
Leggo con interesse dalla prima pagina di Tocqueville questo articolo linkato del blogger Schegge di Vetro. Il post parla dell’ora di “educazione alla salute” nelle scuole italiane e del programma per introdurre distributori automatici di merendine “alternative”.
L’autore cita alcune dichiarazioni del ministro all’istruzione Giuseppe Fioroni, il quale sostiene che, a partire dal prossimo anno, saranno forniti agli alunni conoscenze, stili di vita e modelli salutari di comportamento. Fioroni dichiara anche la necessità di rispondere con forza ai problemi dell’obesità infantile e dei disturbi alimentari adolescenziali. Per questo programma intende valersi della collaborazione di professori di più discipline. Infine, fa un richiamo ai genitori affinchè diano l’esempio ai ragazzi, magari evitando di fornirgli in continuaizone merendine, hamburger e bibite zuccherate.
I commenti dell’autore del post alle dichiarazioni di Fioroni non sono propriamente positivi. In pratica il commentatore accusa il ministro di volere organizzare la felicità dei ragazzi, facendone un esercito di beati somari (pure se meno obesi) e di volere implementare questo programma perché bisogna far fare qualcosa agli insegnanti. In conclusione dell’articolo, scrive un commenti ironico:
«E’ chiaro l’interesse di Fioroni: i bambini sono più saporiti se vengono allevati in modo naturale e alimentati secondo una dieta sana ed equilibrata. Parola di chi li mangia.»
E’ noto a tutti che alcune ricerche referenziate hanno dimostrato l’esistenza storica di un’abitudine di una parte della popolazione cinese, di mangiare bambini, soprattutto nei periodi passati sotto la dittatura comunista di Mao-Tze-Tung, nei quali le carestie sono abbondate. Pensavamo però che ormai queste cose ce le fossimo lasciate alle spalle, non solo in termini reali ma anche per l’utilizzo letterario che se ne può fare. Invece non è così.
L’obesità e i disturbi alimentari sono uno dei problemi principali della nostra generazione e di quelle che ci seguono. Sono il prodotto del benessere che è cresciuto a ritmi molto più sostenuti della capacita di adattarvisi da parte della popolazione. Quindi oggi l’ignoranza di molti genitori e la loro tendenza ad utilizzare le comodità del consumismo moderno, anche in ambito alimentare, costituiscono uno dei maggiori pericoli alla crescita sana del complesso corpo-mente di un bambino. Per chi non lo sapesse, l’intera umanità potrebbe ridurre quasi a zero il consumo di zucchero e sale, due sostanze delle quali il nostro corpo potrebbe fare quasi a meno e che sono consumate in quantità enormi rispetto al reale fabbisogno e soprattutto alla capacità del nostro fisico di neutralizzarne gli effetti devastanti per la propria salute.
Basti pensare che lo zucchero è un alimento il cui uso è iniziato circa 300 anni fa. Prima di allora non ne conoscevamo neanche l’esistenza. Il nostro corpo si è dovuto adattare in un tempo così breve a metabolizzare enormi quantità di questo alimento, il cui consumo è aumentato in modo esponenziale negli ultimi 50 anni. E il suo esagerto utilizzo è una delle principali cause del preoccupante aumento dell’obesità nei paesi occidentali, anche e soprattutto tra i giovani.
Queste nozioni di nutrizionismo (e molte altre), sono ignorate dalla maggior parte delle persone e spesso chi ne è cosciente è “maleducato” verso la propria e l’altrui salute. I genitori che propinano con regolarità cibi preocotti, caramelle, Chupa Chups, merendine, gelati a altri alimenti simili ai loro figli, spesso non sanno o fanno finta di non conoscere il danno immediato e futuro che causano alla salute dei propri figli. Tanto, l’importante è tenerli tranquilli, occupati con una bella scarica di glicemia nel sangue. Poco lavoro e risultato garantito.
Se le proposte del ministro Maroni le avesse fatte il ministro Moratti nella scorsa legislatura, difficilmente gli elettori di centro-destra avrebbero avuto da obbiettare. Anzi, si. Perché proposte di questo genere dovevano essere fatte dall’allora ministro della Salute, (tale Storace, figuriamoci…), in collaborazione con quello dell’istruzione, per implementare programmi di informazione nelle scuole. La Svezia implementa da decenni e i bambini svedesi, per citare un esempio, conoscono sin da piccoli il significato della parola “igiene dentale” e di molte altre, grazie ai massicci programmi di istruzione e responsabilizzazione, introdotti nella scuola. E a noi pare che arrivare in età senile con tutti i propri denti sia un segno incontestabile di progresso oltre che di comodità e di risparmio di costi per la collettività.
Semmai dobbiamo dolerci del fatto che si arrivi solo adesso a riflettere su queste iniziative che un paese “avanzato” come il nostro avrebbe dovuto prendere molti anni fa. Non possiamo quindi fare al ministro Fioroni il processo alle intenzioni, soprattutto quando si tratta di problemi così esiziali per la salute dei nostri figli. Sempre che siamo consapevoli di quelle che siano le nostre responsabilità verso di loro.