Quale pulpito Ferrante?
Letizia Moratti, prossimo sindaco di Milano, è una padrona. Quindi non gode di tutti i diritti a lei riservati dalla Costituzione Italiana. Gode solo di quelli che i “nuovi padroni” di questo paese, bontà loro, le concedono. E cioè di nessun diritto. Neanche quello di raccogliere l’invito della triade sindacale a partecipare alle manifestazioni del 1° Maggio, festa nazionale dei lavoratori.
Infatti, secondo una certa corrente di pensiero, mai scomparsa dalla scena politica e sociale italiana, gli imprenditori nulla hanno a che fare con il lavoro se non il fatto di sfruttare quello altrui. Per il resto se ne stanno a casa o al mare a godersi in panciolle i fiumi di profitti generati dalle loro aziende. E quando si annoiano troppo, allora si recano nella sede della loro impresa e prelevano dalle casse “nere” un po’ di contanti.
Queste devono essere state le considerazioni mentali che l’ex prefetto di Milano, Bruno Ferrante ha fatto nella notte tra il 27 ed il 28 Aprile, dopo di che ha comunicato il suo diktat, magari suggerito da qualche benpensante della sinistra massimalista: “Il 1° Maggio deve sfilare chi si riconosce nei valori della festa dei lavoratori (..). Chi ha una visione della vita diversa e ha vissuto una vita più dall’altra parte non è del tutto legittimato a manifestare. Non ho mai visto i padroni sfilare con i lavoratori“.
Letizia Moratti ha rispedito la stilettata al mittente ricordandogli che lei lavora da quando aveva 18 anni e che, anzi, è stata studente lavoratrice. I sindacati le hanno procurato un insperato mucchio di voti, invitandola alla manifestazione per dimostrare che il popolo dei lavoratori non s’identifica con chi l’aveva insultata alla festa del 25 Aprile. Lei ha prontamente restituito il favore dichiarando che la sua partecipazione è innanzitutto motivata dall’importanza che riserva a chi difende i lavoratori, al suo ruolo ed alle politiche del lavoro e dell’occupazione.
E dire che Bruno Ferrante non più tardi del 26 Aprile aveva fermamente condannato i fischi alla Moratti, apprezzando la sua partecipazione alla Festa della Liberazione. Invece il 1° Maggio no, per quello non ha il patentino o il brevetto perché i lavoratori con i padroni non sfilano.
L’8 Novembre 2005 ho partecipato ad una serata di beneficenza promossa dall’Associazione Ambiente Milano, molto attiva nelle iniziative in favore delle condizioni ambientali nella mia città. Si è svolta in una struttura molto capiente, il SuperstudioPiù, in una sala che conteneva sicuramente più di mille persone. Di queste quasi tutte le potremmo definire “padroni“: noti imprenditori, avvocati, notai, commercialisti, molti con consorti, fidanzate ed amanti. I “lavoratori” che hanno aderito erano pochi, forse perché non invitati: qualche cameriere, dei buttafuori e delle gentili hostess che distribuivano i posti ai tavoli.
I politici hanno disertato in massa, anzi, quasi. Solo uno, entrando con un codazzo di cortigiani, ha animato la folla: era proprio lui, già “ex” e speranzoso futuro sindaco: Bruno Ferrante.
Lui i padroni non li frequenta per le strade della città ma solo nei salotti radical chic.


PA ha scritto:
FIRMA ANCHE TU!
SALVIAMO IL REGOLAMENTO DEL SENATO…
Pubblicato il 30-Apr-06 alle ore 19:05 | Permalink
Cantor ha scritto:
Caro fratello, è inutile che questi si nascondano…prima o poi la faccia del lupo assetato di sangue viene fuori…ed il Ferrante ‘eskimato in gioventù’ lo dimostra….
Pubblicato il 01-Mag-06 alle ore 1:21 | Permalink