Presidenziali francesi: nel PS tutti contro Ségolène

Si è appena concluso il tradizionale incontro estivo del Partito Socialista francese, “l’université d’été” a La Rochelle e gli echi ancora non si dissolvono. Il tema ricorrente della kermesse è stato certamente la creazione di un fronte ostile a Ségolène Royal, la candidata in testa ai sondaggi, l’unica esponente di sinistra in grado di rivaleggiare in questo momento con Nicolas Sarkozy.
Nonostante gli appelli all’unità fatti dalla Royal, presidentessa della regione Poitou-Charente e nonostante l’approssimarsi delle primarie previste per il 16 e 23 Novembre, gli attacchi contro di lei non si sono fatti attendere, sin dal primo intervento pubblico del candidato-ombra, il vecchio e redivivo Lionel Jospin. La Royal ha partecipato all’evento solo con il suo discorso di apertura ma ha preferito mantenere un profilo basso nel prosieguo, senza confrontarsi con le migliaia di intervenuti durante i workshop. Jospin, invece, ha preferito entrare a gamba tesa nella mischia, con un intervento accorato, durante il quale si è emozionato ricordando la bruciante sconfitta del 2002, quando, candidato alla corsa per le presidenziali, non riuscì neanche a passare il primo turno, superato dall’estrema destra di Jean Marie Le Pen e facendo precipitare il partito ai minimi storici.
Jospin non è ancora un candidato ufficiale ma è sicuramente l’anti-candidato della Royal, alla quale rimprovera di volere imporre una forma di democrazia partecipativa al posto di una democrazia rappresentativa. Nonostante il fatto che anche lui creda nell’importanza dell’unità del partito e individui nella frantumazione della sinistra uno dei fattori chiave della sconfitta alle ultime presidenziali, l’energia che ha profuso negli attacchi contro la sua collega è stata formidabile ed in questo non si è curato di contraddire i suoi propositi di unità. Anzi ha detto a chiare lettere che si opporrà alla sua candidatura perché
«Le tuyau ne donne pas le contenu. La technique ne remplace pas la politique.»
Anche gli altri esponenti del partito hanno approfittato dell’evento per iniziare la loro campagna. François Hollande, compagno della Royal, segretario del partito e da molti considerato come il legittimo candidato, si trova ora in una posizione delicata ed in “conflitto di interessi“. Nel suo lungo intervento non ha fatto trasparire alcuna preferenza per l’uno o l’altro candidato né tantomeno ha dichiarato le proprie intenzioni sulla candidatura. Anche Jack Lang, ex-ministro della cultura, ha iniziato il suo cammino verso le primarie, invitando la sinistra ad essere sé stessa:
«Les electeurs sont rèconnaissants envers ceux qui ont le courage de dire ce qu’ils pensent».
La sua popolarità che risale indietro negli anni, gli dovrebbe assicurare il patronaggio dei 30 membri del Consiglio Nazionale, necessari per presentare la candidatura; la sua convinzione è che la sinistra non avrà problemi a vincere le prossime elezioni e che, dunque, la scelta del suo candidato corrisponde alla scelta del futuro presidente.


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