Alitalia sta a terra e non vola

Il barometro segna tempesta nei cieli. Lo denunciano alcuni esponenti di Centro Destra dopo che, approfittando del cambio di maggioranza, la politica di Alitalia è improvvisamente tornata a diventare “romanocentrica“. La compagnia di bandiera ha trasferito 400 voli da Malpensa a Fiumicino annichilendo i cittadini del nord che usano il loro principale aeroporto internazionale il cui traffico nel settore business rappresenta quasi il 70% di tutti il traffico nazionale.Alitalia è allo sbando, schiacciata più che mai dalla potentissima lobby sindacale di piloti ed assistenti di volo e dalla politica dei politici che usano la compagnia di bandiera alla stregua di un ragazzino con la sua Playstation.

Gli ultimi episodi di questi giorni lo confermano e non ci fanno intravvedere nessuna possibilità di uscita da questa situazione nella quale le uniche cose consolidate sono la vetustà degli aeromobili, la fuga dei passeggeri e le perdite di bilancio. Se continuiamo così gli unici a volare saranno i parlamentari sulle tratte che da Roma li riportano a casa per il fine settimana.

A mettersi di traverso è anche il Consiglio di Stato che ha confermato il ricorso di AirOne nella gara di assegnazione delle tratte per la Sardegna. Lì ad Alitalia non resta altro da fare che trattare la messa in mobilità di qualche decina di persone.

Pure l’Antitrust non scherza ed ha deciso di esaminare il dossier dell’acquisizione di Volare perché teme la possibilità di una posizione dominate nel traffico nazionale. Come se Alitalia non dominasse già, tra mafiette e intrighi.

Quello che manca è un minimo di sana efficienza aziendale, cosa ovvia visto che gli obbiettivi di questa azienda non sono certo quelli di operare in un contesto di mercato libero e di competizione ma di sfruttare la solita rendita derivante dal suo status di compagnia di stato.

Letizia Moratti ha tuonato contro il governo Prodi minacciando ritorsioni se continuerà a depauperare Malpensa da un business tanto redditizio quanto necessario per l’economia del Nord Italia. Le ritorsioni, direte voi, non sono indice di un atteggiamento liberale ma in questo caso le cose non stanno proprio così perché quello che Letizia vuol dire è che chi lascia le rotte e gli slot non li portebbe trovare più disponibili, dato l’interesse di importanti compagnie americane ed asiatiche a lavorare su Malpensa. Il che non sarebbe un male perché rispetto ad Alitalia, viaggiare con Singarpore Airlines, tanto per fare un esempio, è come andare al mare in Bentley invece che in Skoda.

E Prodi che fa? Tanto per cambiare nulla. Ormai sembra che nel suo governo chi fa siano solo i suoi ministri i quali, se i loro proclami si dovessero concretizzare, si preparano a saccheggiare le riforme del passato governo e a sostituirle con politiche senza senso. Romano invece fa una dichiarazione che, nel migliore dei casi, non vuole dire nulla: “Non è vero che la Lombardia è poco rappresentata nel governo e Malpensa non deve essere considerata in concorrenza con Fiumicino“. Come ha fatto notare oggi il Riformista, i nostri vicini della Germania non hanno mai avuto tentennamenti e Francoforte è stato ed è l’unico l’hub di Lufthansa. Compagnia di altissima qualità e standard, dagli ottimi risultati di bilancio e che uso per qualsiasi volo al di fuori dell’Italia. E mi sa che non sarà Prodi a farmi cambiare idea.

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