Ora che Julie Coudry ha vinto e la legge sul CPE proposta da M. de Villepin è stata ritirata e sostituita con le solite misure assistenzialiste per le imprese, Nicolas Sarkozy può pedalare in discesa verso le prossime elezioni.
Dopo avere sottratto a de Villepin la gestione dei problemi legati al mondo del lavoro, Nicolas spiega ai lavoratori del Pas de Calais quale sarà la sua strategia, nel caso dovesse essere eletto. Lo fa con un linguaggio vagamente criptico che ben si addice ad un politico di rango ma che risulta chiaro a chi voglia interpretarlo tra le righe.
Con il motto “Liberare le imprese” promette la proposizione di una legge che obblighi le parti sociali a negoziare sui temi del lavoro ma che ponga dei limiti temporali alle trattative, “dopodichè il governo sarà legittimato per fare evolvere il diritto del lavoro”. Conoscendo il livello di conflittualità tra imprese e sindacati ed il radicalismo di quest’ultimi, questa mossa avocherebbe di fatto al governo il cambiamento delle politiche del welfare, sottraendo qualsiasi pretesa alle parti sociali, incapaci di trovare soluzioni alternative.
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Lo scorso 23 Marzo si è tenuta nel Bahrein una conferenza internazionale per la “Difesa del Profeta Maometto”. Tra i partecipanti 300 ulema, predicatori e presidenti di associazioni musulmane. La decisione di togliere il boicottaggio alla società danese Arla Food è stata presa in conseguenza del rispetto da parte della multinazionale delle condizioni poste che prevedevano il “perdono” nel caso in cui “una società dichiari la propria opposizione alla pubblicazioni delle caricature (sul Profeta Maometto da parte del giornale danese Jyllands Posten ndr) e versi un contributo finanziario destinato a contribuire agli sforzi di propaganda sul Profeta”.
Ancora una volta il mondo musulmano riesce, astutamente, a penetrare nelle maglie della struttura socio-economica europea, traendo da una vicenda quasi dimenticata dalle cronache, un vantaggio per la propaganda religiosa, sia verso l’interno che verso l’esterno della galassia islamica. E ancora una volta i rappresentanti di una delle maggiori cooperative multinazionali mondiali del settore alimentare si prostrano agli ulema di turno per viltà e soprattutto per convenienza.
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Giorni fa ho letto un interessante articolo sul “Il blog dell’Anarca”. Mi ha incuriosito il fatto che abbia scritto un articolo sul Dalai Lama nonostante sia così caratterizzato.
Il Dalai Lama è la massima autorità temporale dei tibetani o, se preferiamo, il loro re e il capo supremo spirituale di una delle quattro scuole del buddhismo tibetano, i Gelupa, che utilizzano prevalentemente lo studio come strumento verso la piena illuminazione.
Dalai Lama (trad. Oceano di Saggezza) è il titolo onorifico riservato a questa autorità ma il suo vero nome è Tenzin Gyatso.
L’articolo dell’Anarca si rifà a due pubblicazioni rispettivamente del “The Daily Telegraph” e della “Stampa Web” nelle quali un giornalista pone domande al Dalai Lama su alcuni aspetti della vita.
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Silvio Berlusconi è destinato a diventare il politico italiano più eminente dall’inizio della storia repubblicana del nostro paese. Lo stanno a dimostrare in queste ultime ore alcune dichiarazioni enfatiche di esponenti della coalizione che ha vinto le elezioni da questi definito “Un mago” o “Grandioso, un genio assoluto” e le centinaia di libri e articoli che sono stati scritti su di lui.
Chi ha tentato di liquidarlo e metterlo definitivamente fuori gioco ha dato spazio alle proprie fantasie più sfrenate, inventando cose viste e cose mai viste e mettendo in moto una macchina che, alla fine, è riuscita a strappare all’elettorato quel pugno di voti sufficienti a consegnare a Prodino la nomination al Colle.
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Tutti sappiamo dei rapporti tra il Cavaliere e George W. Bush. Deve essere stato nel corso della sua ultima visita negli Stati Uniti che Berlusconi ha sussurato nell’orecchio del Presidente Americano e di qualche suo collaboratore un modo per uscire dalle critiche e dalle manifestazioni di protesta piovute sulla maggioranza conservatrice repubblicana da quando, l’anno scorso, il Parlamento ha approvato una nuova legge sull’immigrazione che ha introdotto forti inasprimenti nel reato d’immigrazione clandestina de ha previsto la costruzione di un muro alla frontiera tra gli USA ed il Messico.
Ieri Bill Frost, capogruppo repubblicano al Senato e Harry Reid, leader dei democratici, sono apparsi davanti alle telecamere per annunciare l’accordo bipartisan che ha portato alla “Grande svolta” nei provvedimenti di regolarizzazione dei clandestini.
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