Lavoro libero e lavoro burocratico

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La Logitech è una delle aziende più conosciute al grande pubblico utilizzatore di Personal Computer. Ne sono stati fondatori nel 1981 due italiani, Pierluigi Zappacosta e Giacomo Marini ed uno svizzero, Daniel Borel.

Zappacosta ha lasciato nel 1988 l’azienda, quotata al Nasdaq, che capitalizza oggi oltre 4 miliardi di dollari e ne fattura quasi 1,5. Vive nella Silicon Valley da oltre 30 anni ed è socio di alcuni fondi di venture capital e di un fondo, Faro, che da un anno investe in aziende italiane della zona abruzzese, sua patria di origine. Recentemente è stato nel nostro paese ed ha tenuto quelle che Salvatore Carrubba ha definito “lezioni di capitalismo applicato“, nelle quali ha illustrato la sua visione imprenditoriale, interpretata da un punto di vista americano. Gli è stato chiesto se in futuro intenderà tornare in Italia ed aumentare i capitali investiti nelle aziende del nostro paese e la sua risposta è stato un chiaro “no”.

Zappacosta è ormai americano e ragiona da americano. Avendo investito in aziende italiane ritiene di potere esprimere il suo parere evitando di “giudicare senza sapere” e si lamenta per i pesanti handicap strutturali di cui soffre la nostra economia. In generale, sono la mancanza di una cultura che favorisca l’imprenditorialità ed il libero mercato ad impedire la crescita delle aziende e ciò perché “la classe politica non capisce nulla di economia“. Non è quindi ottimista perché

«resto convinto che fare impresa in Italia sia molto più difficile che altrove e che ci vorrà tempo e molto impegno condiviso per cambiare il sistema…gli italiani devono toccare il fondo prima di darsi una mossa. E il fondo non l’abbiamo ancora toccato.»

Zappacosta dice che se facesse impresa in Italia «potrei impazzire davanti alle difficoltà burocratiche e legislative. La vicenda dei call center si commenta da sola» (vicenda Atesia ndr). Alla richiesta di commentare questa vicenda Zappacosta spiega in poche parole tutto lo spiegabile:

«La decisione di imporre alle aziende di assumere persone a tempo indeterminato dimostra che la maggior parte dei politici non capisce nulla di economia. Forse anche perché nella loro vita, a parte occuparsi di politica, non hanno mai fatto alcunchè di produttivo. La libertà di assumere è indissolubilmente legata a quella di licenziare. Un mercato del lavoro flessibile è un mercato del lavoro dinamico e quando si perde un lavoro si entra subito nell’ottica di trovarne un altro.»

Zappacosta non sa che nel nostro paese ci sono parecchi economisti e politici che sanno queste cose e condividono quello che sostiene ma che la politica, con le sue istituzioni, non è l’unico potere dello Stato perché dal lontano dopoguerra la complicità di cattolici e comunisti ha portato ad una spartizione dei poteri e che la sinistra domina, da un punto di vista ideologico e politico, i sindacati e la magistratura, ai quali importano relativamente le sorti delle imprese e dei loro lavoratori, il cui destino è puntualmente sacrificato per assicurare la propria esistenza ed i propri privilegi.

Quello che Zappacosta anche non sa, da buon americano un po’ ingenuo, è che nel nostro paese la democrazia e la libertà non sono parametri paragonabili a quelli degli Stati Uniti, dove per l’individuo la libertà di lavorare è assicurata proprio dalla libertà di licenziare. Da noi la libertà di lavorare è assicurata dalla cassa integrazione.

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Comments (3) lasciato to “Lavoro libero e lavoro burocratico”

  1. Otimaster ha scritto:

    Bello e interessante : )

  2. liweqiqkile ha scritto:

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  3. bdyfpik ha scritto:

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