Mario Monti non decreta, nè concerta ma consulta

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Mario Monti, detto anche super Mario, è una delle persone più titolate a dissertare di riforme economiche. Ne parla dalle pagine del Corriere della Sera, lui che per anni ha dovuto districarsi tra grandi gruppi industriali e poteri nazionali per imporre misure a tutela della concorrenza sul nostro continente.

L’articolo di Monti parte dalle vicende del decreto liberalizzazioni del ministro Bersani, dalla conseguente rivolta dei tassisti (e non solo) e dall’amara considerazione che il governo, davanti a tanta determinazione delle parti in causa, ha “alzato le mani“.

Ciò che più apprezziamo è il suo discernimento degli errori di metodo fatti dall’esecutivo, visto che nel merito nessuno può obbiettare sulla necessità che il nostro paese si doti di regole più efficienti in molti settori che hanno un impatto sulla vita dei cittadini.

Sul metodo Monti sceglie una strada chiara: no ai decreti di urgenza per l’applicazione delle riforme, no agli estenuanti processi di concertazione. I primi perché le riforme, che attendono da anni, necessitano di un processo decisionale articolato alla fine del quale le nuove norme devono essere espresse nella migliore versione possibile e non possono essere modificate; inoltre l’effetto sorpresa, pensato per non dare la possibilità agli interessati di reagire, ha dimostrato, malgrado le nostre tesi, scarse possibilità di successo. La concertazione, come già detto, ha invece il vizio di fondo - soprattutto nel nostro paese - di permettere a chi non è disponibile a condividere gli obbiettivi di fondo, di imporre il suo potere di veto.

Quindi non decretiamo né concertiamo, please. La nuova parola d’ordine è la “consultazione“, un esercizio necessario e sufficiente con il quale si dovrebbero preventivamente interrogare le parti in causa per acquisire tutti gli elementi che permettano la riflessione politica. E dovrebbe essere “preventiva e trasparente“.

Che il lancio del cuore al di là dell’ostacolo e la successiva resa ai tassisti o ai farmacisti di turno, potesse essere un rischio, l’avevamo detto. Che la concertazione in Italia abbia spesso avuto l’effetto di mantenere lo status quo, è la storia che ce lo insegna. La consultazione è sicuramente il metodo ideale a condizione che i governi siano in grado di: 1) formulare leggi coerenti con le esigenze dei consumatori e dello stato 2) avere una maggioranza parlamentare solida che sostenga questi processi 3) non permettano che le prove di forza alle quali saranno sottoposti da parte dei gruppi interessati diluiscano in rivoli di compromessi gli effetti delle riforme.

Ricordo ancora come se fosse oggi, le dichiarazioni di Antonio Marzano, uno dei principali esponenti di Forza Italia e professore di Economia, alla vigilia delle elezioni del 2001. Parlava appunto delle consultazioni con le parti sociali e con le categorie interessate, con le quali l’eventuale esecutivo di Silvio Berlusconi, avrebbe preventivamente interagito nel processo riformatore. Le descriveva come un’innovazione ed uno dei cardini della politica economica del futuro governo. Di quelle intenzioni non si è più saputo niente, tra interessi partitici di bottega, difese corporative e consiglieri interessati.

La conclusione dell’articolo di Monti è tutta in chiave politica e contiene un ammonimento. La politica della competizione potrebbe essere facilitata da un quadro politico che includa una maggioranza più allargata a quelle porzioni del Parlamento composte da partiti che, a destra, “condividono i principi di una moderna economia di mercato”. Se ciò non sarà possibile o se troppi non lo riterranno auspicabile, allora Monti invita il governo a mettere in atto la sua capacità riformatrice dimostrando che “quadri politici differenti non siano necessari“.

Vediamo e osserviamo.

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Comments (3) lasciato to “Mario Monti non decreta, nè concerta ma consulta”

  1. Perla ha scritto:

    Ciao Cantor! :-)

    Non è che Monti si è svegliato e ha guardato fuori dalla finestra vedendoci Kown Street al posto di Palazzo Chigi?

    Con tutto quello che hanno fatto i sindacati per far vincere questa coalizione pensa forse che si accontenterebbero di una semplice consultazione?

    Ma oggi le cose sono ancora peggiorate vista la presenza di un associazionismo tutto di sinistra che vuole dire la sua su ogni scelta del governo, prima di tutte le associazioni dei consumatori.

    Questo sarà il governo più paralizzato della storia del Paese!

    Bacio :-)

    Perla

  2. Lucetta ha scritto:

    Poi detto da Monti, uno che ha inventato il pizzo europeo da far pagare alla Microsoft !!!.

  3. Marco Biessi ha scritto:

    Caro Mario, Cazzaniga,Stropeni,Cosma,Branzi,Andretta, il mio numero di cellulare è 3383293546, attualmente vivo Rimini e giro in bicicletta, perchè ho sfasciato una C5 per un colpo di sonno e perchè sono in casa di mia moglie.
    Il buon Dio mi ha dato una bomba e pima di
    brevettarla completamente e mondialmente
    volevo parlarne con te.Sono un ingegere chimico abbastanza eclettico e sono stato conciatore per 25 anni.Tutta la mia vita di lavoro stà in una chiavetta di o,3 giga…
    Con affetto.Marco.

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