Gli elettori di centro sinistra sono degli idealisti. Per lo meno è ciò che sostengono anche se noi, di centro destra, non sempre siamo d’accordo. Ma per una volta vogliamo credere alla loro buona fede per spiegarci così la delusione che attraversa larghe fasce di quell’elettorato.
Questa è la storia di un ex magistrato, giovane brillante con una tradizione famigliare comunista ed una militanza nel PCI. Fino al 1977 è stato giudice istruttore a Torino dove ha fondato una linea di pensiero in magistratura che ha dato vita a quella che potremmo definire la “lotta politico-giudiziaria” della giustizia alla mafia ed alla politica. Docente universitario, lavora fino alla fine degli anni ‘70 al Ministero della Giustizia dove si occupa prevalentemente di terrorismo.
L’11 Settembre 2001 ha cambiato la vita di una buona parte dell’umanità. Una delle persone che è stata più toccata da questo cambiamento è stato Giulietto Chiesa, noto giornalista di sinistra ed affetto da una grave forma di antioccidentalismo. Questa malattia era nota ai più già prima di quel tragico avvenimento ma i medici hanno diagnosticato un suo repentino peggioramento avvenuto in concomitanza della visione in diretta del crash aereo delle Twin Towers.
La sinistra vuole il dialogo. È suo diritto chiederlo ed è diritto dell’opposizione accettarlo o negarlo. Ma perché lo vuole? Perché non governa secondo il suo programma e niente più? La sinistra non ha i numeri in Senato per potere imporre il suo programma e quindi ha interesse a cercare un dialogo.
E fin qui tutto ha una logica.

Muammar Abu Minyar al-Qaddafi meglio conosciuto come il colonnello Gheddafi deve avere una capacità non comune di coltivare le lobby. Da quando l’amministrazione americana di George W. Bush lo ha “riabilitato” si sprecano nel nostro paese gli articoli di apprezzamento per la politica del dittatore libico.

