Moratti versus Ferrante: due concezioni e una conclusione
Il giudizio che ogni spettatore potrebbe dare sul dibattito tenutosi a Matrix oggi e moderato da Enrico Mentana, quello che ha visto contrapposti per l’elezione di sindaco Letizia Moratti e Bruno Ferrante, sarà condizionato dalla visione politica e della società che ha ognuno di noi.
Chi pensa che la difesa delle prerogative dell’individuo, della sua libertà e l’espressione delle potenzialità della persona siano i valori fondanti nella vita di una comunità, vedrà in Letizia Moratti il sindaco ideale.
Chi, , invece, vuole affidare ad un burocrate di stato di lungo corso che fonda la sua guida sull’interesse pubblico e sulla mortificazione di quello privato, voterà per Bruno Ferrante.
Due sessi, due concezioni. Già perché Letizia è una donna che oltretutto ci dimostra quanto le quote rosa non siano espressione di libertà se una rappresentante del suo genere vuole con tenacia e ambizione assurgere ai massimi livelli della politica.
La storia di entrambi rispecchia i loro intendimenti politici. Ferrante ha costruito la sua carriera negli apparati dello stato, ha lavorato al Viminale ed è stato per anni prefetto di Milano. Un perfetto esempio di burocrate. La Moratti ha fatto un paio di decenni di gavetta in ambito imprenditoriale e si è guadagnata sul campo la sua vocazione per un pragmatismo efficiente.
Ferrante critica la “visione politica fondata su valori liberisti che tutelano gli interessi privati” e vede nell’interesse pubblico fondato sulla mediazione la base della sua azione.
La Moratti parte dall’approfondimento della moltitudine degli interessi e dei valori personali per arrivare alla sintesi dell’interesse collettivo e critica Ferrante per lo scollamento che dimostra tra i proclami propagandistici ed i suoi comportamenti reali.
La cosa che mi ha colpito maggiormente del candidato del centro sinistra è il parallelismo che potremmo fare tra i contenuti della sua campagna elettorale ed i comportamenti di Prodi e dei suoi alleati. Questa inclinazione alla ricerca del punto di equilibrio e della mediazione a tutti i costi ha l’odore di una sorta di concertazione che accontenta tutti, della quale l’attuale governo ha fatto un uso estensivo fin’ora e che ha portato alla situazione vergognosa nella quale ci troviamo.
La Moratti porta con sè una sorta di interventismo berlusconista, tipico di chi ha costruito la sua persona al di fuori della sfera politica. Si fonda sulla valorizzazione dell’individuo, visto come portatore di potenzialità e di energie che, se orientate e canalizzate opportunamente da chi siede nella poltrona di primo cittadino, possono dare risultati che vanno oltre a quelli della mera concertazione.
Non che Letizia Moratti non voglia concertare con nessuno e non è corretto sostenere che la sua politica divida invece che unire. Ne sono esempio gli accordi già presi con molti rappresentanti di categorie che hanno dato poi forma al suo programma.
In termini aziendali potremmo definire l’approccio morattiano di tipo “bottom up“, dal basso verso l’alto, dall’individuo e dai suoi bisogni verso una sintesi nelle istituzioni. Quella di Ferrante, al contrario, di tipo “top down“, con un’autorità istituzionale che fa piovere dall’alto il principio del compromesso e dell’interesse collettivo.
Se la candidata appoggiata dalla Casa delle Libertà vincerà, vedremo una città fiorire di inziative, investimenti ed aiuti al sociale, già previsti in modo massiccio nel suo programma.
Se Ferrante prevarrà, torneremo ad una città nella quale il clima che Prodi sta subendo in questo momento, quello del compromesso a tutti i costi nel quale chi più strilla più ottiene, sarà il filo conduttore.
Per evitare un salto indietro nel tempo, nella società “collettiva“, il 28 ed il 29 Maggio non dobbiamo astenerci né votare scheda bianca. Così non ci saranno dubbi su chi sarà il vincitore.


leo ha scritto:
è pazzesco. ogni volta che leggo uno di tocqueville dico “cazzo, ha ragione..” poi leggo un’altro che tiene un altro discorso e dico: “cazzo ha ragione anche lui”… ma allora avete tutti ragione!!! ecco. nessuno ha torto però va tutto storto. e avete pure rotto il cazzo. tutti (da rifondaroli e leghisti).
Pubblicato il 27-Mag-06 alle ore 0:52 | Permalink
leo ha scritto:
correzione. da rifondaroli a leghisti.
Pubblicato il 27-Mag-06 alle ore 0:53 | Permalink
animalfarm ha scritto:
il compagno prefetto ferrante è quello che commentò la presenza della moratti alle manifestazioni del 25 aprile e del 1° maggio sostenendo che “i padroni non sfilano con i lavoratori”. chissà cosa avrebbe detto se avessero partecipato i compagni miliardari de benedetti o della valle…
Pubblicato il 27-Mag-06 alle ore 19:37 | Permalink