L’indulto tra riforme ed effetti collaterali

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Dopo la firma dell’indulto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano interviene ed indica il cammino che è ora necessario intraprendere:

«Il provvedimento di clemenza serve a lenire una condizione intollerabile di sovraffollamento e di degrado delle carceri. Ma ora bisogna ridurre la durata dei processi e rivedere il sistema delle pene».

A questo, aggiungiamo noi, dovrebbe seguire anche un progetto organico di riforma del sistema carcerario che miri ad evitare il fenomeno, molto diffuso nel nostro paese, del “rientro” e cioè della tendenza da parte degli ex-carcerati a continuare a delinquere.

Il messaggio di Napolitano è recapitato direttamante a politici e magistrati ed il Ministro della Giustizia Clemente Mastella accoglie l’invito della massima carica dello Stato commentando:

«Credo che l’intervento del capo dello Stato faccia giustizia di tante cose inesatte e atteggiamenti non conformi neppure alla logica e al galateo parlamentare. Il monito sulle riforme è da prendere in seria considerazione. Il governo lo farà alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva.»

Anche il Ministro Antonio Di Pietro ha ammesso che «l’indulto era necessario anche se non c’era nessun bisogno di lasciare uscire corrotti e corruttori». Il tema rilanciato dal Presidente della Repubblica occupa adesso la politica e bene ha fatto Cesare Salvi, presidente della Commissione di Giustizia del Senato, a sostenere la necessità di riforme “strutturali” e una indicazione da parte del governo su come risolvere il problema della giustizia «i cui tempi sono troppo lunghi ed i cui costi stanno diventando proibitivi per i meno abbienti».

Le misure da introdurre devono riguardare quindi sia gli aspetti giudiziari che quelli carcerari. Dei problemi del sistema, noti a tutti, abbiamo già parlato. Che siano gravi è un fatto che purtroppo è stato ignorato dalla precedente maggioranza, non in grado di incidere politicamente in un ambito, quello della giustizia e delle carceri, nel quale la sua contrapposizione con la magistratura ha reso difficile l’inizio di un percorso di ampio respiro. Ora la maggior parte dei suoi componenti ha deciso che da qualche parte era necessario iniziare e si sono adeguati, votando il provvedimento in una sorta di formazione trasversale e negoziando così l’inclusione dei reati finanziari e contro l’amministrazione pubblica.

Forza Italia è stato il partito che, più di tutti nel Centro-Destra, ha spinto per bocca dell’on. Pecorella questo provvedimento, votato a larga maggioranza da quasi tutti i parlamentari del Centro-Sinistra. Niente colpe quindi al Partito Radicale perché, semplicemente, abbiamo ancora una volta la conferma che nel nostro paese il “lavoro sporco” lo può fare la sinistra, che ora deve confrontare la sua (im)popolarità con le conseguenze immediate dell’apertura delle carceri a migliaia di condannati.

Certo, di conseguenze ce ne sono state e molte, anche collaterali, ma c’era da aspettarselo. Secondo le stime ultime del Ministero dell’Interno, il totale dei carcerati che hanno beneficiato del provvedimento è di 15.470 unità. Considerando il numero così elevato, una decina di “carcerati di ritorno” per ogni giorno di libertà è un dato «statisticamente non rilevante». Oggi si è svolta una riunione a Palazzo Chigi (che forse era meglio fare prima di aprire le carceri), nella quale sono state decise alcune misure per attenuare le ricadute della prima fase. I timori maggiori riguardano i clandestini stranieri condannati per reati minori ma ritenuti collegati agli ambienti del radicalismo islamico per i quali il Ministro degli Interni Giuliano Amato, di concerto con la Polizia di Stato, ha provveduto prima a monitorare la situazione e ha poi oggi deciso di provvedere all’espulsione di 10 di essi. Per il resto sono stati stanziati 30 milioni di euro (probabilmente insufficienti) agli enti locali, dando chiara indicazione ai comuni di attivarsi per sostenere quelli che uscendo si trovano senza una casa, un lavoro o un sostegno.

Le considerazioni conclusive di questo processo sono molteplici e sicuramente non definitive. Il Centro-Destra ha avuto il torto di ignorare il problema per 5 anni e lasciare che la situazione incancrenisse, nonostante i numeri fossero chiari e mostrassero un forte deterioramento. Se vogliamo ricercare una responsabilità di questo fallimento, questa ricade sull’asse Lega-Alleanza Nazionale, partiti la cui vocazione populista e giustizialista a volte è causa della mancanza di considerazione per problemi, anche scottanti, come quello delle carceri, per i quali il Ministro della Giustizia Castelli ha pensato che fossero più che sufficienti continue visite ai penitenziari e manifestazioni di solidarietà (forse un po’ ipocrita aggiungiamo noi). L’attuale governo ha il merito di avere preso il problema di petto, forse troppo e con tempi troppo stretti, condizionato anche dalla necessità di non lasciare i detenuti a soffocare in cella in questa torrida estate. Si poteva forse riflettere meglio su certe conseguenze e impostare la soluzione di problemi con riunioni non tardive ma va dato atto a tutti i protagonisti di questa vicenda di avere comunque agito e agito sul serio. Ora possiamo lasciare andare tutti in vacanza e aspettiamo il Ministro della Giustizia al rientro, quando dovrà mantenere le sue promesse e iniziare il cammino della riforma del sistema accettando la parte più difficile del suo mandato: il contrasto con la magistratura. Questo sarà il suo banco di prova e noi, forse ingenuamente, speriamo che Clemente Mastella sia in grado, durante le vacanze, di rigenerarsi e di acquisire sufficienti energie che gli permettano di superare questo ostacolo.

P.S. vi consiglio questo articolo sull’argomento

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Commenti (1) lasciato to “L’indulto tra riforme ed effetti collaterali”

  1. Abr ha scritto:

    Grazi per il link, ma non fingere di non capire il mio discorso: da assiduo ascoltatore di RR, so bene che la responsabilità dei radicali è di aver spinto per cinque anni, non per un giorno solo, per attuare un provvedimento ridicolmente cervellotico come questo. Come dico da me, all’italiana: aprire un problema più grosso (20.000 out) per risolverne un altro (carceri affollate).
    FI ha votato, come i Ds Udc e tanti altri sedicenti “moderati”, un provvedimento farlocco che avrebbe votato anche nella scorsa legislatura, quando l’opposizione era senza se e senza ma, mica “distruttiva” e “poco intelligente” come questa di adesso …

    Ai cultori della stampa estera (la leggevano tutti, nella scorsa legislatura, come mai ora non la legge più nessuno?), raccomando un roundup al proposito dell’indulto in Italia. Forse sarà utile per far abbassare lo sguardo a tanti sedicenti lib …

    Indulto okkei, tasse dippiù, immigrazzione finalmente; ma dimmi un po’, sei passato all’informazione di reggime pure tu? BeppeGrullo, un Ad(in)olf come tanti? Mi rimane solo JimMomo per trovare un po’ di sana critica distruttiva, ultimamente ;-)
    ciao, Abr

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