Giavazzi prende troppa Aspirina

Il Corriere e Francesco Gavazzi hanno deciso di lanciare la loro linea di politica economica con la quale tentano di sensibilizzare l’operato del governo Prodi. Gavazzi è ospitato come di consueto sulla prima pagina e quindi le sue teorie sono rappresentate con il massimo risalto.

L’articolo del 29 Maggio riporta nel titolo quel termine tanto caro a coloro che si definiscono liberali: le riforme. L’autore spera che l’attuale governo faccia di questo termine il credo per orientare la sua politica economico sociale e sostiene che per il risanamento della situazione dei conti pubblici ed il rilancio del paese non siano sufficienti decisioni ragionieristiche che mirino a mettere ordine nei conti sgangherati della repubblica ma che siano necessari interventi che inneschino profondi cambiamenti e costituiscano il motore per la ripresa economica.

Fin qui tutto bene, almeno in linea di principio. Ma se entriamo più nel dettaglio nell’articolo del professore bocconiano vediamo che non tutto è oro quello che cola. Giavazzi deve essere una persona con qualche disturbo che gli causa continui mal di testa. La liberalizzazione della vendita dell’Aspirina, il cui costo è ritenuto molto più elevato rispetto ad altri paesi e la possibilità di acquistarla nei supermercati dovrebbe costituire un importante passo verso un mutamento delle regole nel senso di una maggiore libertà e capacità dell’economia di crescere.

Messa così la valutazione che facciamo delle teorie di Giavazzi è ovviamente provocatoria ma il senso di questa provocazione è dato dall’osservazione di uno scollamento tra le teorie e l’osservazione della realtà dei comportamenti dell’attuale governo. Il Centro-Sinistra infatti si sta proponendo, nelle prime settimane seguenti al suo insediamento, come la coalizione della restaurazione e del conservatorismo. Non che questa sia una sorpresa ma il modo in cui percepiamo i primi segnali ci fanno supporre che non solo non potremo cambiare radicalmente le nostra abitudini di vita acquistando di notte i medicinali all’Esselunga, grazie alla liberalizzazione della vendita e degli orari ma che anzi ci dovremo aspettare una distribuzione a pioggia di risorse verso i settori dell’economia e della società che costituiscono un serbatoio di voti i cui maggiori costi saranno coperti con interventi sul fronte delle entrate fiscali.

Anche i notai sono nella lista nera di Giavazzi in quanto approfittano dell’obbligo per ogni cittadino di stipulare l’atto di trasferimento della proprietà di un’auto usata. E quindi Giavazzi sostiene l’abolizione degli ordini e la fine delle rendite di posizione dei notai i quali, si sa, non diventano ricchi per il fatto che addebitano 50 euro al povero cittadino quando deve acquistare la macchina e cioè non certo tutti i giorni.

Ciò di cui l’illustre economista non vuole parlare è il sistema delle rendite ma quelle che pesano come macigni sulle tasche dei cittadini ed altri fattori di disequilibrio strutturale ed infrastrutturale che ci rendono un paese poco competitivo rispetto ai nostri vicini.

Antonio Martino già un paio di mesi fa aveva risposto alle tesi di Giavazzi polemizzando con la teoria dell’Aspirina. Gli argomenti di Martino rivelano il limite delle tesi dell’economista del Corriere e si innestano direttamente al cuore del problema: la competitività dell’impresa e quindi la produttività. Questo fattore non è influenzato solo dal costo del lavoro per il quale Prodi si accinge a varare la riduzione del cosiddetto cuneo fiscale - non sappiamo ancora con quali risorse - ma anche dai costi energetici e dei trasporti. Sul fonte dell’energia Giavazzi parla di rigassificatori ma si dimentica l’energia nucleare e non potrebbe fare altrimenti visto che si rivolge ad un governo di centro sinistra. Sui trasporti omette di citare il gigantesco piano di investimenti varato dal governo Berlusconi e di esortare il presidente Prodi a continuare nell’opera.

La realtà è che il centro destra molto ha fatto in questa direzione mentre proprio in queste ore, davanti alla palesata verifica della situazione dei conti statali fuori linea con quanto previsto, il ministro dell’economia Tommaso Padoa Schioppa ed il suo capo di governo si sono affrettati a dichiarare che i cantieri sono a rischio.

A questo noi aggiungiamo un altro elemento che riguarda il costo della macchina dello stato e le pensioni, una somma di uscite a pioggia che non si giustifica in un paese come il nostro.

Quello che ci aspettavamo da Giavazzi era un po’ più di coraggio e di impopolarità. Non un coraggio alla Prodi che si accinge a profondere le sue energie per demolire tutto ma alla Martino e quindi un paese con meno Aspirine e più interventi riformisti in direzione di una ricerca della competitività e di efficienza della cosa pubblica. Nonostante la possibilità di acquistare gli analgesici al supermercato non vorremmo infatti trovarci nella situazione di doverne fare scorte eccessive per un mal di testa che avrebbe però bisogno di ben altre cure.

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Comments (18) lasciato to “Giavazzi prende troppa Aspirina”

  1. Anonimo ha scritto:

    e tutto ciò cosa diavolo c’entra con le aspirine che in Italia costano il doppio rispetto ai paesi normali ?

  2. Tudap ha scritto:

    Giavazzi è stato a mio parere un’pò divinizzato, sarà anche un bravo professore ma da qui a fargli dettare le agende economiche di governo ce ne passa. E poi non dimentichiamoci che Giavazzi non fa altro che parlare di poteri forti condannadoli come la causa dell’arretratezza dell’Italia, senza rendersi conto (in realtà se ne rende conto benissimo) che lui scrive in quello che potrebbe tranquillamente essere definito l’organo ufficile dei poteri forti.

    Per Giavazzi se non ci fossero Notai e Farmacisti l’Italia sarebbe un paese migliore, tutto andrebbe bene, non ci sarebbbero disoccupati, niente più code in autostrada, niente più caro benzina….

    Qualcuno inizi a spiegare a Giavazzi che la grandissima parte di quello che si paga al notaio va nelle casse dello Stato e che se non vi fosse l’obbligo di andare dal notaio per il trasferimento di proprietà dell’auto la tassa la si dovrebbe ancora pagare (ci si risparmia quindi poco niente)

  3. Cantor ha scritto:

    @ Anonimo:
    L’Aspirina c’entra perchè un economista serio dovrebbe smetterla di insistere su questo argomento come se fosse la soluzione di tutti i mali e scrivere di altri problemi come, per esempio, della riduzione della spesa pubblica (vedi 500.000 dipendenti di troppo nella macchina statale…)

    Dobbiamo ricordarci che nonostante la sua apparenza liberista Giavazzi è un uomo di sinistra, eccome. Quello che non mi va del suo liberismo è che scivola in una sorta di egualitarismo e di lotta ideologica verso chi “HA”. Guai a parlargli di chi guida in città con i SUV e cose di questo genere.
    Io penso che i notai siano una categoria che risparmia agli italiani qualche migliaio di cause all’anno.

  4. textman ha scritto:

    Ma poi non vogliamo dire niente a Bill Gates? Il suo MIcrosfot Word corregge automaticamente tutte le volte Giavazzi in Gavazzi. E così fa crede al mondo che parliamo di ciclisti degli anni ‘70. E’ sicuramente un complotto americano ai danni della sinistra Italiana.

  5. Cantor ha scritto:

    SIIIIIIIiii è vero!!! Saranno sicuramente loro.

  6. Tudap ha scritto:

    “Io penso che i notai siano una categoria che risparmia agli italiani qualche migliaio di cause all’anno.” Concordo al 100%, quando cerco di spiegarlo a qualcuno mi danno dello statalista. Giavazzi vorrebbe che non ci fosse il concorso per diventare notaio, insomma secondo lui bisognerebbe fare in modo che uno possa svegliarsi la mattina e decidere di punto in bianco di fare il notaio, e dimostrare sul campo le sue capacità. Ma Giavazzi sa qual’è il ruolo del notaio e quali sono i suoi compiti?

    Un conto è dire che per alcune cose bisognerebbe non imporre l’obbligo di andare dal notaio (e qui concordo anche se come ho detto prima il grosso che si paga è in tasse), un’altro è decidere di abolire i notai, che è cosa al quanto stupida.

  7. Cantor ha scritto:

    Appunto Tudap…concordo appieno

  8. Rabbi ha scritto:

    non sono per nulla d’accordo. punto primo: il fatto che l’aspirina possa essere venduta al supermercato non implica che la gente ne fara’ scorpacciate. e se poi ne facesse scorpacciate, cazzi loro, un idiota che prende le medicine come caramelle non lo considero bene.
    punto secondo: maggiore concorrenza significa prezzi piu bassi. in qualsiasi mercato. quelle che giavazzi indica sono casi eclatanti di monopoli garantiti, che implicano una rendita per chi ha la licenza (di taxi, di farmacia, di notaio). questa rendita e’ semplicemente una fesseria, perche riduce la quantita e alza il prezzo per quel tipo di bene, con una perdita di efficienza per la societa’. Liberalizzando il settore, per dire, dei notai, cosa succederebbe? che ce ne sarebbero di piu’, che si farebbero concorrenza tra loro e abbasserebbero i prezzi, e che tutto cio sarebbe a vantaggio del consumatore
    punto terzo. piu concorrenza nelle farmacie e per i notai non significa che solo questi settori vanno liberalizzati. Tutto va liberalizzato. dall’energia alla telefonia, dalle compagnie aeree ai treni, dalle banche agli esercizi commerciali. Tutto. perche significa maggiore quantita ad un prezzo piu basso. La direttiva Bolkenstein andava in questa direzione a livello europeo, ed e’ stata boicottata dalla sinistra che ora inneggia al mercato (Giavazzi invece l’ha sostenuta).
    Pertanto non vedo come le posizioni di Giavazzi e di Martino possano essere inconciliabili.

  9. Cantor ha scritto:

    Le posizioni di giavazzi e Martino sono MOLTO inconciliabili. La prima differenza è che Giavazzi è un economista al soldo di Mieli, Martino quando si esprime lo fa da posizioni indipendenti.
    Inoltre Giavazzi che vota Berlusconi proprio non ce lo vedo. Lui sta ne partito anti_SUV, non so se mi spiego

  10. Rabbi ha scritto:

    martino era ministro, e’ di parte e si sa bene. Giavazzi e’ di parte pure lui. ma se dice cose giuste non vedo perche non lo dobbiamo ascoltare anche a destra. Si vede che lo conosci poco.

  11. Rabbi ha scritto:

    insomma, intendevo dire: giavazzi al soldo di mieli e’ una scemenza, ti assicuro che non e’ cosi’, scrive sempre quello che pensa. e d’altronde, se franco debenedetti, pietro ichino e francesco giavazzi dicono cose condivisibili, pur essendo a sinistra dichiaratamente, non capisco perche bisogna per forza dargli addosso. Tra l’altro, Draghi e Giavazzi sono molto amici, dicono cose simili, ma Draghi e’ stato nominato da Berlusconi e invece Giavazzi lo si ricopre di cacca. Mah.

  12. Giavazzi ha scritto:

    Draghi è stato nominato da Berlusconi che non ha nominato Giavazzi perchè lui ricopre di cacca Berlusconi e allora io ricopro di cacca Giavazzi.

  13. Cantor ha scritto:

    Scusa il commento sopra era miio non di GIavazzi…ahahaha

  14. Rabbi ha scritto:

    ti informo che Tremonti nel 2001 chiese a Giavazzi di fare il diretttore egnerale del tesoro. giavazzi declino’: stava per andare al MIT a fare un anno sabbatico.

  15. Cantor ha scritto:

    Già il MIT fa chic. Se lo è potuto permettere grazie ai lauti compensi del Corriere…

  16. Rabbi ha scritto:

    vabbe’ che discuto a fare, tanto non c’e’ verso. tieniti la tua ragione.

  17. Rabbi ha scritto:

    comunque e’ divertente notare che “Ci sono alcuni politici, intellettuali e studiosi ai quali mi ispiro: il Prof. Luigi De Marchi, Tony Blair, Antonio Martino, Christian Rocca, Maria Giovanna Maglie, Oriana Fallaci, Magdi Allam, Angelo Panebianco, Francesco Giavazzi, Giampaolo Pansa, Emma Bonino ed altri ancora.”

  18. Cantor ha scritto:

    Io mi ispiro a Giavazzi quando dice cose che servono, non quando parla di SUV o di Aspirine o di Esselunga che non cambiano una virgola nella vita del paese ma dimostrano la sua vena populista.

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