In medioriente le notizie vanno un tanto al kilo

Le autorità israeliane hanno ammesso che l’esercito ha usato bombe al fosforo durante la guerra in Libano. Quest’ammissione ci fa venire in mente le analisi di qualcuno che si era dato la briga di spiegarci “per amore di verità” di cosa stiamo parlando. Cioè stiamo parlando di qualcosa di molto diverso rispetto a ciò che il termine “fosforo” evoca nell’ignaro lettore.
La notizia ha fatto il giro del mondo ed è stata ripresa da tutti i principali organi dei mainstream media: un vero tam tam, uno scoop che paga in temini di ascolti e di copie vendute. In effetti i cattivi ebrei o israeliani che siano, fanno sempre notizia, soprattutto se la loro cattiveria è confermata da atti di guerra proibiti dalle convenzioni (chi l’ha detto che le bombe al fosforo sono proibite?). E’ la conferma di un avvenimento che fa contento il mondo arabo e l’opinione pubblica antisemita e che c’insegna ancora una volta chi sta all’origine di tutti i mali: sempre e solo loro, gli eterni cospiratori.
Gli innocui terroristi di Hezbollah, invece, non interessano a nessuno, soprattutto in tempo di pace. Intanto scopriamo che la pace non gli da mai pace. Sono molto laboriosi e lo abbiamo scoperto quando, nell’arco di poche settimane, qualche migliaio di missili sparati sulle teste dei civili israeliani ci hanno rivelato che in tempo di pace non ci si annoia da quelle parti perché c’è la possibilità di preparare con minuzia e dovizia i fuochi d’artificio.
Perciò la notizia che oltre alla polvere da sparo sono piovute le cluster bombs sui tetti delle case israeliane, non è una notizia. Eppure le cluster israeliane, pure quelle avevano allagato i paginoni dei giornalini di sinistra, anche di quelli più disastrati. Ma tant’è.
Ci chiediamo anche le ragioni di questo timing, quantomeno sospetto. Perché la notizia c’era già da tempo e ne aveva parlato non uno qualunque ma Jan Egeland, segretario per i diritti umani dell’Onu. Era il 30 agosto di quest’anno. Forse Egeland appartiene ad un organismo al quale non dà più retta nessuno; di certo non chi lo ha sentito dichiarare, qualche settimana fa: «Hezbollah, fermate questo modo vigliacco di mischiarvi a donne e bambini! Ho sentito che gli Hezbollah si dicevano fieri di aver perso pochi guerrieri e che le vittime erano per lo più civili. Non penso che si possa essere fieri di avere più donne e bambini uccisi che uomini!». Ma tant’è.
Tant’è che la missione dell’ONU è stata mandata proprio dove non c’è nessuno che gli deve dare retta. Tanto c’è la pace.
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