studi americani (che si sono subito dissociati) dal titolo “Immigrazione e integrazione: islam in Europa e islam negli Stati Uniti“.

L’Ambasciata americana ha fatto subito sapere che questo Centro studi è indipendente e che loro non ci hanno niente a che fare anche perché Ramadan dal 2004 non può entrare negli Stati Uniti. Già.

Nonostante un’ Università americana gli abbia offerto una cattedra per un semestre, per ora non c’è niente da fare. Se ne deve stare in Europa. Purtroppo anche negli USA ultimamente gli istituti universitari non hanno brillato per astuzia nel discernere certi personaggi. Hanno pure dato una borsa di studio ad un ex ambasciatore dei talebani.

Uno per tutti, possiamo citare il commento di Magdi Allam, uno dei pochi veri musulmani che possiamo ascoltare senza il timore di trovarci la moglie con il velo: “È in atto uno sdoganamento dei Fratelli Musulmani sia da parte dell’Europa che degli Stati Uniti (…) perchè l’Occidente si è convinto che alleandosi con loro potrà vincere sui terroristi di Bin Laden“.

Così facendo non solo ci alleviamo la serpe in seno ma legittimiamo questa parte qui in occidente e mandiamo un messaggio chiaro all’Islam stesso che lo porterà a diventare sempre più islamizzato e sempre più integralista.

Se anche Giuliano Amato prende questi svarioni, vuole dire che siamo proprio dei fessi.

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Comments (7) lasciato to “Guarda chi ti invito”

  1. enzo ha scritto:

    Semplicemente brillante. Tutto vero. Ho scritto qualcosina sulla F.M.
    E per quanto riguarda Ramadan, lo considero piu’ pericoloso di Bin Laden.

  2. Cantor ha scritto:

    Molto piu pericoloso…

  3. Nessie ha scritto:

    Ottimo lavoro Cantor! Dobbiamo fare tam-tam e farle sapere in giro queste cose. Bisognerebbe pure scrivere ad Amato, nel caso si sapesse l’indirizzo.Ma come è possibile che Allam rifiuta l’invito di Salman Rushdie solo perché c’era Ramadan e che dottor Sottile non apra il cervello? Si vede che è troppo sottile per avere delle aperture. Ciao Nessie

  4. enzo ha scritto:

    Mi permetto di mandarti un link serio, Cantor. Guarda cosa insegna la FM ai bambini…
    http://memri.org/bin/latestnews.cgi?ID=SD114106
    Ciao

  5. Eleonora ha scritto:

    Copioincollo e linko questo articolo.Grazie.^_^

  6. abr ha scritto:

    Ottimo! Non saranno mai troppi i warning contro certi Vermilinguo che si muovono cercano e purtroppo trovano complicità tra noi …
    ciao, Abr

  7. Gaetano Cammarata ha scritto:

    Questo dimostra sè c’è ne fosse bisogno che molti commentatori politici hanno il cervello così intasato dall’ideologia che non riescono a vedere e valutare con un minimo di buon senso,che certi personaggi sia nazionale che internazionale sono dei veri camalenti, e che il suo unico obbiettivo e il potere e l’arrichimento economico a danno degli essere umani,e in questo non cè ideologia che tenga.

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