Tutti pazzi per Prodi

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Romano Prodi, dopo i segni di nervosismo, comincia a dare segni di squilibrio. Forse il bilancino non gli funziona più. Ora dice che siamo tutti pazzi e, in un certo senso, ha ragione. Lo abbiamo messo alla testa del governo, quindi siamo un popolo di pazzi; lui, i cui trascorsi storici sono sotto gli occhi di tutti. Le sue gesta epiche all’IRI, quelle durante il primo governo di Centro-Sinistra ed il mandato di Presidente della Commissione in Europa, riecheggiano ancora nelle tra i monti, le valli e le pianure del nostro continente. Ma noi cittadini del bel paese siamo un po’ sordi e abbiamo quindi pensato che a quest’uomo dal sorriso pacioso e dalla parlata convincente (…), dovevamo dargli un’altra possibilità.

Molti lo hanno votato perché è ritenuto il migliore nella tecnica di coalizione. Altri perché pur non esprimendo un quoziente elevato, si sapeva dove sarebbe andato a parare. Altri perché non sopportavano Berlusconi. Lui ha sorpreso tutti, ha sterzato a sinistra, si è vestito da Ribbentrop, si è spalmato un tot di vaselina un po’ dappertutto e, dopo l’aperitivo dolce delle liberalizzazioni (dove sono finite?), ha sceso la sua mano vincente sul tavolo, la Finanziaria 2007.

Non importa che non ci sia uno (diciamo 1…) tra i cittadini comunitari, extracomunitari e marziani residenti in Italia che sia contento di questa manovra. Non c’entra se la manovra non tocca posizioni di rendita, non riforma nulla, aumenta la pressione fiscale di almeno 1,5% e si basa per l’80% su maggiori entrate invece che su minori spese.

Adesso chi si lamenta è lui che non accetta gli scontenti, gli attacchi feroci, le dichiarazioni “intempestive” della Montalcini. Eppure Romano ci ha provato ad accontentare tutti, ha dato anche 14 milioni al senatore Pallaro, 62 alla Campania ed alla Basilicata per il “proseguimento degli interventi di ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici del 1980-81″, vuole assumere 150.000 insegnanti, dare 100 milioni alle scuole materne private, ha tolto il taglio di 100 milioni previsto al ministero degli Esteri, dato 300 milioni alla Protezione Civile, 80 milioni a Cacciari per Venezia e 40 a Illy per il Friuli visto che era stato un po’ troppo critico verso la Finanziaria.

Insomma, ce n’è per tutti ma alla fine nessuno è contento. E perché mai? Perché il paese è impazzito, perché “non pensa più al domani. In effetti non ha tutti i torti perché nella loro folle umanità i poveri cittadini pensano all’oggi, alla pagnotta, alla quarta settimana che non finisce mai. Pensano che non ce la fanno e magari vedono alla televisione i tiggì di sinistra che annunciano trionfanti gli ennesimi miliardi (di euro) trovati per i dipendenti pubblici negli anfratti del palazzo. Pensano che i ricchi saranno tassati di più e si metteranno in agitazione, consumeranno meno e il paese rischierà per l’ennesima volta di non agganciare la ripresa. Pensano anche che chi non ce la fa, continua a non farcela, perché migliorare l’equità con la leva fiscale è una ricetta fallimentare.

Pensano e ripensano ma questo domani lo vedono fosco, nuvoloso e senza speranza. E lì, nel bel mezzo dei loro pensieri, vedono il suo faccione che sorride dopo la scorpacciata di mortadella. E si arrabbiano, sono scontenti, anzi, molti sono scontenti e soprattutto pentiti: di averlo votato. Ma ormai è troppo tardi, sono cornuti e mazziati, lo hanno votato e si prendono dei pazzi. Viva Prodi!

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