L’indulto è vicino. E le riforme?

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La Camera dei Deputati ha approvato con 460 voti favorevoli (40 più del necessario) un provvedimento di indulto di tre anni. Fra il voto di ieri e l’apertura delle celle dalle quali potranno uscire qualche migliaio di detenuti, molti sono gli ostacoli ancora da superare. Innanzitutto il Senato che potrebbe licenziare entro la fine della settimana il provvedimento anche se il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Cesare Salvi ha messo le mani avanti chiedendo tempo per esaminare il testo. Poi sarà la volta della burocrazia ministeriale e giudiziaria e quindi l’ultima parola non é ancora detta.

Questo governo e la sua maggioranza hanno dimostrato (sic!) di sapere rispettare l’impegno preso con i carcerati lo scorso autunno in campagna elettorale e sono riusciti in due mesi ad approvare un provvedimento del quale si discuteva da quattro anni. Nel Centro Destra, Alleanza Nazionale e la Lega sono contrari e nella maggioranza di governo a mettersi di traverso è stato soprattutto il Ministro Antonio Di Pietro, protestatario in piazza contro sé stesso ed i suoi colleghi del Centro Sinistra. Anche il Partito dei Comunisti Italiani si è astenuto perché è stato bocciato l’emendamento che escludeva dal beneficio il voto di scambio.

Cosa prevede esattamente questa norma? A beneficiarne sono tutti i condannati per reati commessi entro il 2 maggio 2006 nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10mila euro per quelle pecuniarie. Sono escluse le pene accessorie e quelle permanenti. I benefici sono revocati se chi ne ha usufruito commette, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della legge, un delitto non colposo per il quale riporti una condanna a pena detentiva non inferiore a due anni. Non si applica per i reati elencati in calce a quest’articolo.

Il dissenso maggiore in questa fase ha riguardato l’inclusione nell’indulto dei reati finanziari, fiscali, contro la pubblica amministrazione ed il voto di scambio mafioso. E’ su questi punti che verterà la discussione che si presenta serrata in Senato dove, se fossero apportate delle modifiche, si tornerebbe con il nuovo testo alla Camera, il che farebbe prevedere uno slittamento a settembre per l’approvazione definitiva.

Il senso di questa iniziativa politica è stato espresso nientemeno che dal presidente della Camera, Fausto Bertinotti: «Quando l’istituzione è capace di un atto di clemenza dimostra forza democratica». Certamente la necessità di un appoggio da parte di alcuni gruppi dell’opposizione ha causato un “allargamento” dei reati per i quali si riduce la pena ma prima di tutto si è voluta considerare la condizione nella quale vivono migliaia di detenuti. Oltre alla capacità di introdurre una norma impopolare e di essere clemente, lo Stato in questa circostanza ha dato dimostrazione di sapere difendere un principio fondamentale per una democrazia: quello del rispetto dei diritti umani.

Come abbiamo già ribadito, se l’indulto andrà in porto, non sarà sufficiente fermarsi qui perché questa iniziativa non fa altro che dare respiro e sollievo alla situazione di un sistema carcerario per il quale è di fondamentale importanza un pacchetto di riforme ed investimenti degni di un paese civile. In assenza di trasformazioni di lungo periodo (privatizzazione del sistema carcerario?) non vorremmo quindi ritrovarci tra due o tre anni con le carceri stracolme ed una nuova discussione su un tema che al massimo possiamo considerare un buon analgesico; dobbiamo curare il paziente e non solo la malattia.

Reati escluti dall’indulto:
delitti di associazione sovversiva, associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o eversione dell’ordine democratico, arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale, addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale, attentato per finalità terroristiche e di eversione, atti di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi, delitti di devastazione, saccheggio e strage, sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione, banda armata, associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di cui agli articoli 600, 601 e 602 cp, associazione di tipo mafioso, strage, induzione o mantenimento in schiavitù, usura, prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione di materiale pornografico, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, tratta di persone, acquisto e alienazione di schiavi, violenza sessuale, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona a scopo di rapina o estorsione, riciclaggio, produzione traffico e detenzione di sostanze stupefacenti o psicotrope e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope.

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Comments (5) lasciato to “L’indulto è vicino. E le riforme?”

  1. Perla ha scritto:

    Due piccioni con una fava: accontentare i pannelliani (come da accordo pre-elettorale) e scompaginare un tantino l’opposizione.

    Questi due obiettivi sono stati centrati meschinamente.

    Per quantoriguarda invece il sistema giustizia…bè, non ci resta che piangere.

    Bacio

    Perla

  2. Cantor ha scritto:

    Certo che quando c’è da accontentare i pannelliani, si muovono tutti! Eccetto Di Pietro.
    L’opposizione non mi sembrava tanto scompaginata, soprattutto un certo Previti.

  3. ufficio stampa ha scritto:

    Antonello De Pierro interviene contro l’indulto
    by ufficio stampa Saturday, Jul. 29, 2006 at 1:46 AM mail:

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    Il noto giornalista, che sta affiancando Antonio Di Pietro nella protesta, ha rilasciato dure dichiarazioni sull’argomento, con una critica decisamente trasversale

    Il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it è intervenuto duramente sulla concessione dell’indulto aderendo alla protesta messa in atto da Antonio Di Pietro.
    “Stiamo assistendo al più grave attentato alla cultura della legalità, che già nel nostro paese stava volgendo al tramonto, perdendosi nel crescente deserto dei valori autentici e scivolando nel sempre più profondo abisso dei falsi miti. Migliorare la situazione delle carceri è un dovere sacrosanto dell’impianto istituzionale legato all’assoluto e intoccabile rispetto per i diritti umani, ma chi si è macchiato di un delitto non può avere sconti di pena, la garanzia di condizioni umane per i detenuti, non può e non deve avere alcun rapporto di parentela con lo stravolgimento temporale delle condanne. Una maggioranza che si è piegata per promesse elettorali alla volontà della destra di garantire i reati finanziari e contro la pubblica amministrazione, tradisce vergognosamente la speranza del ripristino della legalità e soprattutto dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, svanita purtroppo nei cinque anni di governo delle destre, con la raffica di leggi ad personam a cui siamo stati abituati. Questo provvedimento incoraggia e garantisce l’impunità nei confronti di reati che vanno ad offendere la dignità ed il lavoro dei contribuenti. Ma soprattutto ridicolizza e vanifica il lavoro duro e rischioso svolto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine. Se il centro-sinistra si comporta in Parlamento come chi ha governato finora, quale sarà il futuro di una nazione, che in larga parte dissente nel frangente, la quale aveva riposto la fiducia nel rispetto della legge nelle mani dell’attuale maggioranza con l’espressione democratica del voto nel segreto della cabina elettorale? Se poi l’elettorato tradito fa abbassare notevolmente i parametri della partecipazione politica o peggio diserta le urne, che non si levi dalle file della classe politica il lamento del coccodrillo che piange la prole elettorale, schiacciata e mortificata nell’esplicazione della sua volontà di una società basata sulla giustizia, sulla legalità, sulla tranquillità biologica. Ho un sogno: mi piacerebbe sapere che chi si sente ingannato, se ha una tessera di partito, l’abbia restituita ed eviti di sostenere altre sottoscrizioni a vantaggio di chi non garantisce la sicurezza e l’onestà nel tessuto sociale di cui siamo parte integrante. La democrazia è il governo del popolo; se prima c’era una plutocrazia, ora vige un’oligarchia che non solo non rispetta il popolo, ma lo tradisce. La piattaforma ideologica su cui si basa l’attuale classe dirigente non supporta in alcun modo questa condotta operativa, quindi sarebbe opportuno fare marcia indietro per conquistare la fiducia di chi forse la sta abbandonando inesorabilmente e definitivamente. Il portale Italymedia.it è aperto alle voci di protesta e di opinione, offrendosi di immortalarle nella rubrica “Lettere al direttore”. Io le leggerò personalmente tutte e pubblicherò quelle che rispettano le regole e i parametri del sito”.

  4. Mauriziosat ha scritto:

    E’ UNO SCHIFO

    Alle vittime dei reati non ci pensa nessuno .

    è facilissimo fare i CLEMENTI sulla pellaccia delgi altri.
    Questa è una SCONFITTA per lo stato ed una sconfitta per i cittadini onesti.
    Si premia il delunquente e ci si ricama sopra una ridicola e pomposa campagna dio buonismo.

    Fanculo a questa maggioranza di dementi ed idem agli esponenti di forza italia che hanno perso l’occasione giusta per dimostrare di non essere dei semplici EX DC .

    Chi lo spiega alle vittime del delitto che il loro aguzzino se ne torna sorridente a casa pronto a rifargli violenza???????????????

  5. Cantor ha scritto:

    Alle vittime dei reati ci pensano in molti. Ma la questione è un’altra, è quella della sconfitta e in questo hai ragione. L’indulto non servirà a nulla se non saremo capaci di rimediare a questa sconfitta e cioè a rimettere sui binari questo sistema sfasciato. Con le riforme.

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