Ratzinger con gli stermini non ci azzecca

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Quando Papa Ratzinger ha pronunciato il suo discorso sullo sterminio degli ebrei non vi ho dato molta importanza. Ma poi il tam tam dei giornali, dei notiziari e dei blog ha fatto risvegliare in me la necessità di esprimere il mio sentimento e di raccontare la mia esperienza personale. La storia dei miei rapporti con il popolo tedesco è un po’ particolare avendo io avuto stretti legami con persone di quella nazione e avendo costantemente viaggiato tra l’Italia e la Germania per più di 15 anni.

Le reazioni delle persone che conoscevo bene ogni volta che nominavo la parola “nazismo” o “Hitler“, sono ancora vive nella mia mente. Erano reazioni che non comprendevo perché mi sembrava quasi che sentissero ancora la presenza e l’energia di questo devastante capitolo della storia, una presenza palpabile anche se non evidente. Ho dovuto usare le migliori maniere e la delicatezza del caso per farmi confessare da una persona nata negli anni ‘20, che conoscevo bene e nei confronti della quale avevo un forte sentimento di affetto, il motivo di questa sorta di paura che traspariva nell’espressione dei tedeschi ogni volta che si toccava l’argomento: alla fine lei ha detto la verità, quella che tutto il popolo tedesco nato e vissuto i quel periodo conosce e cioè che «wir wüβten alles und haben nichts getan” (sapevamo tutto - degli stermini - e non abbiamo fatto niente).

La responsabilità del popolo tedesco è indubbia. Probabilmente non possiamo sostenere che vi sia stata una contiguità da parte dell’intera popolazione ma possiamo dire che l’accettazione passiva e l’omertà dietro la quale è stato in qualche modo protetto, nascosto ed appoggiato il regime di sterminio nazista sia una verità storica innegabile. La potremmo definire alla stregua del “concorso esterno in associazione mafiosa“, una condizione ambientale che ha reso possibile quella stagione di orrori.

Bisogna poi considerare che i lager, le deportazioni e gli assassini non sono stati perpetrati solo da soldati professionisti, dalla legione straniera con la croce uncinata. Come ha ben scritto e documentato Christoper Browning nel suo libro “Uomini comuni“, molte delle milizie naziste erano composte da quelli che prima dello scoppio della guerra erano dei tranquilli e comuni cittadini. La loro estrazione sociale e le loro professioni erano le più variegate. Questo vuol dire che gli sterminatori non appartenevano solo ad una èlite di “criminali violenti” (come li ha definiti il Papa ndr) ma provenivano da tutte le fasce della popolazione. Una specie di campione rappresentativo.

Il Battaglione 101 della polizia tedesca di cui parla Browning nel suo libro, in circa due anni di operazioni di pulizia etnica ha ucciso circa 85.000 ebrei, soprattutto nel lager di Treblinka. La sua composizione è stata studiata in modo approfondito ed ha portato al riconoscimento dell’intero panorama della società di quell’epoca. Ne facevano parte infatti operai, commercianti, impiegati ed artigiani.

Oltre alle milizie dobbiamo considerare tutti i “burocrati” della pulizia etnica e cioè coloro che hanno reso possibile la gestione della logistica dei trasporti nel corso delle deportazioni. E non possiamo dimenticare chi si è insediato nella case degli ebrei deportati ben sapendo che non sarebbero mai più tornati.

Tutti sapevano e tutti, o quasi, tacevano e accondiscendevano. Molti approvavano. Alcuni erano il braccio armato del regime. Ma il papa, si sa, è tedesco.

Questa vergogna e la volontà di cancellare l’umiliazione post-bellica davanti al mondo intero hanno costituito lo spirito nazionale e di solidarietà con i quali la Germania, completamente distrutta, è riuscita ad assurgere al ruolo di prima potenza europea e di questo gliene dobbiamo dare atto. Fin qui il discorso sulla complicità del popolo tedesco.

Il Papa è stato anche molto criticato per avere omesso di parlare e di scusarsi per le complicità della chiesa. Papa Pio XII non era certo un complice di Hitler ma molti suoi ministri della fede hanno avuto comportamenti opposti ai suoi; alcuni anche un ruolo attivo e complice del regime nazista. Ancora Browning ci fa sapere nel suo libro che Miroslav Filipovic Majstrovic, un frate francescano, era a capo di un campo di sterminio in Croazia. Quel Dio che il Papa invoca e che evidentemente era un po’ distratto durante quegli anni, è stato maledetto da molti e non solo dagli ebrei. Con loro sono stati massacrati zingari, omosessuali e molta altra gente comune.

Noi non possiamo sapere dove fosse Dio e cosa facesse o a cosa pensasse. Possiamo però, da umani forniti di capacità di raziocinio, provare a dimenticare il nostro lato ipocrita e smetterla di disturbare Dio scaricandogli colpe delle quali non sappiamo se sia responsabile. Dovremmo invece interrogarci sui motivi che hanno portato anche sacerdoti, parroci o altre autorità ecclesiastiche a comportarsi peggio di qualsiasi cittadino, con le loro azioni, complicità ed il loro silenzio. Peggio perché loro rappresentavano forse l’unica autorità in grado di opporsi al regime. E non l’hanno fatto. Anzi hanno permesso che dei loro ministri facessero parte proprio di quel Battaglione 101 di Treblinka.

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Comments (33) lasciato to “Ratzinger con gli stermini non ci azzecca”

  1. Vincenzo (ex anonimo ha scritto:

    “A differenza del razionalismo della Rivoluzione francese, il vero liberalismo non ha niente contro la religione, e io non posso che deplorare l’anticlericalismo militante e sostanzialmente illiberale che ha animato tanta parte del liberalismo continentale del XIX secolo”. F.A. von Hayek

  2. abr ha scritto:

    Cantor, hai letto il fondo di Panebianco sul Corriere di ieri al proposito? Cosa ne pensi?
    ciao, Abr

  3. stefano ha scritto:

    Cantor forse sarebbe meglio ti dessi una calmata, magari leggendo chi ci azzecca un po’ di piu’ come Giorgio Israel col suo articolo di ieri sul foglio. Le tue critiche fanno eco a quel sincero democratico cotonato di Fulvio Colombo. Piace la compagnia? Fossi in te cio’ mi farebbe molto riflettere…

  4. Anonimo ha scritto:

    Abbiamo capito: sei un libberale anticlericale (contraddizione che farebbe rivoltare Hayek nella tomba). Ora sei contento di aver ribadito la tua identità politica?

  5. Nessie ha scritto:

    Il fondo di ieri sul Corsera era di Galli della Loggia e non di Panebianco. Quale altra lettura del discorso di Ratzinger ad Auschwitz propongo il bel post “Reazioni sbagliate al discorso del Papa ad Auschwitz” di Giorgio Israel http.//gisrael.blogspot.com/
    Ciao Cantor, fatti vivo ogni tanto :-)

  6. Gabibbo ha scritto:

    Mah,
    Ratzinger s’è comportato più da tedesco che cercava di sollevare il peso delle proprie responsabilità, che da Papa e statista, cui si pone l’obbligo di avere una visione un po’ più ampia.
    Dopo di che, posto che anche a mio avviso non si trattava di una nazione in ostaggio, ma di volenterosi complici, tutto va inquadrato.
    Quei sacerdoti e frati che anziché opporsi hanno collaborato, e quelli che non l’hanno impedito, non lo facevano per la Chiesa, ma perché uomini essi stessi, con le stesse passioni e le stesse debolezze di quegli impiegati, artigiani e contadini che tu ricordavi, sono stati dei malvagi o quantomeno dei vigliacchi, ma in questo non soo stati diversi da migliaia e migliaia di loro simili di quegli anni.
    Da non cattolico, non credo si possano sempre addossare alla chiesa cattolica le colpe dei suoi membri, che poi questa debba prendersi le proprie responsabilità è un altro paio di maniche.

  7. abr ha scritto:

    Ho confuso i nomi, volevo dire ovviamente il fondo di Galli della Loggia sul Corriere.
    ciao, Abr

  8. inyqua ha scritto:

    Non ho amici o parenti tedeschi ma è innegabile che,oltre al coinvolgimento di ampi strati di popolazione nel fenomeno dell’antiebraismo, bisogna riconoscere che proprio i ‘valori’ altri a cui si riferivano i nazisti erano molto simili a quelli difesi (allora come ora…) dalla Chiesa…Forse è per questo che a sentir parlare di ‘via cattolica all’Occidente’ un brivido mi percorre la schiena….

  9. Cantor ha scritto:

    @Abr

    Priore, sì l’ho letto ma la mia visione è diversa. La mia esperienza, come ho scritto nel post, è diretta e personale, per quanto questo possa valere. Per di più io sono proprio ateo o non-teista. E di brutto, ebbene sì lo ammetto. Quando parlano i religiosi, soprattutto in sedi istituzionali, in genere non ascolto e se ascolto non mi fido. Andrò sicuramente all’inferno, che ci vuoi fare.

    @Stefano
    Giorgio Israel non lo conosco. Chiedo venia. Con Furio Colombo non ho niente da spartire, tranne quando ho qualcosa da spartire. Cioè molto raramente.

    @Anonimo
    Sì, sono un liberale, anticlericale quando i clericali esagerano come esagerano gli imam. Solo che i clericali si sono trovati tra i piedi l’illuminismo e ci hanno inciampato, gli imam l’illuminismo lo hanno ignorato. E ho ribadito la mia identità anche perché non scrivo certo per rinnegarla.

    @Nessie
    Ciao è un po’ di tempo che non bazzico dalle tue parti. Ma non mancherò di farlo

    @Gabibbo
    Interessante la tua osservazione. Io però non volevo tanto dare responsabilità alla Chiesa per gli atti compiuti in quel periodo dai suoi ministri. Semmai do a Ratzinger una responsabilità di non averne parlato e di avere sorvolato.
    In realtà io non do responsabilità a nessuno di quello che è successo. E’ successo e basta, i tedeschi hanno ampiamente espiato e di questo gli va dato atto.

    @ Inyqua
    Sorella, siamo sorella e fratello o gemelli??

  10. Cantor ha scritto:

    Oltre all’articolo di Galli della Loggia bisognerebbe leggere quello di Ottolenghi di oggi sul Riformista

  11. AlessandroG ha scritto:

    Interessante la parte personale, meno il resto.
    Denunciare un intero popolo come artefice di tutto, mi sembra riduttivo, cosi facendo dovremmo pensare che i partigiani in Italia durante la liberazione, erano tutti stranieri, visto che se italiani erano anche fascisti. Capisci cosa intendo?
    Per quanto riguarda poi le fantomatiche collaborazioni o gl’assordanti silenzi della Chiesa, mi spiace ma la storia non ti è garante in questo caso, la Mit Brennender Sorge scritta nel ‘37 da Pio XI non può essere dimenticata da ogni pretesa di definire il ruolo della Chiesa in quel periodo.

    Saluti.

  12. Anonimo ha scritto:

    Inyqua, ma per favore!! I valori propagandati dal nazismo, movimento notoriamente neopagano, non avevano e non hanno nulla a che vedere con quelli difesi dalla Chiesa. Poi questi ultimi possono non piacerti, ma questo è un altro discorso.

  13. Cantor ha scritto:

    Si prega di abbassare i toni quando si parla con mia sorella Inyqua

  14. Anonimo ha scritto:

    Oh, che paura: è arrivato il fratellino!

  15. Valinor ha scritto:

    Per l’anonimo che ha scritto (commento n. 3) che “liberale anticlericale” è una contraddizione… e che addirittura scomoda von Hayek… in effetti, è meglio non firmarsi quando si scrivono certe strnzt (anche senza vocali, si capisce?)

  16. Cantor ha scritto:

    Infatti ci stavo proprio riflettendo. Come è che ultimamente i liberali possono esserlo solo se seguaci di Marcello Pera, noto clericale convertito? Si vede che adesso vanno di moda così.
    Io sono passato di moda perchè sul comodino ho ancora i libri di Popper e mi accingo a leggere l’ultimo di Teodori.
    Sono sempre più destinato ad andare all’inferno.

  17. Vincenzo (ex anonimo ha scritto:

    Valinor, un consiglio: prima di sparare cazzate in salsa pannelliana, studiaaa!!!

  18. stefano ha scritto:

    Cantor, e’ interessante che la polemica sulle parole del Papa sia stata sollevata piu’ da “laici” in cerca di scontro con la Chiesa e pubblicita’ gratis (si vede che Brown fa scuola) che dagli Ebrei, la grand maggioranza dei quali ha apprezzato le parole del Papa che ha cucito insieme la riflessione veterotestamentaria (i Salmi in particolare) e quella filosofica, rifacendosi alla grande domanda su Dio dopo Auschwitz, posta dal grande filosofo ebreo Hans Jonas, che il Papa conosce ed apprezza.
    In piu’ c’e’ il fondamentale riconoscimento della radice ebraica del Cristianesimo, nel solco di Giovanni Paolo II.
    Tutti elementi colti dal popolo Ebraico, ma ignorati da “intellettuali” italiani in cerca di polemiche da salotto televisivo, che ormai e’ per molti di loro il luogo connaturale, invece del pensiero serio e costruttivo.

  19. Cantor ha scritto:

    Vincenzo hai scritto:
    “”A differenza del razionalismo della Rivoluzione francese, il vero liberalismo non ha niente contro la religione, e io non posso che deplorare l’anticlericalismo militante e sostanzialmente illiberale che ha animato tanta parte del liberalismo continentale del XIX secolo”. F.A. von Hayek”.

    Veramente io ho detto di essere anticlericale solo quando i ministri della chiesa esagerano o omettono. Io non ho qualcosa di principio contro la religione, semplicemente non sono religioso, non ci credo e diffido.

    @ Stefano
    In televisione io non ci vado di certo. Lascio tutto lo spazio ai vari Ruini e compagnia che se ne prendono tanto. Soprattutto nei salotti, nei quali ai laici di spazio se ne lascia sempre di meno

  20. Valinor ha scritto:

    Caro (si fa per dire) Vincenzo ex anonimo,
    se tu riesci a leggere nelle parole di von Hayek che liberalismo e anticlericalismo (che, per inciso, non significa essere contro la religione ma semmai contro le sue forme istituzionalizzate, il “clero” appunto, quando praticano un’ingerenza nella vita politica) una logica contraddizione, complimenti! Qui di logico (o illogico) c’è solo il tuo “salto”…

    von Hajek deplora un certo tipo di anticlericalismo che a suo dire è stato illiberale… da qui ad affermare che non può esserci un liberalismo anticlericale ne passa…

    Già che ci siamo, studia un po’ anche tu, la storia per esempio, magari il Risorgimento…

  21. Inyqua ha scritto:

    Rispondo anch’io al simpatico anonimo che sostiene che il nazismo fosse solo un movimento neopagano….Nel discorso del 1933 (la autoproclamazione come Fuhrer) Hitler spese parole di elogio per la fede cristiana, ed infiniti sono i suoi riferimenti al Signore benedicente che avrebbe approvato le battaglie del nazismo…(trovi i vari riferimenti qui : http://www.cuttingedge.org/news/n1770d.cfm). Inoltre tutta l’iconografia del nazismo mostra prelati che fanno il saluto romano, messe delle SS, ottimi rapporti fra prelati anche di altissimo grado ed Hitler. Esisteva anche un ‘Movimento tedesco della fede cristiana’ . Inoltre moltissimi gerarchi transfughi in America Latina ebbero questoa possibilità grazie alla ‘carità cristiana’ mostrata dal clero. Quindi un conto è essere, almeno a parole, un movimento neopagano, un conto è che la Chiesa Cattolica si adeguasse con solerzia al presunto paganesimo…
    Grazie della difesa fratello…!!!

  22. Vincenzo (ex anonimo ha scritto:

    Caro (si fa per dire) Valinor,
    Hayek denuncia l’incompatibilità tra liberalismo e anticlericalismo (che in quanto tale non può che essere pregiudiziale) in più di un’occasione. Se invece di ascoltare Radio Radicale avessi letto qualche scritto del grande pensatore austriaco, lo avresti saputo. Ma che possiamo farci, di liberali alle vongole ce ne sono tanti, e tu sei uno di questi…

    Poi, non si è ancora capito perchè mai un liberale dovrebbe essere contro la Chiesa. I veri liberali, non quelli alle vongole come te, tendono a difendere le istituzioni sociali, le libere associazioni, i corpi intermedi, in quanto rappresentano un potente argine contro l’invadenza e l’interferenza del potere politico nella vita dei singoli individui.

    Comunque, non voglio neanche sprecare il mio tempo con uno che attribuisce al Risorgimento, in perfetto stile pannelliano, una connotazione liberale che non ha mai avuto.

  23. Vincenzo (ex anonimo ha scritto:

    Dai Inyqua, non arrampicarti sugli specchi! Le tue dotte segnalazioni non dimostrano proprio niente: nè che la Chiesa fosse compromessa con il nazismo, nè che il nazismo fosse un movimento cristianeggiante. Se tu pensi davvero questo, mi sa che dovresti tornare sui banchi di scuola.

  24. Stefano ha scritto:

    Vedo che si risponde sulla televisione, menzionata di sfuggita (mi spiace non la vedo, vivo in america) ma non sull’obiezione di fondo. Perche’ gli Ebrei apprezzano mentre i radicaleggianti cercano la polemica a tutti i costi? Perche’ si fa un post superficiale ed accusatorio e poi si cerca di difenderlo a sprezzo dei fatti?
    Inyqua: Hitler nel 33 avrebbe detto di tutto, pur di andare/restare al potere, che prese grazie ad una catena di coincidenze impressionanti. Che fra i suoi sostenitori ci fossero anche cattolici non e’ una novita’, ma che la Chiesa facesse il tifo per lui e’ un’imbarazzante bestialita’ storica. Andate a vedere la Rosa Bianca, o leggetevi la Mit Brennender Sorge (di Pio XI in tedesco, su bozze di Pacelli, futuro Pio XII, nunzio in Germania)almeno. Poi se ne riparla.

  25. Inyqua ha scritto:

    Alt…io ho solo risposto al fatto che il Nazismo non ha mai cercato una legittimazione nella Chiesa. Che la Chiesa ha avuto un atteggiamento più che ambiguo durante il Nazismo è affermazione che non faccio solo io…Un conto è fare affermazioni tramite Encicliche, un conto è poi il comportamento dello Stato del Vaticano durante il periodo del nazismo…
    Non mi sono affatto arrampicata sugli specchi…direi che lo fa in modo più evidente chi vuol guardare le cose da un solo punto di vista…

  26. Inyqua ha scritto:

    Taccio, per carità ‘cristiana’, della posizione dei luterani e del concordato fra Vaticano e Germania….

  27. Alessandrog ha scritto:

    Consiglio vivamente di informarsi, prima di dare per scontate alcune verità, su quale Chiesa appoggiò l’ascesa di Hitler.

  28. Cantor ha scritto:

    IO consiglio di leggervi questo articolo di Carlo Panella: http://www.carlopanella.it/web/dett-edi.asp?ID=29

  29. Alessandrog ha scritto:

    Letto, ma mi dice “relativamente” poco.
    Quello di Israel lo trovo più significante.
    Questione di pregiudizi. Tutto qui.

  30. Stefano ha scritto:

    Inyqua, la linea concordataria con qualsiasi potere esista in una nazione e’ una linea discutibile (come tutte le cose umane: e’ indubbio dal punto di vista teologico che si tratta in questo caso di scelte politiche, umane, e quindi fallibili) ma uniforme della Chiesa Cattolica. Che deve fare i conti con il fatto che i Cattolici sono presenti e da difendere (con mezzi assai limitati) dovunque. Pertanto gli accordi (concordati) con le autorita’ nazionali quali esse siano, sono la via normale da secoli ormai. Trovarli strani o colpevoli e’ non rendersi conto dell’opera che cerca di fare la Chiesa. Eppoi gli accordi tedeschi risalgono al 33, quando Hitler era tutto sommato ancora da scoprire. Le posizioni della Chiesa Cattolica in seguito si fanno assai piu’ nette.
    Facciamo il confronto fra la Chiesa disarmata e con milioni di fedeli esposti a possibili repressioni Hitleriane, e gli accordi di Monaco sottoscritti da nazioni democratiche e bene armate quando la politica di aggressione hitleriana era divenuta assai piu’ esplicita, cosi’ possiamo vedere bene la differenza, no?
    Il guaio vostro e’ che pretendete di giudicare in modo a-storico, col senno di poi. Senza rendervi conto degli anacronismi che tale pretesa comporta.

  31. Valinor ha scritto:

    Bene signori, grazie alla saggezza di Vincenzino ex anonimo, custode della Verità, Fustigatore dei costumi, abbiamo scoperto che un liberale non può essere anticlericale. A saperlo prima! Tutti questi anni passati nel peccato di una contraddizione logica!

  32. Vincenzo (ex anonimo ha scritto:

    Valinor, non ti innervosire! Lo so, l’ignoranza è una brutta bestia, ma sei ancora in tempo per uscirne. Basta non scoltare più i delirii di Pannella e Capezzone e aprire ogni tanto qualche libro, cosa che tu evidentemente non hai mai fatto.

  33. Valinor ha scritto:

    Sei solo un provocatore, Vincenzino, e neanche bravo… non ci riesci a farmi a incazzare…

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