Lo sport e l’ipocrisia del doping

L’esclusione di Ivan Basso dal giro di Francia richiama alla memoria la tragedia di un altro campione, Marco Pantani. La vita del Pirata fu distrutta dall’abbandono nel quale l’opinione pubblica lo lasciò, accusandolo di essere ciò che egli era - un dopato - ma facendone l’unico capro espiatorio sul quale concentrare le attenzioni di tifosi, giornalisti e dirigenti ai quali fu permesso di salvare per le proprie convenienze le sorti di uno degli sport più popolari al mondo.
Oggi la situazione per certi versi è cambiata. Non crediamo che Basso cadrà nella disperazione e nella depressione di piratiana memoria perché da allora le squalifiche e i rientri sono all’ordine del giorno e i medici compiacenti hanno ormai sviluppato particolari abilità a mantenere sempre e comunque il livello di ematocrito al di sotto di 50. Pensiamo invece che Basso, come almeno altri 200 corridori professionisti, siano consapevoli dei rischi ai quali vanno incontro e che facciano ormai parte della loro attività e siano considerati un potenziale rischio da calcolare in ogni negoziazione di ricchi contratti di sponsorizzazione.
Che significa tutto ciò? Che l’ipocrisia resta e gli scenari teatrali cambiano. Pantani è stato protagonista di un dramma umano con il quale ha salvato una intera categoria di professionisti mentre Basso li salverà perché l’assenza del dramma riporterà questo episodio - sempre e comunque grave - in un contesto di normalità e di indifferenza.
Come nel calcio, tutti sapevano e tutti sanno e chi non sa ha perlomeno qualche indizio; chi non ha neanche quello immagina. Tutti sono complici, direttamente o indirettamente con il loro silenzio e nessuno è pronto a rinunciare e a denunciare. Anche i casi di tentato suicidio sono isolati. L’ipocrisia dilaga su tutti i fronti: i corridori, giovani e prestanti, devono doparsi per non arrivare ultimi; i dirigenti e di medici devono diventare dei dottor Jekill per portare la loro squadra alla vittoria; le Federazioni chiudono occhi e orecchie per non perdere contributi e potere.
Chissà se un giorno apparirà sulla scena il Buscetta dello sport con tanto di documenti e prove circostanziate e chissà se le dichiarazioni conseguenti al pentimento potranno essere verificate con l’ausilio di sofisticati strumenti tecnologici: renderebbero lo sport allo sport, non certo agli sportivi i quali, anche loro, amano recitare nel teatrino dell’ipocrisia ed esaltarsi davanti a prestazioni sovraumane. Per il momento non si vede nessuno Buscetta all’orizzonte, si vede solo il tramonto estivo all’orizzonte della vacanza dorata di Basso, aspettando il rientro ipocrita.


otimaster ha scritto:
Se non fosse per il rugby il mio carattere mi avrebbe sempre tenuto lontano dagli sport di aqudra, amo vincere o perdere da solo.
Fra le attività che pratico con assiduità vi sono ciclismo e tennis, ma a livello umano amo di gran lunga il primo.
La tua analisi è correttissima, ma non tine conto di una cosa nè Basso nè nessun altro degli atleti coinvolti nell’inchiesta è stato condannato e per quanto lo riguarda l’accusa non è di essersi dopato ma, di essere al corrente di pratiche di doping all’interno della squadra.
E’ noto per chi ama il ciclismo che i francesi fanno quanto è loro nei loro mezzi per tenere la maglia gialla sulle spalle di un transalpino, è la terza volta in cinque anni che molti corridori vengono esclusi dalla corsa perchè sospettati di frodi sportive che nella maggior parte dei casi si rivelano infondate e guarda caso fra di loro raramente ci sono dei francesi.
A distruggere Marco sono stati oltre al suo carattere debole anche giudizi come questo, che nel suo caso ebbero anche l’aggravante di provenire da persone che fino a pochi giorni prima si dicevano sue amiche.
Non ripetiamo lo stesso errore con Basso, è stato escluso dal Tour perchè gli organizzatori hanno facoltà di rifiutare le iscrizioni (come in tutti i giri maggiori) ma su di lui non pende nessuna squalifica, potrebbe iscriversi e correre ovunque in questi giorni, prima di condannarlo aspettiamo che venga giudicato.
Ciao
Pubblicato il 03-Lug-06 alle ore 21:23 | Permalink
Cantor ha scritto:
Master, grazie per il commento. C’è sempre da imparare con le precisazioni. In realtà non ce l’ho con Basso. E tu lo sai.
Pubblicato il 03-Lug-06 alle ore 21:43 | Permalink
otimaster ha scritto:
Non mi è mai passato per la testa, ed è giusto che chi ama lo sport odi il doping.
Pubblicato il 03-Lug-06 alle ore 22:22 | Permalink
Whiteman ha scritto:
Ma dai finiamola con questa ipocrisia si sa che i genitori anche nelle categorie giovanili fanno prendere supposte di caffeina e derivati ai figli pur di far vincere una gara Legalizzimo il doping e ognuno farà come crede a suo rischio e pericolo….
Pagine di giornali scritte che non porteranno a nulla….
Ci vorrebbero tutti corridori puliti come Armstrong…..?????…..
Pubblicato il 08-Mag-07 alle ore 9:33 | Permalink
Jeeg ha scritto:
Quando si parla di doping, perchè lo si associa al ciclismo? Semplice, perchè è l’unico sport che fa una battaglia ferrea al doping, con squalifiche esemplari e addirittura “codici morali” che impongono ai corridori la sospensione automatica anche in caso di “sospetto”, e non solo di “positività accertata”. Ora, la mia domanda è: PERCHE’ NEGLI ALTRI SPORT (CALCIO, BASKET ECC) NON C’E’ NULLA DI TUTTO QUESTO? Perchè davanti ad ammissioni esplicite, casi ecclatanti (vedi Davids e il nandrolone), vedi cannavaro, quelle federazioni, quelle società non fanno nulla? Anzi proteggono i loro atleti che alla fine si possono permettere di diventare addirittura gli idoli di una Nazione? Lo ha detto Pantani: REGOLE UGUALI PER TUTTI!!! Se il ciclismo è malato (e lo è) gli altri sono malati, incontrollati, e arrogantemente impuniti.
Pubblicato il 08-Mag-07 alle ore 9:45 | Permalink
A71 ha scritto:
Ciclismo dopato?Sai che gran rivelazione!
Spero che Basso faccia tanti nomi e cognomi, tutti…la lista dovrà essere molto lunga per essere credibile.
La vera ipocrisia è che tra i “pazienti” del Dr.Fuentes c’erano esponenti di spicco di molte altre discipline sportive ma di questi non si conoscono o non si vogliono conoscere nemmeno le iniziali.
Maratoneti, triatleti, calciatori, nuotatori, tennisti, si sà vanno tutti a pane ed acqua!
Pubblicato il 08-Mag-07 alle ore 12:08 | Permalink