
La Logitech è una delle aziende più conosciute al grande pubblico utilizzatore di Personal Computer. Ne sono stati fondatori nel 1981 due italiani, Pierluigi Zappacosta e Giacomo Marini ed uno svizzero, Daniel Borel.
Zappacosta ha lasciato nel 1988 l’azienda, quotata al Nasdaq, che capitalizza oggi oltre 4 miliardi di dollari e ne fattura quasi 1,5. Vive nella Silicon Valley da oltre 30 anni ed è socio di alcuni fondi di venture capital e di un fondo, Faro, che da un anno investe in aziende italiane della zona abruzzese, sua patria di origine. Recentemente è stato nel nostro paese ed ha tenuto quelle che Salvatore Carrubba ha definito “lezioni di capitalismo applicato“, nelle quali ha illustrato la sua visione imprenditoriale, (more…)

Ancora una volta diciamo “meno male che ci sono i blog“. Non avremo mai un riscontro inconfutabile a questo avvenimento e ciò nonostante la comunità dei blogger si pecca di avere contribuito a riportare l’attenzione sulla vicenda dei due reporter rapiti in Palestina, sulla quale era caduto il silenzio dei mainstream media.
Grazie a The Right Nation e a migliaia di bloggers di tutto il mondo è stato lanciato il blogburst per i reporter di Fox News, Steve Centanni e Olaf Wiig che sono stati finalmente liberati. Hanno dovuto però convertirsi all’Islam, cosa non particolarmente difficile per chi vuole recuperare la libertà e conservare la propria vita. Ci ricordano il caso di Jill Carroll.
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Dopo la follia dell’annuncio sul quotidiano QN e le bombette tirate dai parlamentari di Forza Italia, l’Ucoii comincia a sentire la pressione su più fronti.
Il ministro dell’Interno, Giuliano Amato ha convocato per Lunedì 28 settembre una riunione della Consulta Islamica durante la quale sottoporrà a tutti i membri la firma di una “Carta dei Valori”. Se l’Ucoii non l’accetterà, significa che questa organizzazione, molto chiacchierata, non considera l’olocausto
«uno sterminio programmato e lucidamente perseguito di chiunque fosse di religione ebraica, per ciò stesso incomparabile con qualunque altro evento del nostro tempo» e «dovrà assumersi la responsabilità per le sue affermazioni, foriere di intolleranza e ostilità verso gli ebrei».
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Gli errori di Israele nella campagna militare contro Hezbollah, sono stati inaspettatamente rivelati sotto una nuova luce dall’intervista a Ghassan Darwish, un importante esponente di Hezbollah, pubblicata in Libano. A quanto pare, Israele era ad un passo dalla vittoria ma, inspiegabilmente, sotto la pressione degli Stati Uniti, il presidente Olmert ha deciso di fermarsi, proprio dopo avere lanciato l’ultima grande campagna di terra contro il gruppo terrorista. Ora, dopo che la Francia ha dovuto uscire allo scoperto e rinunciare ai suoi intrighi politici, l’ONU invierà una guarnigione di 7000 unità, i cui scopi non si sa ancora quali siano, visto che l’unico obbiettivo ragionevole per la soluzione del conflitto, sarebbe stato quello di smilitarizzare Hezbollah. Ma tant’è.
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