
L’indulto passa al senato in fretta e furia. A favore hanno votato 245 senatori, contrari 56, 6 gli astenuti. Il presidente di turno è stato nientemeno che Roberto Calderoli, quello della maglietta anti islamica, un campione di maratone visto che in un’ora e mezza è riuscito a gestire la bocciatura di 1.500 emendamenti. Alla fine, nonostante il suo partito, la Lega, fosse contrario a questo provvedimento, il vicepresidente del gruppo dell’Ulivo al Senato, Luigi Zanda, si è complimentato con lui per la “brillante conduzione dell’aula”.
Il ministro della Giustizia Clemente Mastella tranquillizza tutti dichiarando che Erika e Pietro Maso non escono (subito) dal carcere. La discesa in piazza del ministro Di Pietro non è servita e lui ribadisce che di questa scelta sbagliata pagheremo a lungo le conseguenze. Il Vaticano per bocca del cardinale Raffaele Martino si dice soddisfatto e i carcerati di Regina Coeli pure. Pare anche Previti.
Adesso aspettiamo l’amnistia. Per le riforme scommettiamo che andrà a finire a tarallucci e vino. (qui il video ANSA)

Quella che si combatte nel Medio Oriente non è una guerra tra democrazie Oggettivista
Global Jihad Cox&Forkum (post con vignette in inglese)
Reportage da Israele Erakleitos (articolo di Toni Capuozzo sul Foglio)
Armi proibite? La Repubblica (i primi articoli disinformativi sulle armi proibite)

Le farmacie presso le quali mi servo abitualmente nella mia città, Milano, possono essere considerate dei veri e propri centri commerciali. Entrando nei loro locali, prima di arrivare al banco medicinali, si passa lungo scaffali ed espositori stracolmi di articoli d’ogni genere: cosmetici, prodotti per l’igiene personale, infusi dalle proprietà magiche, integratori, libri sulla salute, granulini omeopatici, giocattoli e, ovviamente, profilattici di ogni tipo, colore e forma.
Sono diventate dei supermercati, hanno allargato il loro raggio d’azione in modo smisurato e nessuno ha voluto o potuto obbiettare alcunché. Anzi, questo processo è avvenuto senza che qualcuno se ne accorgesse, quasi che fosse naturale e dovuto. (more…)

La Camera dei Deputati ha approvato con 460 voti favorevoli (40 più del necessario) un provvedimento di indulto di tre anni. Fra il voto di ieri e l’apertura delle celle dalle quali potranno uscire qualche migliaio di detenuti, molti sono gli ostacoli ancora da superare. Innanzitutto il Senato che potrebbe licenziare entro la fine della settimana il provvedimento anche se il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Cesare Salvi ha messo le mani avanti chiedendo tempo per esaminare il testo. Poi sarà la volta della burocrazia ministeriale e giudiziaria e quindi l’ultima parola non é ancora detta.
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