Con Capezzone non ci stiamo

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Stavolta non ci stiamo. Non possiamo essere d’accordo né con Daniele Capezzonené con Jim Momo quando parliamo della questione droga in Parlamento. Non siamo proibizionisti, non pensiamo che leggi repressive verso il consumo di droghe, alcool, fumo, sesso eccetera, possano dare un contributo serio ad evitare i danni sociali e personali derivanti da questi fenomeni. Siamo favorevoli alla legalizzazione delle droghe e quella della prostituzione in contesti protetti ma questi slogan non hanno senso se una visione di questo tipo non è accompagnata da un senso di responsabilità e da misure che riportino le libertà in un contesto accettabile per la vita sociale.

Essere antiproibizionisti o essere favorevoli ad una legalizzazione dell’aborto non significa necessariamente considerare queste pratiche come non dannose. Anzi. Siamo convinti della pericolosità e dei danni derivanti da tutte le droghe (nessuna esclusa), come dall’alcool. Siamo anche antiabortisti nel senso che, pur riconoscendo a tutti il diritto di decidere liberamente in coscienza, sosteniamo la necessità di aiutare un nuovo essere a vedere la luce invece che dare solo un semplice contributo socio-sanitario alle donne che vogliono abortire.

Non vediamo quindi una contraddizione tra le soluzioni libertarie nella gestione di questi problemi e la consapevolezza dell’impatto psico-fisico sull’individuo e sulla società, che non ce le fanno preferire ad altre soluzioni. Sappiamo che la posizione del Partito Radicale in materia di droga è quella di chi la paragona ad una sigaretta. Sappiamo che la posizione sull’aborto è dettata dall’idea che non si possa mai ed in nessun caso violare il principio laico della sovranità dell’individuo rispetto al proprio corpo. Ma sostenere che la Legge Finanziaria sarebbe stata migliore se “il ministro Visco si fosse fatto una canna prima di scriverla“, a nostro avviso dimostra una scarsa conoscenza scientifica e medica del problema; e invitare i politici a seguire l’esempio del “cattolico e liberale Aznar, che arrivò a prevedere esperimenti per la somministrazone delle droghe pesanti sotto il controllo medico“, che vuol dire? Vuol forse dire che dovremmo sollecitare tutti i parlamentari a farsi una canna prima di entrare a Montecitorio a condizione che la fumata sia fatta in presenza di un dottore abilitato? O si vuole sostenere l’utilità terapeutica della cannabis per chi svolge le funzioni di parlamentare? (tesi già più accattivante, vista la categoria…!)

Queste affermazioni rappresentano a nostro modo di vedere, una prevaricazione del concetto di libertà. La libertà è tale se i comportamenti messi in atto in sua difesa hanno un fondo di ragionevolezza e sostenere che le droghe “facciano bene” o che (riferito ai parlamentari) “la parola d’ordine deve essere: si facciano pure di spinelli come e quanto vogliono, ma lascino in pace anche gli altri” perché tanto chi si droga “non è delinquente…(in quanto) la cannabis…fa parte ormai delle abitudini e del vissuto comune a milioni di persone in Italia“, non solo non contribuisce a risolvere il problema della droga ma, anzi, ci fa pensare che le droghe non siano viste come un problema ma che il problema sia chi sostiene la loro indubbia pericolosità.

Allora la domanda è: dobbiamo fare una politica che induca la gente a non drogarsi? Dobbiamo mettere in atto delle misure antiproibizioniste atte a lasciare la scelta libera all’individuo ma adatte a sostenerlo nella piena consapevolezza della sua decisione?

In questi giorni, mentre accompagnavo mia figlia di 8 anni a scuola, ha visto un’insegna di una drogheria e mi ha chiesto cosa c’entrasse quel termine con le droghe. Questo mi ha dato lo spunto per cominciare a dialogare con lei su questo tema. La mia posizione, ovviamente, è quella di insegnarle quali sono i pericoli derivanti dall’uso di droghe, per esempio il rischio elevatissimo di manifestazioni psicotiche che possono insorgere in un ragazzo in età puberale se l’assunzione di cannabis avviene in un individuo psicologicamente predisposto. Ho anche iniziato a spiegarle quali sono i meccanismi del “branco”, pronti a scatenarsi quando cominciano a circolare le prime canne e che mettono tutti i membri sotto pressione psicologica nel caso in cui non si uniformino a comportamenti codificati, come il consumo di droga.

Se avessi seguito le indicazioni ideologiche di Capezzone e Jim Momo che avrei dovuto fare? Avrei dovuto dirle di fare ciò che vuole, tanto “tanta droga per tutti” e tanto in Italia anche i parlamentari si drogano perché è come mangiare un cioccolatino? Non credo. Chissà se Capezzone e Jim Momo hanno figli…

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Comments (7) lasciato to “Con Capezzone non ci stiamo”

  1. Maurizio ha scritto:

    L’affermazione che la finanziaria sarebbe stata migliore se Visco si fosse fatto una canna mi pare evidentemente una battuta. Quindi non vedo che senso abbia dire che dimostra una scarsa conoscenza scientifica del problema.

    Anche prescindendo da questo, accusare i radicali di scarsa conoscenza scientifica suille droghe e’ tesi ardita: hai mai ascoltato una puntata del notiziario antiproibizionista?

    Per quanto riguarda campagne informative sui pericoli delle droghe sono d’accordo con te, ma ti faccio notare che Capezzone in tv dice sempre che fanno male.

    Per quanto riguarda la somministrazione di droghe pesanti sotto il controllo medico, credo serva ai tossicodipendenti che cerchino di smettere. Quindi non e’ affatto un incentivo a drogarsi, ma a smettere. Del resto, i radicali hanno sempre detto che legalizzare le droghe pesanti serve a diminuire il numero di drogati, non a incrementarlo. Ciao

  2. Cantor ha scritto:

    L’affermazione che la finanziara sarebbe stata migliore se Visco si fosse fatto una canna NON è una battuta, te lo posso assicurare.
    I radicali avranno ancheuna buona conoscenza scientifica sulle droghe, ma allora qualcuno mi deve spiegare perchè dicono che ci sono droghe e droghe e di fatto sostengono che quelle leggere non fanno male, anzi sostenono che hanno effetti terapeutici.
    E’ vero che la cannabis ha effetti terapeutici ma questo slogan, proposto come lo fanno loro, è ingannevole nei confronti dell’opinione pubblica.

  3. periclitor ha scritto:

    hanno le loro conoscenze ci sono fior di medici che smentiscono molte delle tesi radicali.anche se è una battuta quella su visco è pessima.ci sono famiglie che lottano contro la droga da decenni e questi slogan suonano offensivi.sulla somministrazione da parte dello stato sono contrario è dimostra

  4. Gianmario Mariniello ha scritto:

    Ca**o: ti facevo radical, invece…
    “senso di responsabilità” mi piace, fa con…
    Il finale è da incorniciare.

  5. periclitor ha scritto:

    ops manca un pezzo…..
    allora è dimostrato che i ragazzi che si affidano ai sert ad esempio si lasciano morire sotto controllo o alla fine del ciclo ci ricascano sistematicamente.lasciamo perdere le stanze del buco una nefandezza lo sttao non può puntare a dare la morte per somministrazione.controllando che non muoia subito ma piano piano ma che stato è????

  6. Cantor ha scritto:

    @ Mariniello

    Non ti fidare di certe voci che circolano! :-)
    Basta che tu mi legga con regolarità…
    A proposito: nel caso ti fosse sfuggita questa: http://www.cantorblog.net/2006/06/21/chiariamo-bene/it/

  7. Maurizio ha scritto:

    Questo filmato di capezzone (Markette 5 ottobre 2006) dimostra che si trattava di una battuta:

    http://www.centrodiascolto.it/videopress/videobox.php?idcat=134&path=131,134&id=33323&page=1

    Per il resto, francamente non capisco esattamente cosa tu stia criticando. Prima sembra che ti riferisca all’affermazione la cannabis ha effetti terapeutici, poi tu stesso ammetti che li ha, ed il torto sarebbe di ingannare l’opinione pubblica.

    Come dici tu, e’ noto che la cannabis ha effetti terapeutici, in particolare verso alcuni tipi di del cancro, e questo viene affermato spesso nel notiziario antiproibizionista—sempre rimandando a dati e fonti ben chiare (riviste e pubblicazioni scientifiche citate con chiarezza).

    D’altra parte, si afferma chiaramente anche che probabilmente questi effetti terapeutici NON riguardano la cannabis fumata. Se ti interessa ti posso mandare l’audio di una puntata del notiziario in cui si afferma cio’.

    In definitiva, non capisco dove stia la volonta’ di ingannare l’opinione pubblica che tu riscontri. Ciao

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