Strada spianata per Strada

Gino Strada.jpg

Il neo ministro della Difesa Arturo Parisi è l’allievo o il maestro? Ha dato lezioni di bilancismo a Prodi oppure ha imparato dal suo Presidente? O forse sono entrambi membri della scuola superiore della bilancia? Si dà il caso che ci paia sempre più necessario per questa maggioranza di governo accontentare un po’ l’uno e un po’ l’altro in un balletto di comportamenti incoerenti che affermano tutto e il contrario di tutto.

Parisi si è recato in Irak approfittando dell’eco mediatica derivata dagli incontri di D’Alema con Condoleeza Rice e ha incontrato il simbolo del pacifismo talebano, tale Gino Strada. Cotesto esempio di dedizione alla causa dei poveri , degli ammalati e dei derelitti non ha mai disdegnato l’appoggio intellettuale e materiale della borghesia che conta, quella dei “superiori” che raffinano petrolio inquinante e donano ad Emergency per espiare i loro peccati.

Recentemente qualcuno è andato a rispolverare gli epiteti di Strada nei confronti del mostro americano, paese nel quale un presidente, eletto due volte da alcune decine di milioni di cittadini trinariciuti, è

«l’equivalente di Hitler con cui le analogie sono evidenti»…«hanno sistematicamente praticato il terrorismo di Stato provocando centinaia di migliaia di morti. L’embargo imposto all’Irak ha avuto effetti terroristici molto maggiori di quelli dell’11 Settembre»

o

«la guerra in Afghanistan è servita solo a fare passare gli oleodotti»

o anche

«Osama Bina Laden e George Bush sono più o meno la stessa cosa»

ed infine

«tra i due non si saprebbe chi scegliere: nella loro logica di guerra sono due terroristi».

Questo esempio di odio antiamericano non capiamo come possa essere coerente con un ministro della Repubblica il quale, nolente o volente, si deve confrontare sul terreno politico con l’alleato americano la cui ingenuità è proverbiale e probabilmente costituisce un ostacolo difficilmente valicabile per la comprensione di questi erratici comportamenti dei nostri governanti.

Chi pensa che Parisi sia un gaffeur quando sostiene di dovere

«portare ad una sintesi i sentimenti che lui (Strada ndr) rappresenta»,

sbaglia di grosso perché non di gaffe si tratta ma di calcolo politico bilancista del quale né Parisi, né D’Alema Prodi possono fare a meno se non rischiando di vedere scendere nelle piazze orde urlanti di noglobal e antagonisti anarchici. Agli Stati Uniti non si può rinunciare anche se si possono assottigliare i fili rossi che hanno legato i nostri rapporti oltre atlantico durante il governo di Centro Destra. Quindi è necessario assottigliare il filo, da una parte, quella sostanziale e lasciare spazio alle discese mediatiche degli Strada o ai proclami dei Diliberto che non vogliono neppure restare in Afghanistan.

Certo, prima di visitare l’ospedale di Emergency - chiuso a forza durante il regime talebano e riaperto grazie alle bombe assassine americane - Parisi qualche pacca sulle spalle ai soldati che rischiano la loro vita senza foularini di Gucci al collo, l’ha data. E ci mancherebbe. Bisogna almeno salvare la faccia altrimenti ci potrebbe scappare qualche disertore. Però poi il centro del mondo è lui, il mitico Gino, con il suo ritornello anti, anti e anti.

Vediamo questi anti, Strada e tutti i suoi compari, quanto riusciranno a fare scivolare nel ridicolo la nostra politica anti atlantica; di certo i loro proclami a ostriche e champagne non avrebbero peso se i nostri politici iniziassero a svolgere il lavoro per il quale sono stati eletti: fare i Ministri della Repubblica e non i pagliacci della Repubblica della Banane.

Condividi:

Commenti (1) lasciato to “Strada spianata per Strada”

  1. Anna - Strada spianata per Strada ha scritto:

    […] da Cantor […]

Scrivi un commento

(Non verrà pubblicato)
 

Iscriviti senza inserire commenti

Chiudi
Invia e-mail