La mia Napoli

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Come se fosse sbucata dal nulla, scoppia la “crisi di Napoli”. E’ una crisi mediatica, ovviamente, nel senso che ancora una volta i media fanno una pessima figura. Parlano degli avvenimenti di questi ultimi giorni come di un fenomeno ai più sconosciuto, spaventoso e improvvso. A noi pareva di averle già sentite certe notizie e la loro memoria si perde nella notte dei tempi. Insomma, Napoli è Napoli, niente di nuovo sotto il sole.

Anche i politici fanno la loro parte. Pessima. Vogliono più poliziotti, anzi alcuni vogliono l’esercito. Poi si scopre che la classe politica campana, di tutti i colori ma soprattutto quella tendente verso il rosso, è commissariata un po’ dappertutto.

E i magistrati? Dicono che non ce la fanno più, che sono al collasso e che non hanno i soldi per le fotocopie. Anche loro però ci dovrebbero spiegare perché permettano le aggressioni di onesti cittadini da parte di parenti e amici dei criminali che terrorizzano la città e che non passano neanche una notte in galera.

Il crimine, l’estremismo politico e quello religioso cercano il punto di minor dolore. Cioè quel territorio solo lambito dalla legalità, dove sia più semplice mettere radici per chi vuole far valere le sue leggi. Per questo in Italia abbiamo la camorra a Napoli, la ‘ndrangheta in Calabria, la mafia in Sicilia e un po’ dappertutto. E per questo l’Italia è un paese molto a rischio verso la colonizzazione islamica, quella dell’Ucoii, dei terroristi “combattenti” e delle moschee che reclutano.

La legalità da noi è un optional anche se molti italiani sono brava gente. E’ che tra la brava gente si annidano le serpi, i furbi e la brava gente dovrebbe essere difesa e protetta. Invece non lo è. Il 95% dei reati non sono denunciati. Di quelli denunciati che vanno a processo, il 90% non vanno a sentenza perché sono patteggiati oggetto di accordi extra-giudiziali o proscritti. Abbiamo avuto i casi Tortora, Jannuzzi, Carnevale, quelli di tutti i politici della Prima Repubblica distrutti da accuse infondate e tanti altri, centinaia, migliaia di scandali giudiziari. La camorra tutto questo lo sa e sa anche che al tribunale di Napoli i fascicoli dei processi devono essere custoditi dietro le sbarre per non essere rubati o manomessi. Conosce poi, una per una, le persone che bivaccano davanti alla sua porta, offrendosi come falsi testimoni, tanto in qualche modo bisogna arrangiarsi.

La legalità non è necessariamente il rispetto della vita altrui. Abbiamo esempi quotidiani di comportamenti illegali che ledono i diritti dei cittadini senza uccidere nessuno. Basta pensare alla vicenda taxi. Nonostante i risultati plebiscitari di Veltroni e le maggioranze rassicuranti di Letizia Moratti, gli organizzatissimi taxisti tengono sotto scacco le due principali città italiane. Entrambi i sindaci potrebbero beneficiare di decisioni impopolari per la categoria ma popolari per le migliaia di loro elettori, mentre continuano a concertare, mediare, negoziare. Nessuno se la sente di essere veramente leader e di assumersi dei rischi. Quindi, non meravigliamoci per l’andazzo di Fiumicino o di Linate e dei comportamenti illegali di chi è più influente dell’opinione pubblica.

La mia prima volta a Napoli (20 anni fa…) è iniziata con un viaggio in taxi con il buio dall’aeroporto verso il centro. Entrando in città, l’auto scendeva una strada in discesa con alla fine un semaforo. Il semaforo era rosso. Quando ci siamo accorti che non aveva intenzione di fermarsi e continuava a tutta velocità, ormai era troppo tardi. Un autobus di qui, un camion di là. Tutto normale. Come la legalità, a Napoli semafori sono un optional o un consiglioLa soluzione? Non c’è perché nessuno avrà mai il coraggio di mandare a casa definitivamente Bassolino, la sua cricca, bruciare i tribunali e riconstruirne di nuovi, far circolare solo poliziotti alto-atesini, commissariare la Campania e, più in generale, ampie zone del sud Italia. E sì che abbiamo commissariato la provincia di Nassirya. Ma poi ce ne siamo venuti a casa.

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Comments (7) lasciato to “La mia Napoli”

  1. Augusto ha scritto:

    Uno lo aveva fatto, in Sicilia, circa 70 anni fa; ma era un gran figlio di puttana, dicono.

    Oggi, si dovrebbe “commissariare” tutto il “Sud”, sostituire tutti gli organi di polizia, anche comunale, sostituire tutti i giudici (del “Sud”) con personale “Nordico” da, al meno, 4 generazioni. Meglio se proveniente da Altoadige, Friuli Venezia giulia ecc.
    Austriaci, insomma.
    Sì, ma chi si prende la responsabilità?
    Ed allora “scopriamo”, ogni tanto e quando conviene, che nel Sud si muore.
    Andatelo a raccontare alla famiglia Falcone.
    Il “commercio” é troppo succoso e coinvolge anche Roma, tutti compresi, nessuno escluso……quindi….zitti, zitti tutti.
    Facciamo (solo) un pò di casino quando é indispensabile e poi lasciamo ri-insabbiare l’argomento; tanto il popolo é bue e i soldini “girano”.
    Ciao

  2. Il Pizzino ha scritto:

    A me sembra più una mossa politica che altro: Mastella - quello dell’indulto - che vuole inviare l’esercito, Napolitano che si dispiace…insomma è il solito teatrino che non porterà a nulla. Amen

  3. Augusto ha scritto:

    Appunto…………. :-))

  4. Cantor ha scritto:

    C’è poco da ridere Augusto. Ma tu come fai a sapere tutte queste cose? Non vivi in Colombia? :-)

  5. Augusto ha scritto:

    Sì, a Cartagena, per mia (somma) fortuna; ma mi informo, leggo, inc***o e preoccupo (ho 2 figle adulte, 2 generi e 1 nipote in Italia).
    Ciao

  6. Cantor ha scritto:

    Insomma, a Cartagena, coca o non coca, si sta meglio che a Napoli? Mi stai dicendo che avete la nettezza urbana e le discariche? E che non dovete spedire la spazzatura a Chavez? Che peccato! :-)

  7. Augusto ha scritto:

    Nettezza urbana, incenerirtori / discariche, sicurezza (almeno nella parte “ricca”) e niente spazzatura per Chavez, peccato :-(

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