Musulmani e laicisti

«Se davvero mancano tutte le autorizzazioni, siamo di fronte ad una evidente illegalità - ha detto Tiziana Maiolo, responsabile nazionale dei diritti civili di Forza Italia e assessore comunale milanese - Ma in ogni caso io sono contraria ad una scuola che insegna una cultura discriminante nei confronti delle donne e che costringe le bambine ad andare in classe col velo».
Parole sante, signora Maiolo. Sarà per la sua capacità di fare queste lucide analisi che l’hanno messa al confino nel comune di Milano? Probabile.
Ancora una volta, questa vicenda dimostra quanto nel nostro paese ottengano di più quelli che alla legalità non danno valore. Quelli che sostengono la legalità del “loro” paese e non del nostro. Quelli che non si integreranno mai. Invece di combattere questa deriva, anche Milano, governata dal Centro-Destra, abdica, con l’eccezione della solita Lega.
Ma noi dobbiamo proprio lasciare alla Lega il monopolio della difesa dell’obbligo ad un’ istruzione scolastica impartita secondo i dettami costituzionali? Dobbiamo permettere a Bossi di ergersi ad ultimo paladino della legalità? Evidentemente a qualcuno fa comodo così. Salvo poi lamentarsi per quei 24.000 voti.
Come dice Galileo (buonanima!), se vogliamo capire meglio i problemi legati all’integrazione degli appartenenti alle comunità musulmane nella nostra società, dobbiamo leggere Jean François Revel, uno dei maggiori filosofi liberali del secolo scorso. Invece che permettere agli arabi di aprire (abusivamente) scuole arabe costringendo i propri figli a vivere in un ghetto sociale, dovremmo introdurre gli scritti di Revel nelle scuole. Galileo si spinge oltre, vorrebbe l’abolizione di qualsiasi accordo con i rappresentanti delle religioni e lasciare al rispetto della Costituzione la soluzione dei problemi sociali di convivenza tra etnie e gruppi religiosi diversi. Il che significa relegare l’ambito religioso alla sfera personale. Campa cavallo! Cose molto “scorrect” che non si possono sostenere in politica, altrimenti saremmo tutti bollati come sporchi laicisti. Meglio quindi concordare, con il Vaticano e non solo, e aprire le scuole musulmane. Solo che con loro non si negozia, con loro rischiamo solo di soccombere.
Update: i legali delll’associazione che promuove la scuola hanno assicurato che è tutto secondo la legge e che, semmai, sono le istituzioni che boicottano l’apertura. Hanno appena cominciato e già fanno mostra di ottima “taqyia“


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