Papa Ratzinger: tra colpa e dispiacere

Il putiferio che si sta scatenando in seguito alle parole del Papa a Ratisbona dovrebbe essere oggetto di valutazioni politiche e non teologiche o ideologiche. Noi che di teologia non capiamo un gran chè e che apparteniamo a alla risma dei “laicisti, secolaristi”, pure un po’ cinici, possiamo essere d’accordo sul pessimismo del Santo Padre, secondo il quale la “diffusione della fede mediante la violenza” non sia affatto contraria alla natura del Dio islamico ma sia un carattere intrinseco dell’Islam. E comprendiamo anche le proteste di Magdi Allam contro le reazioni dei musulmani, secondo il quale il riferimento all’imperatore bizantino Manuele II Paleologo, citato dal Papa come esempio dell’uso della spada per la diffusione dell’Islam, non possa essere contestato in quanto è una realtà storica inconfutabile.
Il punto però è un altro ed è appunto politico. Il Papa ha agito in buona fede ma in modo inopportuno. Quando si sostengono pubblicamente queste tesi nei confronti di un mondo islamico in ebollizione e lo si fa dall’alto di un pulpito che rappresenta la massima autorità religiosa del pianeta, non si possono ignorare le sue conseguenze in termini politici e di sicurezza per l’incolumità dei propri fedeli e, più in generale, dell’Occidente.
Qui non si tratta della pubblicazione di qualche vignetta fatta da uno sconosciuto giornalista ma di un leader che parla alle masse dei cattolici e, indirettamente, a quelle musulmane. Si tratta di un messaggio planetario che nessun governo di uno stato musulmano, nessun imam, muftì o autorità religiosa, possono ignorare nella sua portata. E, soprattutto, non saranno ignorate da chi non aspetta altro pretesto per manovrare i predicatori d’odio ed i terroristi, per allagare le piazze di minacciosi individui mascherati e armati e, così facendo, mostrare alle masse musulmane i pericoli che corre il loro onore quando a insultarlo è addirittura il leader supremo della cristianità.
Se c’era un dubbio sull’origine di questa guerra adesso è stato dissolto: la guerra si sta spostando sul piano religioso, grazie a chi ha voluto mettersi in competizione con l’intolleranza islamica, rivendicando la superiorità del cristianesimo, diverso dal verbo di Maometto perché nasce dall’incontro di ragione e fede.
Davanti alle proteste virulente, il Papa ha poi, paradossalmente, aggiunto benzina al fuoco, delegando al cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, una “circolare esplicativa“, nella quale rincara la dose quando dichiara che Ratzinger
«si augura che (i musulmani ndr) siano aiutati a comprendere nel loro giusto senso le Sue parole, affinché, superato presto questo momento non facile, si rafforzi la testimonianza all’unico Dio,…».
In questo modo fa intendere che i popoli islamici sbagliano nella loro reazione perché, non essendo in grado di comprendere, hanno bisogno di un aiuto (ma da chi? da chi li sta sobillando forse?) e perché stanno passando un momento non facile. Un’affermazione che dimostra quanto distanti siano le gerarchie vaticane dalla comprensione della psicologia di massa del mondo islamico.
Sentirsi depositari della verità e proclamare ostinatamente quest’atteggiamento, spesso può rivelarsi controproducente. Quando sostiene che il Papa non ha chiesto perdono - perché non vi è nulla di cui chiedere scusa - ma si è dispiaciuto, qualcuno ha usato delle metafore divertenti, che vorremmo riprendere e rielaborare: è ovvio che essere vittime di un incidente d’auto causato da una vettura che non ha rispettato il diritto alla precedenza, non necessita di scuse. Ma è altrettanto ovvio che volere sostenere il proprio diritto alla precedenza contro una vettura occupata da terroristi armati di tutto punto, può causare la nostra morte e, soprattutto, quella degli altri innocenti che stiamo trasportando. E a quel punto anche il dispiacersi è superfluo.
Ci chiediamo allora: perché il Papa, mutuando la citazione di un imperatore bizantino, ha messo sotto accusa l’Islam e l’illiceità della violenza nell’espansionismo della religione? Perché non ha invece citato le guerre sante condotte dai cristiani? Perché ha addossato al secolarismo e ai principi cardine, distintivi della modernità occidentale, la responsabilità delle tensioni tra islam e occidente?
La risposta è semplice e l’ha data Federico Punzi nella sua lettera al quotidiano “Il Riformista”, con la quale mette il Vaticano, il fondamentalismo islamico ed il vetero-comunismo no-global sullo stesso piano ideologico:
«Gli occhi di Ratzinger vedono l’Occidente attraverso le stesse lenti dei suoi nemici. Quella che fornisce è un’immagine deformata e disumanizzante dell’Occidente come terra blasfema, del tramonto e della decadenza, identica a quella propagandata dai suoi nemici. C’è chi crede che l’Occidente meriti il jihad perché capitalista e imperialista. È la lettura no-global e vetero-comunista. C’è chi crede che sia sotto attacco “perché oggi esso produce una civiltà distorta, non più religiosa”».
Ora non ci resta che attendere i primi morti, sapendo chi dobbiamo ringraziare. Da laicisti lo facciamo senza rancore e senza speranza.
Round-up: Libero Pensiero, Jim Momo (¹), Jim Momo (²), Jim Momo (³), Jim Momo (4), Malvino (¹), Malvino (²), Odisseus, Schegge di Vetro, Valigetta, Mario Sechi, A Conservative Mind


inyqua ha scritto:
Eh già…ed è già di oggi la prima morte innocente di questa sanguinario confronto, dal quale, come te, prendo le distanze. Ho trovato semplicemnte inopportune le parole del Papa e non perchè il suo discorso, che ho letto attentamente, non abbia un rigore teologico probabilmente nettissimo agli occhi di coloro ai quali, la teologia, faccia effetto. Ma è il discorso del capo di una religione importantissima. Che si contrappone ad un’altra religione importantissima. In un momento critico. Nel quale accendere un cerino equivale a dar fuoco alle polveri. E non accenderlo non vuol dire ’soccombere’. Non accenderlo secondo me è giusto la differenza che passa tra chi vuole una guerra di religione e chi invece vorrebbe che ogni religione potesse esprimersi pacificamente.
Purtroppo oggi come oggi a coloro che non vogliono le guerre di religione si rinfaccia solo una presunta vigliaccheria ed una mancanza di valori. Orribile.
Pubblicato il 17-Set-06 alle ore 22:24 | Permalink
baron litron ha scritto:
il papa, ex professore di teologia, ha il diritto e la competenza per dire ciò che meglio crede in campo teologico.
il papa, massima autorità religiosa dei cattolici romani, ha le conoscenze e la grazia necessarie ad ispirarlo quando parla al suo gregge di questioni spirituali, anche in relazione al rapporto - unico - tra fede e ragione caratteristico della religione cristiana, e cattolica in particolare.
il papa, capo di stato e di governo, si pronuncia come capo di stato e di governo nelle occasioni ufficiali in cui ricopre quel ruolo
il papa, in tutti e tre i suoi vestiti, ha il sacrosanto diritto, condiviso da tutti gli abitanti di questo mondo (esclusi i tre quarti che vivono sotto schiaffo) di dire la sua opinione ed esprimere il suo pensiero, senza dover prima preoccuparsi se qualche barbutone dovesse sentirsene offeso (anche perché i barbutoni hanno l’offesa facile, soprattutto quando si ricorda di cosa sono e sono stati capaci)
arrivati i primi morti, sapremo, come sempre, chi ringraziare: sempre i soliti
un saluto, baron litron
Pubblicato il 17-Set-06 alle ore 23:19 | Permalink
windrosehotel ha scritto:
Marco Taradash la pensa diversamente, e a me, che sono un credente, capita di essere perfettamente d’accordo con lui, che è un radicale. Non è la prima volta, ma in questa circostanza la cosa mi fa particolarmente piacere …
Pubblicato il 18-Set-06 alle ore 0:31 | Permalink
baron litron ha scritto:
guarda che io non sono particolarmente credente, però
1 la lettura della lectio del papa mi ha stimolato grandemente l’intelletto, e ha messo in moto piacevolmente parecchie cellulette grigie su questioni che non consideravo da tempo - e nella lectio c’è molto di più delle tre parolette dei giornali- ma soprattutto
2 mi sono rotto veramente la uallera (ciola per i non napoletani) di dover sempre e comunque stare attenti, chiedere scusa, scusate se mi permetto, non vorrei mai far pensare che….
perché se no quelli s’incazzano, scendono in piazza, bruciano bandiere, sparacchiano per aria, strillano come maiali psicopatici e poi macari ci mettono pure una bomba in quel posto. Basta, echeccavolo!!! A casa mia questo si chiama ricatto, e in questo caso è ancora più odioso perché basato su un voluto travisamento (oppure, a voler ascoltare il cardinal Bertone, su un travisamento dettato da superficialità, fretolosità e ignoranza) della sostanza e del significato di ciò che è stato detto.
e fosse la prima volta, ma sempre, sempre, sempre, si credono di poter insultare mezzo mondo, e quando “si ritengono offesi” tutti a leccargli il perineo e a spargersi il capo di cenere, perché bisogna capirli, e le crociate, e lo sfruttamento del terzo mondo, e i colonialismo, e i nostri errori, sempre i nostri errori….
E basta, facciano finalmente ’sta guera santa, così andiamo a vedere se hanno la scala reale o se è tutto un bluff.
scusate lo sfogo, baron litron
Pubblicato il 18-Set-06 alle ore 1:46 | Permalink
baron litron ha scritto:
scusate, ho scritto prima di leggere l’articolo di Taradash, che condivido in pieno. e confermo, noi siamo usi ad applicare la ragione, altri evidentemente no. il papa l’ha ripetuto, essi l’hanno confermato.
Pubblicato il 18-Set-06 alle ore 1:52 | Permalink
Cantor ha scritto:
Sia ben chiaro che io non sono uno di quelli avvezzi a “leccare il perineo e spargermi il capo di cenere” con il mondo musulmano. Anzi, semmai è vero il contrario e questo blog mi è testimone.
E’ che chi reagisce come voi non capisco cosa voglia ottenere. Abbiamo avuto le vignette, scritte da un oscuro giornalista qualsiasi, un episodio marginale e quel caso è stato una dimostrazione di quanto debole sia l’Occidente nella difesa della sua identità; inoltre abbiamo messo in difficoltà le masse arabe moderate, uniche nostre alleate e unica speranza per una rivoluzione dall’interno dell’islam. Quell’episodio è’ stata una dèbacle per tutti noi e gli elettori di Centro Destra dovrebbero ricordarsi che, tanto per fare un esempio, nella vicenda libica dell’assalto alla nostra ambasciata, l’unica cosa che abbiamo saputo fare per difendere i nostro sacrosanti diritti è stata una telefonata pacificatrice di Berlusconi a quel gaglioffo di Gheddafi ed una promessa a costruirgli l’autostrada per un costo di qualche miliardo di euro. In questa “guerra” tra occidente e Islam, abbiamo perso una battaglia con molti morti e feriti.
Adesso arriva il Papa (dico il Papa, non uno qualsiasi) e dice cose sacrostante, niente da eccepire. Un grand’uomo, un dotto ecc ecc. Purtroppo il problema è che pure lui va alla guerra ma invece di assestare un colpo mortale al nemico, si prende un sacco di bastonate. E le farà prendere pure a noi. E che nessuno mi dica che nelle sue parole non c’era alcuna intenzione di tracciare una linea netta e profonda tra il cristianesimo e l’Islam perché alla storiella del “non volevo provocare” non ci credo.
Come nell’altro caso ci diciamo costernati, scriviamo che non siamo stati capiti, siamo stati mal interpretati, tra un po’ ritrattiamo tutto. Una difesa indegna e improvvida che dimostra la scarsa conoscenza della psicoligia arabo-islamica, secondo la quale il tuo interlocutore può essere sopraffatto non appena dà segni di debolezza. In più gli agitatori islamici hanno ora una nuova arma per agitare le folle: non solo l’Occidente politico ci disonora e ci attacca ma addirittura il suo sommo rappresentante religioso. Quindi, forza con la guerra di religione e gli islamici moderati stiano pure zitti, che è meglio.
Per me l’errore non è nel merito né di principio: è tattico. Se vogliamo è paragonabile allo stesso tipo di errori tattici fatti dagli americani in Irak, guerra giusta ma condotta male. E lo stesso fa il Papa. Ma lui non so se capisca qualcosa di guerre e nemmeno so se ha capito che siamo in guerra e con chi abbiamo a che fare. Sono convinto che tra il non fare dichiarazioni e fare dichiarazioni di questo tipo, sia meglio tacere perchè sostenere queste posizioni è un esercizio sterile ed autoreferenziale, con effetti potenzialmente devastanti e contrari a quelli che si auspicavano.
Pubblicato il 18-Set-06 alle ore 14:11 | Permalink
Cantor ha scritto:
@ Wind Rose Hotel
Capisco benissimo il tuo punto di vista, ho letto il tuo post e quello di Taradash. E’ tutto sacrosanto.
Ma a me interessa il risultato che questi proclami hanno, nel quotidiano, nella mia vita e, per il futuro, nella vita dei miei figli. Sono un materialista opportunista, ebbene sì.
Quando scrivi che “…Benedetto XVI ha detto semplicemente la verità. E giustamente Taradash osserva che oggi quelle parole hanno trovato conferma nei fatti.” queto è vero: le reazioni musulmane ci confermano quello che sostiene Ratzinger e quindi? Godiamo perchè abbiamo ragione? C’era bisogno di Ratzinger per scoprire come funziona l’Islam in questo momento storico? Tutto qui?
Piuttosto, parlando di fatti e di conferme, le nostre reazioni, il rammarico e la costernazione sono, nei fatti, le reazioni di questo occidente; qualcuno getta un masso nello stagno e poi scappa o si dispiace che l’onda di ritorno abbia fatto dei morti. E il nemico riceve le sue conferme, accetta le scuse e ne deduce che, come sempre, siamo sei vigliacchi, dei codardi e che loro sono più forti.
Meno male che ci sono gli americani e gli israeliani.
Pubblicato il 18-Set-06 alle ore 14:32 | Permalink
baron litron ha scritto:
chiaro, quando parlavo di perinei leccati non mi riferivo certo a te, ma a gran parte dell’intellettualume di questo continente disgraziato. e perciò continua a farmi specie che qualunque affermazione, anche la più innocua, potrebbe nelle menti di chi pensa con malizia, sia esso maomettano o comunista, diventare “un proclama”, da poi difendere o ritrattare a seconda dell’umore e delle convenienze. per il futuro delle mie figlie io sono convinto che la cosa più sbagliata da fare sia proprio tacere, perché mai come in questo caso è vero che chi tace acconsente. se poi le parole dette sono sbagliate (e questo non è il caso di Benedettone nostro) si può sempre ritrattare, una volta riconosciuto l’errore. ma qui l’errore sta diventando il parlare stesso, e questo io non sono disposto a tollerarlo!
baron litron
Pubblicato il 18-Set-06 alle ore 19:01 | Permalink
periclitor ha scritto:
mi sembra che sia errato proprio il presupposto della questione.che anche inyqua pur se ha letto bene il testo di ratisbona,non ne ha capito bene il senso.che non incendia nulla ma invita alla ragione “logos”ripetuto varie volte.il passo delpaleologo è stato succeduto da latre parole che spiegavano che nn era quella la strada da seguire.non si può leggere ne tanto meno estrapolare solo le frasi incendiarie.ogni discorso se non viene contestualizzato è potenzialmente incendiario.”Ripeto, il Santo Padre non ha offeso nessuno e, tantomeno, Maometto. Ha solo ricordato, con delicatezza e con profondità di pensiero, la necessità del rafforzamento del dialogo interreligioso, specificando che nessuna forma di violenza, a partire da quella terroristica, è tollerabile e che tantomeno può essere fatta in nome di Dio.con questo secondo me esatto presupposto tutto il “castello”descritto da alcuni viene meno.
Pubblicato il 19-Set-06 alle ore 22:08 | Permalink
Grendel ha scritto:
Per quanto mi riguarda sono d’accordo con Punzi.
Se possibile vedo anche di peggio, uno screzio tra due famiglie mafiose.
Ciascuna con i suoi picciotti, il suo territorio, i suoi traffici, i suoi “consigliori”, entrambe a estorcere “pizzi” sulle coscienze e sulle tasche delle persone.
Differenze? Una famiglia usa il semtex, l’altra la vaselina.
Pubblicato il 20-Set-06 alle ore 19:57 | Permalink