Il testamento biologico: una possibilità per tutti

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Il Consiglio Nazionale del Notariato, forse per rispondere con un atto liberale alla campagna per l’abolizione degli ordini professionali iniziata dall’economista (liberale…) Francesco Giavazzi, ha introdotto da lunedì scorso il testamento biologico per atto notarile. Con un spesa di 25 euro chiunque lo desideri si potrà recare presso lo studio di un notaio e stipulare un atto testamentario che non riguarderà la nomina dei propri eredi ma le disposizioni da rispettare in caso si trovi in una grave condizione di salute e senza possibilità di decidere autonomamente i trattamenti medici.La dichiarazione notarile è in forma di un testo standard determinato con una delibera unanime del Consiglio, con il quale il cittadino può, in sostanza, dare delle direttive anticipate che non potrebbe sostenere in quella situazione. Nel documento vi è inoltre l’obbligo di indicare un fiduciario al quale spetta il compito fondamentale di informare i medici curanti dell’esistenza della carta di autodeterminazione autenticata dal notaio.

Il testo adottato ricalca quello recentemente proposto dalla Fondazione Umberto Veronesi con il quale il Prof. Umberto Veronesi ha messo in moto un movimento che ora, grazie ai notai, dovrebbe fare approdare la discussione in parlamento. Veronesi è convinto che

«il morire faccia parte di un corpus fondamentale di diritti individuali. Con il living will ognuno diventa protagonista della decisione di come e quando prolungare con le nuove tecnologie la propria vita, senza che la sua conclusione naturale sia rimandata per giorni, mesi od anni.»

Questo passo non è stato esente da critiche, ad esempio da parte di Adriano Pessina, direttore del centro di bioetica dell’Università Cattolica e rappresentante fedele della posizione cattolica, il quale sostiene che il testamento biologico sarebbe

«altamente lesivo della dignità umana»

Ovviamente non potevamo attenderci alcuna posizione differente su questo tema da un rappresentante di una posizione per la quale questo genere di derive

«aprono le porte all’eutanasia, confinano il paziente nell’abbandono sociale e terapeutico e segnano un implicito rifiuto della persona malata, vista come un costo economico ed un peso esistenziale.»

La cosa sorprendente è che rifiuta in linea di principio l’assioma dignità = libertà perché toglie all’individuo la possibilità di decidere consapevolmente, nei casi codificati, del proprio destino come in vita così in punto di morte, negando questo diritto.

Chi se non l’individuo “nel pieno possesso delle sue facoltà mentali ed in totale libertà” può decidere, oggi per allora, se subire cure mediche in particolari condizioni, indipendentemente dalle possibilità di recupero oppure se fare interrompere i trattamenti e lasciare che la vita e la morte facciano il loro corso naturale? Non si tratta di imporre una strada o l’altra ma di lasciare spazio alla libertà ed la manifestazione della volontà dell’individuo, come espressioni dei suoi diritti individuali inalienabili, riconosciutigli dalla società e dallo stato, come quello alla vita, al lavoro o alla famiglia.

Noi crediamo che la decisione circa i trattamenti da ricevere non possa essere demandata a nessuno se non ad ognuno di noi ed in questo vogliamo ricordare il testo di una lettera scritta dal Papa Paolo VI al cardinale Giovanni Villot:

«Il dovere del medico consiste piuttosto nell’adoperarsi a calmare le sofferenze, invece di prolungare il più a lungo possibile, con qualunque mezzo e a qualunque condizione, una vita che non è più pienamente umana e che va naturalmente verso la conclusione.»

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Comments (8) lasciato to “Il testamento biologico: una possibilità per tutti”

  1. Inyqua ha scritto:

    sì spesso alcuni sono più realisti del re, o più papisti del papa….

  2. Cantor ha scritto:

    Non dirlo a qualcuno che conosciamo perchè senno ti dice che non capiamo niente

  3. Lontana ha scritto:

    Qui da me é ammesso. Mio marito l’ha fatto, ma io no..Non perché sia contraria, ma perché a oggi non saprei cosa dire e non so certamente come mi sentirei se dovessi trovarmi in quelle condizioni.
    Tutti questi temi sono alquanto delicati. Le culture e le mentalità sono diverse e bisogna tenerne conto.
    In effetti in NordAmerica il rischio che si buttino via i vecchietti non é poi così remoto..
    É discorso lungo e io sono pigra, ma il voler controllare tutto a volte porta a delle storture incredibili.
    Cari saluti,
    Lontana

  4. Cantor ha scritto:

    Saluti a te Lontana, mi raccomando, salutami sempre Halifax.

  5. mauro ha scritto:

    Ci sei o ci fai?

    Le parole di Paolo VI si riferiscono al rifiuto dell’accanimento terapeutico, sul quale siamo tutti d’accordo.
    Ben altra cosa è il “testamento biologico” che propone Veronesi, col quale si vorrebbe autorizzare i medici a sospendere alimentazione e idratazione anche a quei malati che non sono tenuti in vita artificialmente.

    Se per te lasciar morire di fame e sete una persona è “dignitoso”…

    Inoltre la “possibilità di decidere consapevolmente” non si può applicare a situazioni di cui non si ha ancora esperienza diretta.

    Ha ragione Lontana: il voler controllare tutto a volte porta a delle storture incredibili.
    E questo non ha nulla a che vedere con il liberalismo.

  6. Cantor ha scritto:

    Gino, ti conosciamo e sappiamo che ti stiamo sulle palle. L’hai già detto in altra sede, ripetersi è da pappagalli

  7. Mauro ha scritto:

    Quando non si hanno argomenti razionali per rispondere alle critiche, sarebbe più dignitoso tacere…

  8. Cantor ha scritto:

    Gino, non è che non abbia argomenti razionali. E’ che quando uno continua ripetere, insistere, a commentare per attaccare, qui e altrove, quando si iniziano i commenti scrivendo “Ci sei o ci fai”, io non rispondo. Se invece vuoi una discussione, un confronto costruttivo per te e pre me, allora ci sto ma non in questi modi.

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