Benedetto Della Vedova in Parlamento. La trascrizione del suo discorso
Qui di seguito il discorso tenuto oggi da Benedetto Della Vedova dei Riformatori Italiani, alla Camera di Deputati nel corso del dibattito per la fiducia al governo.
“Come esponente dei Riformatori Liberali e come deputato di Forza Italia, non accorderò la mia fiducia a lei ed al suo governo e non perché sia un governo nato, come è stato detto, all’insegna del manuale Cencelli e della restaurazione partitocratica e neppure per il modo con il quale avete preteso, forti forse di un pugno di voti di maggioranza, avete preteso per voi e per i tre partiti maggiori, le tre principali cariche dello stato e mi chiedo in queste condizioni di cosa lei voglia dialogare ora.
Signor Presidente del Consiglio, il nostro no al suo governo poggia soprattutto su quello che volete fare: volete scappare dall’Irak, dite che non è una fuga e che il nostro apporto alla ricostruzione di un Irak democratico continuerà con altri mezzi, forse che contribuire alla sicurezza di quel paese, che oggi è ancora una assoluta priorità, sia incompatibile con altre modalità di sostegno. Vede lei nel suo discorso al Senato ha detto testualmente che l’Italia ha partecipato alla guerra mentre sa benissimo che i nostri soldati sono arrivati solo dopo la sconfitta del regime di Saddam: una bugia propagandistica. Lei ha scelto la linea dei Comunisti Italiani che dicevano “via dalla sporca guerra” e che indicavano le mani del Presidente della Repubblica degli Stati Uniti come mani grondanti di sangue. Il nuovo governo irakeno meritava e merita un sostegno pieno e non reticente e voi così non glielo date, glielo negate. È ovvio che i nostri soldati sarebbero comunque tornati dall’Irak ma sarebbero tornati non per una scelta ideologica come quella che voi compite, non all’insegna della pace ma all’insegna dell’indifferenza nei confronti di un popolo, di un governo che cerca disperatamente di battere il terrorismo fanatico per conquistare libertà e democrazia. Il collega Fuad Allam oggi parlava dell’importanza del fatto che la comunità sciita sia entrata oggi in gioco dell’Irak democratico; bene noi dobbiamo dire che se fosse stato per la sua maggioranza gli italiani, a questa rimessa in gioco degli sciiti, a questa rimessa in gioco della liberta in Irak non avrebbero partecipato e che se il mondo stato fosse stato fatto da governanti come voi, oggi lì avremmo ancora Saddam Hussein.
La differenza tra noi e voi è sempre la stessa, non è lieve e segna un netto discrimine.
Mentre voi votavate ripetutamente contro il finanziamento della missione militare in Irak, noi liberali, noi radicali dicevamo con Emma Bonino “Tutti a Baghdad!” e non per fare la guerra che era finita ma per cercare di garantire agli irakeni la libertà ed una chance di democrazia.
Colgo l’occasione per fare in miei auguri personali alla neo ministra Emma Bonino; ne conosco e ne riconosco il valore. Ma sta nel governo sbagliato, in un esecutivo il cui intento programmatico è quello di ridisegnare la società, l’economia, la scuola italiana all’insegna del paternalismo, dello statalismo e della sindacatocrazia.
Voi e lei Presidente Prodi volete chiamare gli italiani al referendum del 25 giugno per difendere l’unita nazionale dalla devolution leghista ma anche qui fate solo propaganda perchè sapete bene che ha ragione il costituzionalista Barbera, suo concittadino esponente della sinistra, quando dice che è paradossale ma bisogna riconoscere che è toccato ad un ministro leghista come Roberto Calderoli rimediare ai pericoli per l’unita nazionale del federalismo sgangherato del capitolo 5°. Per un miope calcolo politico volete seppellire una riforma costituzionale che si potrebbe in seguito migliorare, certo, ma che se venisse battuta ci lascerebbe per altri decenni con il bicameralismo perfetto ed un premier debole. Concludo parlando di fisco, parlando di un progetto sbagliato di riduzione del cuneo fiscale in 5 anni che avrebbe come unico effetto minare il welfare all’italiana e portare il pagamento delle pensioni sulle spalle della fiscalità generale: un precedente pericoloso.
In questi giorni tutti i contribuenti italiani ma penso in particolare a quelli del nord che non le hanno dato la fiducia, sono alle prese con la dichiarazione dei redditi, pagheranno meno di quanto pagavano 5 anni fa, pagheranno molto meno di quanto avrebbero pagato se foste stati voi al governo nei precedenti 5 anni.
Noi abbiamo un impegno e lo manterremo: no a nuove tasse, no ad uno stato che dilaga, no alla burocrazia.”


Scrivi un commento