No “Respect” per George Galloway

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Leggere il Manifesto è una pacchia per un blogger, sia che egli sia politicamente orientato da questa o da quella parte. Qualcuno pensava che la sconfitta alle elezioni politiche dello scorso Aprile potesse deprimere l’energia di chi è schierato con il centro destra invece con Prodi e compagni le fonti d’ispirazione sono più ricche che mai.

Questa volta il giornalista del quotidiano antagonista, Massimiliano Sfregola - quasi omonimo del (purtroppo) meno conosciuto Daniele Sfregola - intervista nientemeno che il deputato scozzese alla Camera dei Comuni George Galloway. Costui, tra l’altro, è balzato alle cronache internazionali per avere detto, riferendosi ad un attentato a Tony Blair, la cosa seguente:

« Yes it would be morally justified. I am not calling for it, but if it happened it would be of a wholly different moral order to the events of 7/7. It would be entirely logical and explicable. And morally equivalent to ordering the deaths of thousands of people in Iraq as Blair did.»

(Sì, sarebbe moralmente giustificato. Non lo sto incitando ma se succedesse sarebbe da considerare su un piano morale completamente diverso dagli eventi del 7 Luglio. Sarebbe assolutamente logico e spiegabile. E sarebbe moralmente equivalente all’ordine di uccisione di migliaia di persone in Irak, cosa che Blair ha fatto.)

Ha anche precisato che non darebbe un sostegno a qualcuno che si apprestasse ad organizzare un attentato ma che ritiene Blair colpevole di crimini di guerra e si batterà per trascinarlo davanti ad un tribunale internazionale.

Orbene, un personaggio di tal fatta non può fare altro che sostenere la causa musulmana sul territorio britannico ed infatti l’intervista di Sfregola verte proprio su questo. Recentemente la polizia ha catturato e detenuto per una settimana, secondo le nuove disposizioni dell’Anti Terrorism Acts, due sospettati di terrorismo a sud-est di Londra. I sospetti si sono poi rivelati privi di fondamento ma per Galloway sono sotto accusa proprio i poteri straordinari dei quali dispone la polizia. Tony Blair esprime al 101% il suo sostegno all’operazione mentre il parlamentare scozzese è indignato per il modo in cui i media e la polizia stessa criminalizzano l’Islam con la conseguenza di avere trasformato i musulmani d’Inghilterra in nemici da combattere. Quindi tutti i cittadini islamici pare siano ora visti come un potenziale pericolo per la democrazia e Galloway denuncia il comportamento di tutta la sinistra labourista più incline a ignorare il complesso problema islamico che ad affrontarlo.

A conferma delle sue tesi George ci ricorda come Aznar e Berlusconi siano stati cacciati da quelli che definisce i “movimenti sopranazionali” come il suo, Respect (qui e qui). A noi non risulta che i due statisti siano stati presi a pedate dal loro elettorato ed anzi ci sembra che Aznar sia rimasto per molti anni ben in sella al suo mandato e che abbia perso le ultime elezioni per un soffio, in questo aiutato dall’attentato di Al Quaeda del 7/7. Spera che Bush e Blair siano cacciati anche loro e mostrando di avere una memoria debole, non ci ricorda che il Presidente americano ha vinto per due volte le elezioni e adesso non può essere più rieletto mentre Blair passerebbe la mano al suo vice in tutti i casi. Il povero Tony ed il suo partito sono accusati di essersi imbarcati in un’avventura imperialista in Irak dove però forse non sa che hanno praticato una strana politica colonialista, favorendo la fine di una sanguinaria dittatura e l’instaurazione di un governo democraticamente eletto da un’alta percentuale di votanti.

Anche Massimo D’Alema si prende la sua dose di rimproveri: George trova sconcertante che un uomo di sinistra come lui si sia recato a Baghdad ed

«abbia scherzato con un criminale come il ministro degli esteri del governo fantoccio iracheno».

Per questo non capisce perché, nonostante la nuova maggioranza del Parlamento italiano sia più «a sinistra», ci siano tutte queste resistenze al ritiro del contingente dall’Iraq.

L’Europa e quindi l’Italia sono zeppe di questi personaggi anzi possiamo tranquillamente sostenere che una buona parte della popolazione continentale si ritrovi, più o meno, d’accordo con queste posizioni. Di questo passo il problema Islam resterà di difficile soluzione perché fino a che i sostenitori dell’inferiorità del nostro sistema potranno fare sentire la loro voce forte e chiara avranno buon gioco in quelle fasce della popolazione che vedono nella modernità occidentale e nel mondo liberale un nemico contro il quale lottare in casa propria. Noi comprendiamo che Galloway possa sostenere le sue tesi data la sua ormai indiscussa popolarità ma non gli permettiamo di considerare i poveri cittadini di buon senso come quelli che abitano

«queste parti dove ci vuole molto poco a raccogliere consenso per proseguire una avventura come quella irachena».

Se lui si riferisce ai cittadini britannici vorremmo ricordasse ogni giorno che il loro consenso deriva anche dai morti ammazzati del 7/7, nel caso se ne fosse dimenticato.

E se si riferisce a noi tutti, cittadini di un mondo libero, vorremo che avesse ben chiaro che è per questo mondo libero che abbiamo mandato i nostri soldati a difendere un germe di libertà in quei paesi perché noi, non dimentichiamo.

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Comments (9) lasciato to “No “Respect” per George Galloway”

  1. andreadidue ha scritto:

    questo galloway è un magalomane, uno che vuole far scandalo, nient’altro…

  2. Cantor ha scritto:

    E’ il figlio dell’Europa che nell’ultimo secolo ha prodotto il nazismo, il fascismo, il comunismo e due guerre mondiali. Quindi non vuole venire meno alla tradizione.

  3. anonimo ha scritto:

    vedrai che gli daranno il nobel per la pace…

  4. Perla ha scritto:

    Ho sempre trovato un infantile paradosso la formula “pacifista-nonviolenta”, sempre indulgente verso la violenza contro i suoi avversari politici.

    Ciao Cantor :-)

    Perla

  5. Wellington ha scritto:

    Sul mio blog di sparate di Galloway ne trovi a profusione. Una peggio dell’altra.

  6. jcfalkenberg ha scritto:

    Sul mio blog di sparate di Galloway ne trovi a profusione. Una peggio dell’altra.

  7. Cantor ha scritto:

    Sul tema consiglio a tutti il libro di Jean Francois Revel “L’ossessione Americana”, stesso problema di Galloway ma visto in chiave francese. Illuminante

  8. Wellington ha scritto:

    Grande libro.

  9. Cantor ha scritto:

    Come diceva quello con il gonnellino scozzese? Grande Mago!!!

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