Floyd Landis: una conferma (se ce ne fosse bisogno)

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Il Giro di Francia miete un’altra illustre vittima. Dopo l’esclusione di Ivan Basso e di Jan Ullrich ora è la volta nientemeno che del vincitore Floyd Landis, americano, trovato positivo al testosterone nella tappa di Morzine.

Quindi niente di nuovo sotto il sole dello sport più dopato del mondo. Nessuno è immune, come avevamo già detto ai tempi della squalifica di Basso. Si attendono le conferme delle analisi che, se positive, porteranno al licenziamento di Floyd Landis da parte della sua squadra ed all’esclusione dalla competizioni per due anni.

La cosa strana di questo episodio é la sostanza dopante: il testosterone, uno steroide anabolizzante, utilizzato soprattutto dagli atleti che praticano sport nei quali la potenza muscolare e lo sforzo anaerobico sono preponderanti. I ciclisti invece hanno bisogno di resistenza (sforzo aerobico) e usano prevalentemente prodotti a base di eritropoietina (EPO), normalmente utilizzati in medicina per curare alcune gravi patologie renali, che stimolano la produzione di globuli rossi e quindi migliorano sensibilmente i meccanismi di trasporto di ossigeno del sangue. La pericolosità di questo prodotto è conosciuta ed il suo uso protratto nel tempo è causa di svariate malattie e disfunzioni, alcune delle quali mortali ma evidentemente per vincere la più importante corsa a tappe ormai l’EPO non basta più.

Quando Floyd Landis ha vinto, non essendo noi esperti di ciclismo e non avendo mai sentito questo nome, abbiamo fatto una ricerca: da questa tabella sembra essere stato fino al 2005 un corridore meno che “sconosciuto“. La nostra teoria sul doping è che ormai siamo arrivati a tali livelli di inquinamento del fisico degli atleti per cui per molti di loro non è più possibile competere con regolarità, nel corso degli anni. Chi si dopa in modo pesante perché ha un corpo che sopporta abbastanza bene queste sostanze, a volte ha comunque bisogno di interrompere l’attività e se invece continua a correre è perché ha ridotto l’assunzione di famaci, ormai troppo tossici.

La tabella del curriculum di Landis ne è un esempio: dal 1999 al 2004 non ha ottenuto risultati di riguardo; nel 2004 improvvisamente, vince una tappa e la classifica finale della “Volta Algarve“. Nel 2005 sparisce salvo poi esplodere quest’anno con 8 vittorie tra le quali quella al Tour de France. Crediamo che negli sport dove il doping è diventato quasi più importante degli allenamenti, il fatto che molti atleti alternino fasi eccelse a periodi in cui scompaiono dalla scena sportiva sia proprio dovuto all’effetto intossicazione. Un atleta sconosciuto che balza improvvisamente alla cronache dei risultati dovrebbe quindi insospettirci, soprattutto se pratica uno sport nel quale il suo paese non ha tradizioni: chissà cosa ne pensano, per esempio, i nostri nuotatori.

Questo ennesimo episodio dimostra come lo sport, in quanto tale, non esista più. In quasi tutte le discipline non sono più gli atleti a determinare la scena ma i registi dei laboratori di medicina e delle centrali di sponsorizzazione. In questo senso possiamo perfino considerare gli intrighi calcistici come delle semplici situazioni aneddotiche.

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Comments (12) lasciato to “Floyd Landis: una conferma (se ce ne fosse bisogno)”

  1. otimaster ha scritto:

    Alla luce di questi fatti qualche ragione in più nel denunciare il doping nel ciclismo, resta comunque il fatto che si vede che ti muovi in un campo non tuo (non è una colpa), due cose me lo fanno saltare subito all’occhio, la prima cosa è che Basso non è stato squalificato per l’episodio citato nel tuo primo post e la seconda che gli StatiUniti hanno una solida tradizione ciclistica con i soli Amstron e Lemmond hanno vinto una dozzina di tour e qualche mondiale, senza contare le affermazioni di alcuni ciclisti minori in altre competizioni.
    Senza nessuna polemica, lo dico solo da amnte di questo sport che ti onsiglio di praticare per hè alla nostra età è il massimo per tenersi in forma. Se decidessi di farlo ti rendderesti conto che l’esplosione della forma anche in chi non si dopa avviene improvvisamente dopo qualche anno, gente che faticava a tenere i i 25 Kmh da un giorno all’altro supera tranquillamente i 35 senza sapersi spiegare il perchè.
    Ciao

  2. otimaster ha scritto:

    Analizzando la tua tabella si scopre inoltre che negli anni 2002/3/4 correva per la US POSTAL come gregario di Lemmond, con un capitano del genere che lasciava solo le briciole ai compagni di squadra che sia riuscito a ottenere qualche vittoria è già di per se encomiabile.
    Ciò non cancella certo la gravità di quanto ha fatto se fosse vero, ma grossi me li fa venire il tipo di doping usato (come fai notare anche tu) che è assolutamente inadatto a chi pratica questo sport.

  3. freedomland ha scritto:

    Io tifo Floyd,spudoratamente. Così come tifavo Lance, spudoratamente.

    I francesi stanno esagerando,e di brutto. Floyd prende ormoni per un problema tiroidale,comunicato agli stessi organizzatori.
    Ugualmente ha un problema all’anca,subirà un intervento che probabilmente non lo farà più correre e anche questo gli organizzatori lo sanno.

    ma secondo te,oggettivamente, uno che vuole doparsi lo fa con del testosterone (sostanza rintracciabilissima) al tour, in una delle tappe più dure?
    Io non ci credo,davvero.

  4. Cantor ha scritto:

    Ok diciamo che avete ragione. Ma allora, Landis deve essere un pazzo se pensa di prendere il testosterone per la tiroide senza che nessuno se ne accorga. E’ ovvio che se ne sarebbero accorti ed è ovvio che lo avrebbero squalificato.
    Detto questo io non ce l’ho con lui, come ho scritto, per me i ciclisti non sono i colpevoli ma le vittime di un sistema nel quale se vuoi competere non hai scelta. E capisco anche le loro scelte, pure se motivate anche da ragioni economiche. Quello che contesto è che questo si possa ancora chiamare sport.
    Io sono d’accordo con te, Master, la bicicletta è uno sport per la nostra età e infatti ho intenzione di cominciare ad andarci, non appena mi sarò messo a posto il ginocchio (scassato da una caduta in moto, sport NON per la nostra età). :-(

  5. freedomland ha scritto:

    sport per nessuna età :D

  6. Cantor ha scritto:

    Già :-(

  7. Nicola R ha scritto:

    Non credo nemmeno io alla colpevolezza di Landis, per gli stessi motivi addotti da Freedomland. Il testosterone dell’americano mi ricorda la caffeina di Bugno (ricordate?). Cacchiate, tirate fuori per colpire chi non piace agli organizzatori del Tour. Vi rammento che il Tour scaricò Pantani anche negli anni successivi alla squalifica, rifiutandone la partecipazione pochi mesi prima della morte, senza alcun motivo. Salvo poi dedicargli un tornante all’Alpe d’Huez, postumo, of course. Giustissima anche la precisazione su Ivan Basso, estromesso dal Tour senza alcuna colpa se non quella di comparire nell’elenco dei possibili clienti di un medico indagato in Spagna. Per la cronaca, Basso non è mai risultato positivo ad alcun controllo, e non è mai stato squalificato per nulla.
    Detto questo, concordo col fatto che nel ciclismo per reggere certi ritmi sia necessario un “aiutino”. Io sarei per la liberalizzazione del doping, a patto che le sostanze non creino pericoli reali alla salute. Cioè, se una sostanza ti blocca il sangue, tu non corri. Ma se gli effetti collaterali sono insignificanti, non vedo dove sta il problema. Sapete che nell’antica Grecia gli atleti gareggiavano a stomaco vuoto perchè altrimenti chi aveva possibilità di mangiare carne poteva avere più forza?

  8. Cantor ha scritto:

    Ma che fai mi paragoni la carne all’EPO?
    Quell’ “a patto che non facciano male alla salute” è una battuta vero?

  9. Nicola R ha scritto:

    Cantor, la battuta sulla carne aveva lo scopo di far capire come il concetto di “doping” o aiuto esterno per gli sportivi cambi nel tempo e nei luoghi. Ripeto, e qui non è una battuta: se non fa male non è doping. E se l’EPO fa salire l’ematocrito a 49 (quando il limite per non pregiudicare la salute è 50), non è doping. E se Basso non ha alcun limite fuori norma, dov’è il doping?

  10. Cantor ha scritto:

    Il doping è l’assunzione anomala di medicinali creati per curare malattie (per esempio gli anabolizzanti servono nelle terapie anti rigetto dei trapianti). Quindi è una assunzione impropria in quantità improprie di sostanze create per scopi diversi.
    E’ come quando assumo un medicinale che contiene oppiacei per avere un effetto stupefacente. Può anche non fare male da un certo punto di vista ma io contesto in fatto che “drogarsi” non faccia male in termini assoluti. Fa male eccome e per uno sportivo professionista mantenere un valore di 49 non significa che sia normale solo perchè rispetta dei limiti arbitrari fissati da un organismo burocratico. In realtà il ciclista professionista, durante una gara a tappe, mantiene un valore al di sotto di 50 solo perchè si “depura” il sangue bevendo quantità abnormi di acqua e alzandosi nel mezzo della notte a pedalare su una cyclette.
    Sai che quando un atleta assume anabolizzanti per avere un effetto realmente efficace sulla sua muscolatura le quantità sono da 10 a 20 volte superiori a quelle abitualmente somministrate in caso di cure? Ti sembra normale? O sano?

    Ma comunquea, da un certo punto di vista, il problema non è neanche questo. La cosa più grave è che l’indulgenza degli adulti verso il doping fa crescere generazioni di giovani sportivi nelle mani di allenatori e dirigenti sportivi senza scrupoli; questi creano dei mostri approfittando della loro buona fede ed ingenuità e cominciano a dargli il Gh, l’ormone della crescita, in età puberale creando in molti di loro scompensi fisici e psichici che ne causano la fine della carriera sportiva in tenera età. Di questo dobbiamo ringraziare, anche ma non solo, i vari Pantani e compagnia, dei falsi miti seguiti senza un minimo di criticismo da parte di troppi sportivi in erba.

  11. Cantor ha scritto:

    @ Nicola

    Una domanda personale: visto che hai il tempo per commentare (legittimamente e liberamente) sui blog degli altri, perchè non scrivi con maggiore regolarità sul tuo blog? Già per il fatto che si chiami “Liberista” non scrivere regolarmente è un delitto. E’ una domanda per stimolarti a farlo! :-)

  12. Nicola R ha scritto:

    Hai ragione, Cantor. Il fatto è che per scrivere di mio pugno mi serve un pò di ispirazione, che non sempre mi sovviene. Certo, potrei postare qualcosa sugli argomenti che commento nei post degli altri, ma non sempre mi viene voglia. Oltretutto, come avrai notato se hai visitato il mio blog, ogni post è quasi un romanzo, quindi il tempo necessario non è propriamente quello di un commento. Comunque, grazie per il suggerimento :-D

    p.s. Sul “fattore salute” la pensiamo allo stesso modo. Se tu atleta metti a rischio reale la tua salute, io ti blocco, per evitarti ed evitarmi problemi. Ma la lista dei prodotti dopanti, così come le quantità ammesse delle diverse sostanze, è stabilita proprio da un organismo burocratico. Se così non fosse, cosa sarebbe doping? Tutto ciò che crea danni fisici? Bè, allora siamo d’accordo. Se invece vogliamo dire che è “un’assunzione impropria di sostanze utilizzate in maniera impropria”, senza però definire quali sostanze sono improprie ed a quali quantità, rischiamo di cadere nel’errore di affidare assoluta discrezionalità a magistrati e giornalisti d’assalto. Che è quello che troppo spesso accade già, nonostante gli elenchi delle sostanze dopanti esistano.
    Il fatto che mi fa pensare è un altro: è possibile che la caffeina sia dopante (per quantità pari al contenuto di circa 5 caffè)? E così via altre sostanze che un normale individuo magari consuma ogni giorno? Ti sembra possibile?

    Ri p.s. Se un ematocrito sotto il 50% è considerato non problematico per la salute, perchè scandalizzarsi se per tenerlo al di sotto di tale cifra si beve tanta acqua? L’importante è che rimanga sotto il limite del pericolo. O no? Altrimenti ritorniamo alla volontà di punire chi (forse) ha utilizzato un prodotto che (forse) può fargli male (sebbene lo stato di salute non sia preoccupante), ma che sicuramente lo aiuta a recuperare meglio le energie.

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