Prodi sempre più “(s)bilanciato”

Bilancino

L’apparizione in Parlamento del Presidente del Consiglio, Romano Prodi ha dei significati che dovrebbero essere letti con attenzione, al di là delle interpretazioni più o meno conformiste date dagli organi di informazione. In generale il suo discorso non ha apportato nulla di nuovo rispetto alle aspettative dell’opinione pubblica. Prodi ha fatto discorsi fumosi, scontati e banali ed ha difeso ancora una volta la sua posizione sull’affaire Telecom, già reiterata più volte negli scorsi giorni. Da quello che si evince, l’uomo appare sempre più in crisi, nella sua posizione di capo di un governo nel quale la sua sopravvivenza dipende sempre di più dalla possibilità di bilanciare posizioni diverse e spesso contraddittorie.

Il blocco DS-Margherita non è contento degli atteggiamenti di Prodi tenuti su alcuni temi fondamentali. A partire dalla guerra personale iniziata contro il presidente Marco Tronchetti Provera, proseguendo con le dichiarazioni fatte durante il viaggio in Cina, per finire con i contenuti neo-statalisti e vetero-marxisti di molti provvedimenti della legge finanziaria. Prodi sta cercando quindi la sponda della sinistra radicale, per controbilanciare la pressione derivante dal blocco centrista, costretto all’abbraccio mortale con Bertinotti, Rizzo e Diliberto anche dal fatto che lui non appartiene ad alcun partito che lo possa sostenere. In questo momento gioca una partita in singolo, fatta di alleanze non palesi, di affari e di demagogia.

Il fatto interessante avvenuto durante il suo discorso è stato il pronunciamento di una frase estremamente provocatoria:

«Tornare al dirigismo, per me sarebbe anche sconfessare una parte della mia storia professionale».

Questa frase contraddittoria, pronunciata dopo settimane di proclami sull’opportunità di statalizzare la rete telefonica di Telecom Italia, non può non richiamare agli anni in cui questo esempio eclatante di boiardo di stato era alla guida dell’IRI, periodo nel quale Prodi non solo si è occupato di mantenere ben saldi nelle mani dello Stato nugoli di aziende inutili al paese ed utili alle clientele di partito, ma ha anche contribuito ad alimentare le perdite del bilancio statale e a distribuire prebende agli amici imprenditori.

La frase ha suscitato le proteste violente dell’opposizione che ha cercato di interromperlo più volte ma senza riuscirci. Il Presidente della Camera Bertinotti è intervenuto, invitando Prodi a continuare il discorso e tuttavia il Capo del Governo non ha desistito, ripetendo il suo proclama ben nove volte. Il tutto alimentando una gazzarra non degna di un Parlamento della Repubblica. (Qui il video della provocazione). Alla fine Bertinotti è stato costretto a sospendere la seduta.

Questo episodio non fa bene né al clima di tensione politica presente nel paese né tantomeno alla nostra reputazione ed alla nostra credibilità, in un momento in cui la stesura del progetto di legge finanziaria per il 2007 avrebbe bisogno di più collaborazione e di consenso tra maggioranza ed opposizione. E c’è da chiedersi perché Prodi abbia così esasperato il clima anche ignorando i ripetuti inviti a continuare il suo intervento fatti dal suo collega di maggioranza Bertinotti, Presidente della Camera.

I motivi di questa ostinazione vanno, a nostro avviso, ricercati proprio nella crisi dei rapporti attualmente in atto all’interno dei due blocchi della maggioranza di Centro Sinistra. Da una parte i ministri che rappresentano il blocco “riformista”, infastiditi dai comportamenti di Prodi e dei quali si notavano le assenze in Parlamento, primo fra tutti il ministro Bersani, a Parigi in missione. Dall’altra la sinistra massimalista che cerca spazio e vuole imporre le sue visioni vetero-comuniste sia in politica estera (riuscendoci) che in politica interna. Prodi sa di non poter fare a meno di quest’ultimi, memore dell’esperienza del 1998, quando fu cacciato proprio da Bertinotti.

La sua strategia mira a creare situazioni di provocazione (come è stato nel caso dell’affare Telecom, del viaggio in Cina e della frase incriminata), alle quali seguono puntualmente le reazione violente e spesso personalizzate dell’opposizione ai suoi comportamenti. La sua speranza è che, davanti agli attacchi del Centro-Destra, la maggioranza si ricompatti intorno a lui, unica alternativa di quest’armata brancaleone, tanto divisa quanto traballante, soprattutto in Senato.

Non capiamo come l’opposizione non riesca a comprendere questa tattica di sopravvivenza e adotti comportamenti esattamente contrari a quelli che le permetterebbero di mettere una volta per tutte la parola fine alla storia di questo capitolo politico nel nostro paese. Basterebbe stare alla finestra, facendo squadra all’interno del perimetro di un governo ombra ed aspettare che il tutto si sciolga come un gelato al sole, cosa probabile visti gli umori di queste ultime settimane.

Per il momento, niente di tutto ciò e ad essere danneggiati da questa situazione sono sempre i soliti noti, i poveri cittadini “tassati” del ceto medio (oltre ai possessori di SUV, ovviamente).

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Commenti (1) lasciato to “Prodi sempre più “(s)bilanciato””

  1. Blublog » Blog Archive » SMS politico ha scritto:

    […] Durante il corso di questa mattina nuvolosa mi è arrivato da un’amico un sms che riportava: “Messaggio per i comunisti: Ora che il tuo governo ha mandato i soldati in Libano, ora che sta per tagliarti le pensioni, ora che ti obbligherà a pagare con assegni, ora che ha liberato ladri, assassini e truffatori, ora che stabilirà la legge il periodo delle tue ferie, ora che aumenterà le tasse, toglierà fondi ai comuni.. Ammettilo: inizi a sentirti un pò coglione? Beh, qualcuno ti aveva avvertito. Un saluto e… fallo girare”. P.S.: ogni riferimento a fatti e/o persone non è puramente casuale. politica, sms, italia, prodi, berlusconi, governo […]

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