
Grazie a The Right Nation possiamo leggere sul blog americano Hyscience che la CIA pare abbia utilizzato negli interrogatori con i terroristi islamici un tipo di tortura chiamato “waterboard“. Un prigioniero viene legato e qualcuno gli tiene un pezzo di stoffa compresso contro la bocca. Viene poi versata acqua sulla stoffa, il che rende la respirazione molto difficile e gli dà la sensazione di morire da un momento all’altro per asfissia. In realtà, se la tortura è fatta da “gente capace” (…), è improbabile che il prigioniero muoia. Secondo le fonti, questa tortura funziona ed i risultati migliori sono stati raggiunti con 14 personalità di spicco di Al Quaeda: (more…)

Bruno Vespa non ci sta. Non tuona ma usa i suoi toni vellutati e dice:
«Nella storia della Rai non si è mai visto un programma di successo che sia stato sanzionato proprio per questo…Ma non mi sento un perseguitato perché i moderati come me non lo sono mai…Comunque possono essere scelte editoriali che non condivido ma che rispetterò. Da parte mia c’è fiducia nella direzione generale, spero di stare alla Rai per sempre, ma se la Rai dovesse stringere e rendere meno confortevole l’ambiente di lavoro, mi cercherò un altro posto».
Orbene, ci pare di capire che aria condizionata, umidificatori, poltrone imbottite, camerini insonorizzati e bagni di marmo sono i requisiti necessari per assumere uno come Vespa. Sicuramente a Mediaset non avranno problemi a creargli questo ambiente. Se poi si sente “stretto”, può sempre chiedere a Santoro di affittargli un po’ di spazio, quello che gli ha portato via.
Noi continuiamo a leggere e teniamo la televisione spenta. Soprattutto alla 50° puntata su Cogne.

Grazie a Freedomland, possiamo goderci questa chicca dell’intervista esclusiva rilasciata da Romano Prodi in questi giorni all’emittente americana CNBC. Ad intervistarlo è addirittura la famosa managing editor Maria Bartiromo (nella foto). Badate bene, il mortadella risponde in inglese perfetto e con perfetto accento italiano, perfettamente mescolato con la sua calata emiliana.
Tra l’altro spiega come la sua arrabbiatura con Tronchetti non derivi dall’eventualità che TIM vada in mani straniere - “Il nostro paese è aperto” - ma dallo sgarbo del Provera (che lui chiama “Prowera”…), il quale, omettendo di raccontargli le sue intenzioni sul riassetto del gruppo, non gli ha detto la verità. In definitiva uno che non dice una cosa, se non la dice dice una bugia, no?

Il decreto Bersani sulla liberalizzazioni prevede, tra l’altro, che le banche non possano più addebitare ai clienti le commissioni per la chiusura dei conti. Questa disposizione, in vigore da più di un mese, ha determinato un aumento della concorrenza tra gli istituti di credito che cercano ora di stimolare i clienti di banche concorrenti con condizioni interessanti; ad esempio offrono di prendersi carico delle procedure di trasferimento della domiciliazione delle utenze presso la nuova banca, garantendo al cliente che non vi saranno disguidi.
Mentre si amplia il fronte concorrenziale le banche stesse cercano in modo rozzo di correre ai ripari (more…)