Come dialogare con la sinistra. Istruzioni per l’uso

La sinistra vuole il dialogo. È suo diritto chiederlo ed è diritto dell’opposizione accettarlo o negarlo. Ma perché lo vuole? Perché non governa secondo il suo programma e niente più? La sinistra non ha i numeri in Senato per potere imporre il suo programma e quindi ha interesse a cercare un dialogo.

E fin qui tutto ha una logica.

Quello che è illogico è che il dialogo sia un atto dovuto e non una decisione basata sulla possibilità di compromesso. Chi decide di scendere a compromessi deve averne un motivo. Ma se la sinistra non dà motivi all’opposizione di scendere a compromessi perché si dovrebbe dialogare?
I motivi ci sono? Sì, in linea di principio è corretto dire che ogni opposizione responsabile e consapevole che il paese si governa meglio con il suo appoggio, dovrebbe dialogare.

Ma se la maggioranza ha scritto un programma che consiste solo nelll’abrogazione delle leggi fatte dal centrodestra, se i suoi ministri, dopo il giuramento, si sono precipitati nei bar intorno al Quirinale per dichiarare ai giornalisti che aboliranno tutte le leggi della precedente maggioranza, come si può ragionevolmente pensare di avere l’opposizione al proprio fianco?

Un esempio paradossale di questo tentativo di manipolare il Parlamento è la posizione sulla riforma costituzionale, oggetto di referendum i prossimi 25-26 giugno. La maggioranza di sinistra vuole dialogare su questo punto, si dice aperta ad una riforma: ma solo dopo che quella del centro-destra, giudicata uno scempio, sarà stata abrogata.

Un altro esempio è quello della cosidetta okkupazione: senza avere nemmeno una maggioranza numerica la maggioranza ha occupato tutte le più importanti cariche dello stato, moltiplicato i ministeri ed inflazionato il numero di sottosegretari. Insomma ha occupato tutto l’occupabile, senza lasciare neanche un centimetro quadrato di spazio all’opposizione.

La tabula rasa - che dovrebbe essera la base per “dialogare”… - non è solo inutile quanto dannosa perché significherebbe gettare al vento tutto ciò che di buono ha prodotto il lavoro di 5 anni di governo, ma nel modo in cui è stata proposta da molti ministri del nuovo governo rischia di fare ripiombare il paese in uno stato di semi-sottosviluppo, antecedente a quello di Berlusconi. Siamo al “no” su tutta la linea, per le riforme del lavoro, istruzione, progetti infrastrutturali, immigrazione, pensioni e così via.

Lo hanno definito “demolizionismo” o “controriformismo“, termini azzeccati davanti ai quali impallidiscono le critiche e le accuse al governo Berlusconi di non essere stato abbastanza coraggioso e di non avere firmato quelle riforme copernicane che avrebbero dovuto far fare un salto in avanti al paese nel suo processo di modernizzazione.

La vocazione di questa maggioranza al conservatorismo, al mantenimento dello status quo si sta manifestando in tutta la sua virulenza. Luca Ricolfi, il grillo parlante dell’intellighenzia di sinistra, lo dice senza mezzi termini: “Se dopo le promesse si arriverà al dunque, allora demolire le riforme più liberali del centrodestra sarà un’opera di conservazione. Mentre invece riformare la cattive non è difficile“. Ricolfi continua: “Il pericolo regressione esiste per tre questioni: pensioni, mercato del lavoro e istruzione. Rispettivamente questo può significare: maggiore spesa, più rigidità e meno meritocrazia.”

Forse stiamo scoprendo che l’Italia non è un paese incline al riformismo.

Se la politica di centrodestra è stata definita poco riformista, il centrosinistra sta dimostrando di esserlo ancor meno, quindi ne deduciamo che Berlusconi ha espresso il massimo del riformismo possibile in questo paese. Che di riforme ha bisogno come il pane.

In queste condizioni nessuno può invocare il dialogo. Specialmente pro domo sua.

Il centrodestra fa bene a smarcarsi, a minacciare un’opposizione forte, a rilanciare in vista delle elezioni amministrative di questo prossimo fine settimana. Può contare su un elettorato di casa propria ancora euforico per la quasi rimonta. Può confermare che i contenuti della sua campagna elettorale, nella quale Berlusconi ha avvertito gli italiani delle conseguenze nefaste di un loro voto ai post-comunisti, erano corretti. Può mostrare agli elettori quanto gli effetti del primo mese del governo Prodi si stiano facendo sentire sul destino del paese. Può rilanciare il tema del dialogo che manca all’interno di questa maggioranza, perché i suoi componenti si contorcono su sé stessi tra conflitti di competenza, proclami incoerenti e deragliamenti. Ha dalla sua perfino il popolo dei SUV, per lo più ricche signore che inquinano l’aria delle città accendono incensi e recitano mantra per il loro idolo di turno, il comunista Oliviero Diliberto: ora sono alquanto disoritentate perché suo cugino, il verde Percorario Scanio, glieli vuole tassare.

Per il centrodestra il dialogo dovrebbe essere adesso non più una dichiarazione di principio ma una battaglia all’interno delle aule parlamentari. Se il centrosinistra saprà governare, lo faccia. L’opposizione “dialogheràcontro.

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Comments (7) lasciato to “Come dialogare con la sinistra. Istruzioni per l’uso”

  1. inyqua ha scritto:

    Ehi anch’io ho un SUV…dici che è grave fratè?

  2. federalistaconvinto ha scritto:

    I sindacati si intromettono sul referendum del 25/26 giugno
    Purtroppo ancora una volta viene confermata da parte dei sindacati (primo in testa la CIGL con Guglielmo Epifani )la loro voglia di intromettersi nella politica quando invece farebbero bene a stare fuori dalla questione anche perché leggendo l’appello di Guglielmo Epifani riscontro che non cita mai nel suo discorso il testo della riforma, o almeno qualcosa di simile ma si limita a ricordare discorsi retorici fuori tema frutto della propaganda falsa e antiformativa degna della peggior sinistra, cito testualmente ( quell’idea di divisione fra poteri che fuoriesce dai principi fissati dalla costituzione,frutto dalla lotta di resistenza e segno della riconquistata libertà dell’Italia.
    60 anni fa il paese con l’Assemblea costituente mise il primo mattone della nostra Costituzione.
    I lavoratori hanno dato alla riconquista della libertà e alla liberazione dalla dittatura nazifascista.
    Tratto dal discorso pubblicato sul sito della cigl.)cosa centra la lotta la guerra, la resistenza o la libertà dell’Italia, dopo 60 anni qualcosa sarà cambiato e poi chi mai osa contraddire il contributo fondamentale dato dai lavoratori alla libertà d’Italia questo è un dato storico, cosa centrano il nazifascismo quando invece corriamo il pericolo di una nuova dittatura quella del socialcomunismo basato sull’invidia e la falsa uguaglianza di tutti (in altre parole tutti alla miseria tranne il ristretto gruppo di potere)ricordate la C.C.C.P. CHE FINE HA FATTO FARE ALLA SUA GENTE!
    Quindi è evidente e spudorato che i sindacati sono diventati un organo di partito, quel partito che tiene il potere sullo stato gli enti pubblici i giornali quotidiani(Lo stato finanzia l’editoria per circa 700 milioni di euro all’anno. A chi, come, e soprattutto a che titolo vengono spesi questi soldi? )
    facendo sprechi enormi per mantenere il consenso e il potere e dando favori a pochi togliendo risorse ai molti.
    Dobbiamo contrastare con ogni mezzo questi sindacati che verranno nelle assemblee dei lavoratori per imporci le loro falsità, ore dedicate alla discussione dei problemi inerenti al mondo del lavoro e non alla propaganda politica vergogna!

  3. Anonimo ha scritto:

    Gravissimo x Pecoraro. Lo SUV inquina. L’ inquinamento danneggia l’uccello. Elementare, fratè.

  4. Nessie ha scritto:

    Sì, ma ora speriamo che il centrodestra la finisca di fare la politica degli annunci. Sarà la 50esima volta che lo si sente dichiarare: faremo un’opposizione intelligente ma senza sconti. Come dicono gli americani: “Don’t talk, do it”. Ciao Cantor, bel post, il tuo.

  5. gabriele ha scritto:

    …non ti è mai passato per la mente che in fondo ci sia DAVVERO necessità che i due poli comincino a collaborare??

    Ma quale conservatorismo?? L’attuale maggioranza ha idee completamente diverse dal governo precedente, cosa c’è di strano se vuole modificare quanto fatto in precedenza? A parti invertite la destra farebbe lo stesso…

    Il problema è semmai se questo sia giusto…e credo proprio di no!

  6. jack ha scritto:

    caro gabriele,secondo te cinque anni fa non si presentava la necessita di collaborare almeno quanto sia necessario ora?la sinistra ha il brutto vizio di guardare le cose da una parte e basta…riguardo al conservatorismo,rileggi sopra e capirai di non aver compreso il senso del discorso…

  7. Cantor ha scritto:

    Aparti invertite un bel niente caro Gabriele. Non mi risulta che la CDL abbia demolito tutto quello che avevano fatto i governi precedenti.
    Una cosa è modificare altra è fare piazza pulita.

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