L’Europa burocratica e l’immigrazione

L’Europa si appresta stancamente e lentamente a dare un giro di vite al problema dell’immigrazione islamica. Questo processo avviene tra attriti e forti discussioni, non fosse altro perché si tratta di un fenomeno nuovo i cui connotati mettono a dura prova i fondamenti giuridici del nostro continente.

L’Olanda è nella lista dei paesi che hanno fatto della cultura multiculti una bandiera di civiltà. Ma il suo modello è andato in crisi con l’avvento improvviso e violento del revanchismo estremista e non dobbiamo pensare che l’assassinio di Theo Van Gogh sia stato solo un episodio isolato perché la società olandese è spaccata e gli episodi di intolleranza sono presenti da una parte come dall’altra.

Adesso stanno correndo ai ripari con misure per molti discutibili ma i cui effetti dovrebbero essere attentamente osservati dagli altri paesi. Sicuramente non lo saranno dall’Italia, troppo occupata in questo momento con i proclami dei suoi ministri pseudo terzomondisti che vogliono regolarizzare moltitudini di irregolari.
Le misure riguardano sia la vita della comunità interna degli immigrati che le procedure di accettazione dei nuovi entranti o quelle di espulsione. La protagonista di questa nuova tendenza è Rita Verdonk, ministra di ferro dell’Immigrazione la cui intransigenza è diventata proverbiale.

In generale si può affermare che la costituzione di un ministero apposito e gli avvenimenti degli ultimi anni abbiano aumentato la sensibilità della popolazione e del governo ai problemi dell’immigrazione ed hanno spinto il ministro a dare rappresentazione, con misure incisive, a quel sentimento ormai troppo diffuso per essere ignorato.

Gli esempi più significativi vanno dalla creazione di un organismo nazionale per combattere il delitto d’onore alla possibilità data alle mogli di emigrati di tornare in Olanda anche senza documenti per arginare la violenza fatta sulle donne che venivano lasciate nel loro paese di origine contro la loro volontà. Anche l’immigrato che fa infibulare una ragazza è punibile in Olanda se l’operazione è fatta all’estero.

In generale vi è una volontà da parte delle autorità olandesi di creare un corridoio privilegiato per l’integrazione attraverso l’imposizione di prese di responsabilità da parte di chi vuole immigrare, che deve dimostrare la sua volontà ad accettare quei fattori essenziali della società olandese come la conoscenza di alcuni obblighi di legge elementari, l’uso della lingua e la ricerca di un lavoro. Questo è un passo fondamentale per accelerare non solo il processo di integrazione ma costituisce anche un vaccino verso i pericoli del proselitismo dei nuclei estremisti locali.

I risultati, almeno in termini numerici, non si sono fatti attendere. Il saldo tra nuovi immigrati in entrata e quelli in uscita è adesso negativo il che vuole dire che questo paese non è più considerato attrattivo da parte di molti cittadini di origine musulmana. Questo perché l’ottenimento di un visto di permanenza nel paese è subordinato ad una preparazione per “l’identità olandese” con esami ed apprendimento della lingua, fatto a spese dell’aspirante immigrato. Inoltre la Verdonk non ha fatto sconti a coloro che si trovavano sul territorio olandese senza averne il diritto, come per esempio chi ha chiesto asilo politico e non è realmente minacciato o ha mentito al momento della registrazione.

Ayaan Hirsi Ali è stata sicuramente la parlamentare che più di tutti si è battuta per iniziare questo processo di cambiamento. La sua posizione è stata spesso giudicata estrema, soprattutto quando ha proposto di vietare le scuole islamiche ma il furore di questa esile somala d’acciaio ha ottenuto il controllo dei contenuti delle lezioni nelle scuole musulmane, con particolare attenzione all’antisemitismo, l’antioccidentalismo e l’antifemminismo.

Purtroppo anche lei, alla fine, è stata vittima di un’Europa nella quale la burocrazia è uno strumento da usare per qualsiasi scopo. La Hirsi Ali ha sempre ammesso di avere mentito al momento della sua entrata in Olanda e dopo l’entrata in vigore delle ultime norme, la Verdonk, sua ex compagna di partito, non ha potuto fare di meglio che toglierle il passaporto.

Adesso Ayaan Hirsi Ali vive negli Stati Uniti dove avrà una nuova cittadinanza e sarà onorata e venerata da istituti ed organizzazioni alle quali fornirà a suon di bigliettoni il prezioso contributo della sua esperienza. A noi non resta altro che la dichiarazione del VVD olandese che per bocca dei suo leader ha tristemente ammesso che il paese ha dato di sé un’immagine “permalosa e provinciale“.

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Comments (4) lasciato to “L’Europa burocratica e l’immigrazione”

  1. Lo PseudoSauro ha scritto:

    Si’, ma l’Olanda sta a 390 abitanti per km2… mi sa che doveva svegliarsi prima. Discutono su come fare entrare gl’immigrati? E dove li metterebbero? Non ti pare un po’ fuori dalla realta’?

  2. Gionata Pacor ha scritto:

    Beh…
    la densità della popolazione non è un parametro molto interessante. La regione tedesca che confina con l’Olanda, la Renania superiore, ha una densità di 530 abitanti per km quadrato, eppure ci sono oltre 2 milioni di stranieri. Dovrebbero buttarci fuori?

  3. Lo PseudoSauro ha scritto:

    Gionata: un conto e’ una “regione” ed un altro uno “stato”. Quando statisticamente uno stato ha un rapporto statistico cosi’ elevato i guai sono scontati, se poi si vuole a tutti i costi un modello multiculturale, senza nemmeno avere il territorio, si tratta di suicidio pianificato. Anche nei centri urbani italiani si evidenzia un rapporto tipo quello che hai citato e se in un paese questi sono circoscritti ad una zona piccola sono dolori, perche’ il dato statistico non e’ piu’ rappresentativo di una realta’ effettiva. Insomma: l’economia non risolve tutti i problemi umani e men che meno quello dello spazio necessario per vivere. Il Giappone che e’ la terra piu’ popolata per antonomasia, ha un dato statistico che e’ la meta’ esatta di quello da te riportato e la preoccupazione per il sovrappopolamento del territorio e’ uno dei motori della politica giapponese; in Olanda gli unici a preoccuparsi sono i cittadini, mentre i governi pensano a “regolamentare” l’immigrazione… Fortuyn e’ stato ammazzato proprio perche’ suggeriva una chiusura, e tutt’ora e’ il paradigma europeo dello “xenofobo” mentre nel suo partito c’erano un sacco di stranieri naturalizzati… non sara’ che qualcuno vuole seguire una strada a tutti i costi?

  4. Piombo ha scritto:

    Secondo i dati di un rapporto del ministero degli interni inglese del 2004, il 26 per cento dei musulmani britannici non prova alcun sentimento di lealtà verso l’Inghilterra, il 13 per cento sostiene il terrorismo, e l’1 per cento (circa ventimila persone) è attivamente impegnato nel terrorismo o nelle attività di sostegno. Un altro sondaggio ha rivelato che il 60 per cento dei musulmani britannici desidera vivere sotto la legge coranica, mentre per il 32 per cento “la società occidentale è decadente e immorale, e i musulmani dovrebbero cercare di porvi fine”.

    Mi chiedo allora come sia possibile che i governi europei, con Londra in testa, continuino ad invitare, ospitare e sussidiare col welfare larghe masse di musulmani, che non fanno mistero di odiare e di voler distruggere le società che si comportano così generosamente con loro.

    Contuinare ad accettare l’immigrazione islamica significa solo prepapare un futuro di libanizzazione e guerra civile per i nostri figli e nipoti.

    Comincio a sospettare che nell’Europa del suicidio demografico quest’eventualità non interessi, perché molti europei hanno deciso di non avere figli nè nipoti.

    Insomma, la mentalità corrente nell’Europa decadente è: dopo di noi il diluvio.

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