La squadra di Prodi inizia male gli allenamenti. Vedremo la partita

Gli elettori di centro sinistra sono degli idealisti. Per lo meno è ciò che sostengono anche se noi, di centro destra, non sempre siamo d’accordo. Ma per una volta vogliamo credere alla loro buona fede per spiegarci così la delusione che attraversa larghe fasce di quell’elettorato.

Ogni volta che la sinistra vince alle elezioni, così era successo nel 1996, la reazione del “popolo delle sinistre” è intrisa d’emotività e di significati idealistici ed ideologici. Si parla di sconfitta del demonio, del male, si gioisce al pensiero delle notti tranquille di sonno profondo che allieteranno quella parte d’italiani, ormai non più sottomessa al giogo della borghesia miliardaria dei padroni alla Berlusconi, alla loro arroganza, alla loro vicinanza con il nemico americano e, perché no, con la mafia.

Perciò adesso sono delusi non perché hanno scoperto che in questo paese ci siano, da una parte, i borghesi miliardari del privato e, dall’altra, i boiardi miliardari di stato; da una parte i compromessi politici di coalizione e, dall’altra, il mercato della vacche.

Evidentemente si rendono adesso conto quanto la superiorità di un politico di sinistra o di centro sinistra non sia coerente con quella un po’ più inferiore di un contadino che si reca al villaggio per trattare la vendita o l’acquisto di bovini e su questo non possiamo dargli torto.

Lo spettacolo che ha fornito questa squadra nella fase dell’allenamento prima della partita, è stato desolante. Ed a nulla è servito il fatto che la maggioranza di cui gode e cioè la quantità della sue forze in campo sia molto debole. A nulla è servito il fatto che atteggiamenti ricattatori di giocatori che ambiscono alla discesa sul terreno di gioco e che non accettano per nessuna ragione di sedere in panchina, siano per la squadra avversaria un ottimo fattore motivazionale per giocare al massimo delle proprie possibilità.

Già perché la squadra avversaria non si è ritirata dal campionato ma adesso, al contrario, è pronta a rincomiciare daccapo, ad approfittare d’ogni passaggio sbagliato ed a forare la rete alla prima occasione. Questa si presenterà proprio tra poco, alle elezioni amministrative dove il centro destra rischia di consolidare le sue posizioni e, magari, cavalcando il malumore dell’elettore di centro sinistra, di conquistare qualche risultato insperato.

La trattativa per la formazione della squadra è stata per Romano Prodi, sicuramente estenuante. Nessuno si è tirato indietro nelle sue richieste, a volte assurde; nessuno ha evitato di mettere veti, a pretendere posti e posizioni in quantità: se consideriamo il numero dei partiti della coalizione (si dice siano dieci ma nessuno riesce a contarli), l’allenatore si sta presentando alla prima partita di campionato stanco e preoccupato.

E dire che lui, Romano, di tutt’altre intenzioni aveva parlato.

Giampaolo Pansa lo aveva intervistato sull’Espresso e sentite che cosa aveva dichiarato:

Se vinciamo e si fa il governo, a quel punto non esiste una via di mezzo: se cado io, o se i miei mi fanno cadere, cade anche il governo e si va di nuovo a votare. A me non piace mediare, voglio governare. Ogni volta che si riunirà il Consiglio dei Ministri non si discuterà ma si deciderà. Dovremo muoverci in fretta, lo stato del paese è molto degradato. Bisogna imporci un ritmo veloce. L’importante è che non ci sia nessuno ministro che si metta in testa di fare il fenomeno. Se ce n’é anche uno solo, sono guai“.

Appunto, sono guai. Per il paese, non per loro.

Anche se i guai potrebbero emergere anche per questa squadra nata sotto il segno delle trattative ad oltranza. Se gli spettatori (elettori) scoprissero che la formazione nata sotto il segno delle vacche è più determinante della volontà di lavorare insieme, forse sarebbero guai anche per loro. Se poi durante lo svolgimento del campionato, si rendessero conto che l’allenatore, scelto dagli stessi giocatori e dagli spettatori (elettori - con le elezioni primarie), dovrà difendersi non solo dagli attacchi degli avversari ma soprattutto da quelli dei giocatori e del loro entourage, al motto “tanto meglio tanto peggio”, diserterebbero subito gli stadi e restituirebbero le tessere degli abbonamenti, giurando a sé stessi che, al prossimo campionato cambierebbero sport.

Per adesso la designazione della formazione tiene tranquilli i tifosi. Adesso comincia la partita. Vediamo se c’è gioco di squadra per il bene della società.

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Commenti (1) lasciato to “La squadra di Prodi inizia male gli allenamenti. Vedremo la partita”

  1. Chris ha scritto:

    Hai ragione. Però temo che questa volta (nonostante le contraddizioni) la sinistra abbia capito dagli errori. Sarà dura , faranno il possibile per accontentare tutto e tutti…e infatti così sta accadendo

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