Il multiculti non è da svizzeri

Questa bandiera la conosciamo. Appartiene ad uno stato europeo che non ha ancora dovuto confrontarsi con il fenomeno della immigrazione islamica come lo stanno facendo molti stati della UE. Evidentemente in questo stato osservano cosa sta succedendo oltre confine e, vista la loro mentalità chiusa e provinciale, (…) cercano di evitare le storture del multiculturalismo.
La storia è quella di una donna turca nata in Svizzera nel 1983. Studia in questo paese dove completa la scuola media e poi si trasferisce a Istanbul per frequentare un corso di formazione che le permette di diventare insegnante di religione. Tornata in Svizzera inizia ad insegnare come volontaria nella locale moschea e fa domanda per ottenere la nazionalità. Il comune nel quale risiede dà parere positivo ma quando il caso arriva alla commissione preposta a livello nazionale, la richiesta è respinta. La motivazione va ricercata nel fatto che, dopo il suo ritorno in Svizzera, la donna non ha mai cercato di trovare un lavoro né ha dimostrato di volere migliorare la sua conoscenza della lingua svizzero-tedesca. Inoltre ha vissuto gli ultimi due anni cercando di evitare sistematicamente qualsiasi contatto con la popolazione svizzera, e restando volontariamente confinata nel suo ambito familiare e nella comunità composta da donne musulmane.
Le autorità preposte hanno ritenuto che le differenze religiose ed etniche non siano sufficienti a giustificare il suo comportamento, ritenuto responsabile di volere volontariamente escludere il resto della popolazione autoctona dalla sua vita, condizione sufficiente per rifiutare il riconoscimento della nazionalità da parte di un paese che l’ha accolta fin dalla nascita. Tutto ciò, secondo la motivazione della sentenza, non ha nessuna attinenza con l’aspetto religioso o della discriminazione razziale.
E’ chiaro che per un paese come la Svizzera certi problemi non si pongono. E’ una nazione per certi versi più granitica e conservatrice, pur con le sue contraddizioni. Soffre meno di noi di sensi di colpa ed è ben consapevole che la sua lenta integrazione nella UE, politica, economica e sociale, può avvenire solo allargando le maglie dei suoi confini ma solo dopo avere piantato in profondità i paletti che eviteranno alla sua società di sfaldarsi, una volta diventata più permeabile. E sembra che abbiano iniziato dal verso giusto.


alexis ha scritto:
Beati gli Svizzeri…
PS: ti ho linkato anch’io
Pubblicato il 20-Lug-06 alle ore 12:58 | Permalink
Cantor ha scritto:
Si beati…ma non se ne rendono conto.
Pubblicato il 20-Lug-06 alle ore 14:09 | Permalink
Nessie ha scritto:
Se ne renderanno conto in fretta… Per intanto, anche per un italiano, ci vuole una vita per ottenere la cittadinanza elevetica. E coi tempi che corrono fanno bene.
Pubblicato il 20-Lug-06 alle ore 14:48 | Permalink
Nessie ha scritto:
Errata corrige: Elvetica
Pubblicato il 20-Lug-06 alle ore 14:48 | Permalink