
Un articolo apparso in fondo pagina sul Corriere della Sera ci risveglia sulla condizione odierna di una parte dell’Afghanistan. Lo spostamento verso le zone meridionali del paese da parte della truppe americane e della Nato, sta provocando un rigurgito di intolleranza e di violenza da parte delle frange più estremiste di talebani. Bruciano scuole, ospedali e uccidono donne anche per lapidazione, nascondendo alle autorità i loro misfatti. È la descrizione di un mondo tribale, già di per sé arretrato, nel quale la componente religiosa è strumentalizzata per legittimare il dominio degli uomini sulle donne e l’intolleranza sulla libertà di espressione, dei costumi e della religione.
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La discussione sull’eutanasia e sul testamento biologico si amplificano. Ad aumentare al temperatura ci pensa Piergiorgio Welby (questo il link al suo blog, il “Calibano) con il suo appello al Presidente della Repubblica, il quale risponde con una presa di posizione accorata verso la politica ed il Parlamento, e vede l’impellente necessità di un confronto approfondito sul tema.
Ma un confronto sarà mai possibile? Vi sarà mai la possibilità di convergere sulla necessità di dialogare sul tema della vita e della morte, della malattia e della sofferenza, se lo scenario politico resta inchiodato su due fronti opposti, sostenuti solo dai condizionamenti ideologici? (more…)

Carino questo post di 1972 e pure questo di Marco Taradash. Mi sento meno solo e meno scemo. In questo articolo la CNN intitola: “Total and profound respect for Muslims“. Ma noi che possiamo dire adesso ai “muslims” che hanno insultato i non credenti (questi corrotti laicisti relativisti mezzi illuministi e un po’ oggettivisti) e i credenti, Papa compreso? Almeno avrebbe potuto dire: “Total respect for Muslims, but…..! “: Neanche “but”. A casa mia lo so come si chiama questo atteggiamento, a casa vostra?

I cittadini svizzeri hanno deciso chiaramente: con quasi il 68% di voti favorevoli al mantenimento della nuova legge sul diritto d’asilo (LAsi) e sugli stranieri (LEtr), hanno confermato la tendenza storica degli elvetici a tenere ben chiuse le loro frontiere, marcando ancora una volta una logica di funzionamento dello Stato-nazione e della sovranità nazionale, che in Svizzera si esprime attraverso una maggiore solidarietà verso gli interessi interni del paese che verso quelli esterni.
È stata una sconfitta sonora del Partito Socialista di Hans-Jürg Fehr, una dèbacle riconosciuta alla quale adesso le organizzazioni non governative vicine al PS cercheranno di opporre una ferma vigilanza sui principi di applicazione della legge da parte delle autorità nazionali e locali.
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