Ricerca sulle staminali: in Europa si naviga con il compromesso

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Dopo le polemiche degli ultimi giorni seguite alle decisioni del Senato in tema di finanziamenti sulla ricerca delle cellule staminali, i ministri dell’Unione europea danno approvato il pacchetto di finanziamento comunitario per la ricerca. Il programma quadro riguarda il periodo 2007-2013 ed assegna un totale di 53 miliardi di euro, di cui una parte limitata sarà dedicata alle cellule staminali.

Dopo lo strappo del ministro Mussi, la decisione è frutto di un compromesso che scontenta un po’ tutti. Le novità dell’accordo prevedono che si possano finanziare con soldi europei solo i progetti di ricerca sulle linee di cellule staminali embrionali già esistenti (attività non espressamente vietata in Italia) e, ovviamente, su quelle adulte. La preclusione dei fondi comunitari riguarda a questo punto la distruzione di embrioni al fine di produrre nuove cellule. Inoltre sono ribaditi il divieto alla clonazione ed agli esperimenti proibiti dalle leggi dei singoli paesi.

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Indro Montanelli tra coerenze ed incoerenze

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La ricorrenza della morte di Indro Montanelli mi spinge a scrivere qualcosa su quest’uomo che ha segnato profondamente la vita intellettuale del nostro paese per più di mezzo secolo. La mia memoria va all’inizio degli anni ‘70 quando mio padre, lettore affezionato del Corriere della Sera, decise di cambiare e cominciò ad acquistare il neonato “IlGiornale di Montanelli“. Ricordo che per lui fu amore a prima vista, un amore per la vita che continua tutt’oggi. A quei tempi ero studente liceale e quindi il fatto di leggere ogni giorno il quotidiano montanelliano ha plasmato in modo irreversibile la mia visione politica del mondo.

Montanelli era un feroce oppositore delle deriva cattocomunista, imperante in quegli anni. Era un liberale di destra, ultimo ed unico bastione a contrastare quel conformismo intellettuale che vedeva nei Piero Ottone ed in molti altri gli esponenti di una linea di pensiero che possiamo giudicare ex post uno dei mali principali del nostro paese. (more…)

Mario Monti non decreta, nè concerta ma consulta

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Mario Monti, detto anche super Mario, è una delle persone più titolate a dissertare di riforme economiche. Ne parla dalle pagine del Corriere della Sera, lui che per anni ha dovuto districarsi tra grandi gruppi industriali e poteri nazionali per imporre misure a tutela della concorrenza sul nostro continente.

L’articolo di Monti parte dalle vicende del decreto liberalizzazioni del ministro Bersani, dalla conseguente rivolta dei tassisti (e non solo) e dall’amara considerazione che il governo, davanti a tanta determinazione delle parti in causa, ha “alzato le mani“.

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Il multiculti non è da svizzeri

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Questa bandiera la conosciamo. Appartiene ad uno stato europeo che non ha ancora dovuto confrontarsi con il fenomeno della immigrazione islamica come lo stanno facendo molti stati della UE. Evidentemente in questo stato osservano cosa sta succedendo oltre confine e, vista la loro mentalità chiusa e provinciale, (…) cercano di evitare le storture del multiculturalismo.

La storia è quella di una donna turca nata in Svizzera nel 1983. Studia in questo paese dove completa la scuola media e poi si trasferisce a Istanbul per frequentare un corso di formazione che le permette di diventare insegnante di religione. Tornata in Svizzera inizia ad insegnare come volontaria nella locale moschea e fa domanda per ottenere la nazionalità. (more…)

Il Riformista sceglie lo schieramento anti occidentale

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Antonio Polito, neo senatore della Margherita, è stato uno dei fondatori del quotidiano di opinione il Riformista. Ne è stato anche il direttore fino alla sua elezione in Parlamento e ora scrive occasionalmente articoli di politica che sono pubblicati su questo giornale, riformista anche nella linea editoriale.

L’attuale direttore, Paolo Franchi, pare sia intimo amico di Massimo D’Alema e segue spesso la linea politica del “lìder” Massimo, soprattutto sui temi di politica estera. Al punto che un articolo di Polito sulla questione israeliana di questi giorni, non è stato pubblicato, facendo scoppiare una polemica piuttosto forte, ripresa anche da altri giornali.

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