Gli imperialisti liberali in fiera

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In questi giorni gli imperialisti occidentali, magari un po’ liberali come noi, debbono assistere ad una pericolosa fiera delle idiozie. È una fiera internazionale, che comprende i nostri governanti di Centro-Sinistra, i nazi-fascisti iraniani e gli pseudo-dittatorelli dell’America Latina.

Cominciamo da Romano Prodi. Invece di partecipare alla riunione di governo è andato alla festa dell’Italia dei Valori di Antonio di Pietro (ma non dovevano governare il paese?). Dall’alto del palco ha potuto parlare di vari argomenti ed ha sfruttato l’occasione per mettere a tacere le malelingue.

In relazione alla vicenda dello scandalo Telecom sulle intercettazioni, se l’è presa con l’Autorità per la Privacy, dicendo:

«La violazione del diritto è impressionante, per cui mi chiedo cosa ha fatto in quel periodo l’Autorità della Privacy e tutti questi organismi, quali limiti gli sono stati imposti…non lo so, ecco!»

Caro Presidente, lei non lo sa e chi non sa va scusato. Ma che c’entra l’Autorità per la Privacy con questa storia? Si trattava di ben altro, di una banda di malfattori, no?

Sulla sicurezza del Papa durante il suo viaggio in Turchia, ne ha approfittato per togliersi un sassolino:

«Questo è stato riportato in modo infame dalla stampa. La domanda era: Alì Agca ha detto che il Papa in Turchia non è più sicuro e io ho detto che sarà un compito della polizia turca. Credo che sia la risposta più seria, più rigorosa e più onesta che si deve dare…questa è stata la risposta e mi dispiace moltissimo che si sia speculato su questo…però non si può continuare in questo modo. »

Ora sappiamo che non erano cavoli della guardie svizzere ma sono cavoli della polizia turca e che il Presidente del Governo italiano, nonostante si tratti del Papa, al massimo può dare una riposta sera e rigorosa. Ha ragione quando dice che non si può continuare in questo modo, cambi registro Presidente, è meglio.

Tempo fa, Massimo D’Alema, rispondendo alle sollecitazioni dei giornalisti, aveva detto che:

«Si è molto polemizzato sul fatto che sono andato a Beirouth Sud colpita dai bombardamenti, un atto doveroso di solidarietà. Lo sapevo che andando lì trovavo gli Hezbollah, sono uno dei principali partiti politici di quel paese, non un gruppetto di terroristi».

Hezbollah oggi ha detto: “La resistenza ha più di 20.000 razzi ed è più forte che mai“. Voilà!

Anche all’estero i tirrannoidi non si risparmiano. Alla sua prima uscita all’Assemblea dell’ONU, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad non ha neanche stretto la mano alla presidentessa dell’assemblea perché donna e si è rifiutato di partecipare alla cena conclusiva, perché era servito vino. Non contento, ha attaccato l’ONU stessa perché «è i mano alla lobby dei sionisti e degli americani». L’iperattività anti-imperialista di Ahmadinejad deve avere stimolato altri capi di Stato, allineati con lui nel “Movimento dei non allineati”.

Il Presidente della Bolivia, Evo Morales, nel suo intervento ha espresso le sue preoccupazioni per il popolo boliviano:

«Vogliamo giustizia storica…non è possibile che le foglie di coca siano legali se utilizzate dalla Coca-Cola e illegali quando invece utilizzate nel nostro paese…difendiamo i diritti degli agricoltori della Bolivia a lavorare, vivere e far crescere le proprie famiglie e fare fiorire i propri villaggi…Gli U.S.A. vogliono estirpare le coltivazioni di coca e così facendo rendono più poveri i contadini e più debole la nostra economia.»

Evo, Evo, come la capiamo, coca per tutti. Però non ci racconti che gli americani vogliono estirpare le coltivazioni, loro senza Coca Cola non ci vivono!

Ma la palma dell’intervento di più dubbio gusto, è stata assegnata al Presidente venezuelano Hugo Chavez. Si è scagliato contro George W. Bush, chiamandolo diavolo e aggiungendo che:

«è un Presidente che cammina come John Wayne e questo bovaro non ha la minima idea di quella che è la politica: è lì perché è figlio di papà ma è alcolizzato, è la verità, mi spiace dirlo, è la verità, è un alcolizzato.»

Inutile dire che questi interventi sono stati i più applauditi e non c’è di che meravigliarsene. Ci meravigliamo solo della pazienza dell’Occidente “imperialista, democratico e un po’ liberale” e di quanto aspetti a dirottare un Airbus contro il Palazzo di Vetro.

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Comments (2) lasciato to “Gli imperialisti liberali in fiera”

  1. Eleonora ha scritto:

    Il peggio del peggio riunito per niente. Non c’è che dire. Pensavo che i peggiori fossero i “nostri”, ma si accompagnano bene.

  2. Seven ha scritto:

    La parola d’ordine di Prodi era: “serietà…”. questo governo invece non ha neanche il pregio di far ridere, oramai le uscite del suo leader sono sconcertanti, farnetica,parla peggio di prima sbiascicando le parolo…
    Condivido alla lettera, nel mio blog ho trattato gli stessi argomenti.

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