Eugenio Scalfari e lo sfascio

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Diciamo che io sia un comune cittadino, elettore del Centro Destra e non abbia una conoscenza approfondita della materia referendaria sulla quale saremo chiamati ad esprimerci il prossimo fine settimana. E diciamo anche che, per allargare gli orizzonti di conoscenza, io abbia deciso di documentarmi leggendo anche i quotidiani vicini ai sostenitori del “no“. E diciamo che mi sia capitato di leggere il quotidiano “La Repubblica” proprio nel giorno in cui Eugenio Scalfari pubblica un articolo nel quale esprime la sua intenzione di voto. E diciamo che adesso so, più di prima, che voterò per il “si“. Perché?

Scalfari, ovviamente, tiene botta. Dichiara che non solo non si deve fare passare il nemico ma che se ciò accadrà lo stato sarà allo sfascio(more…)

La Fiat costruisce con la distruzione creativa

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A volte ci chiediamo se Sergio Marchionne, AD e plenipotenziario del gruppo Fiat, passerà alla storia come un eroe del capitalismo italiano. Nelle vicende del colosso industriale torinese ha avuto almeno due illustri predecessori: nel ventennio post bellico Vittorio Valletta ed a cavallo degli anni ‘80 Vittorio Ghidella. Entrambi si chiamavano Vittorio, nome che ha portato fortuna alla loro carriera di vittoriosi.

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Armi trovate missione compiuta

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Un articolo su Fox News di oggi riporta che dal 2003 gli alleati hanno trovato almeno 500 armi di distruzione di massa in Iraq e si suppone che la ricerca continui e che porterà al ritrovamento di altre unità. La notizia è stata data ieri dal Senatore americano Rick Santorum del Partito Repubblicano durante una conferenza stampa. Santorum ha citato un rapporto del National Ground of Intelligence Center, un’unità del Dipartimento della Difesa:

«Dal 2003 le forze della coalizione hanno ritrovato all’incirca 500 armi di distruzione di massa contenenti agenti chimici. Nonostante gli sforzi per ritrovare e distruggere le munizioni chimiche precedenti la guerra del Golfo, queste munizioni, riempite e vuote, è stato confermato che esistano ancora. La purezza delle sostanze contenute nelle munizioni dipende da molti fattori che includono il processi di fabbricazione, i potenziali additivi e le condizioni di ambientali di conservazione. Mentre gli additivi si degradano nel tempo, gli agenti delle armi chimiche rimangono ad alto rischio e potenzialmente letali».

Questa dichiarazione, insieme all’ articolo apparso nel 2004 su Worldnetdaily, dovrebbero essere sufficienti per tappare la bocca a tutta quell’opinione pubblica ed ai politici che gridano allo scandalo da quando l’amministrazione Bush ha deciso di porre fine alla dittatura saddamita. Ma non preoccupiamoci, le cose non si modificheranno perché ormai il solco è stato scavato, gli alleati hanno preso in giro il mondo per i loro sporchi interessi petroliferi e altro e la propaganda anti americana e anti occidentale non deve temere di essere sbugiardata.

Strada spianata per Strada

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Il neo ministro della Difesa Arturo Parisi è l’allievo o il maestro? Ha dato lezioni di bilancismo a Prodi oppure ha imparato dal suo Presidente? O forse sono entrambi membri della scuola superiore della bilancia? Si dà il caso che ci paia sempre più necessario per questa maggioranza di governo accontentare un po’ l’uno e un po’ l’altro in un balletto di comportamenti incoerenti che affermano tutto e il contrario di tutto.

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Primo blogger condannato per diffamazione

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Trovo ora la notizia che la blogsfera è entrata nei tribunali e ne è uscita con la prima condanna italiana per diffamazione di Roberto Mancini, giornalista della Valle D’Aosta. Qui trovate altre notizie a proposito e le scansioni del testo integrale della sentenza.

Il nome Mancini mi fa venire in mente un personaggio noto: non è che si tratta di un caso di omonimia con il quale pensavano di colpire l’allenatore della squadra più diffamata del mondo, reo di averla difesa e quindi di avere diffamato le diffamazioni? Non avrebbero avuto tutti i torti.

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